Dalai Lama http://it.dalailama.com/ en-us Wed, 24 Jan 2018 05:44:50 +0000 Wed, 24 Jan 2018 05:44:50 +0000 Il Sutra del Diamante http://it.dalailama.com/news/2018/il-sutra-del-diamante Mon, 22 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/il-sutra-del-diamante Bodhgaya, Bihar, India - Quando Sua Santità il Dalai Lama è arrivato al Kalachakra Maidan questa mattina, è stato accolto come al solito da migliaia di volti sorridenti e mani giunte. Il Dalai Lama ha sorriso a tutti e ha salutato alcuni vecchi amici, tra i quali alcuni Lama già presenti sul palco. Ha poi preso posto sul trono ed è iniziata la recitazione in cinese del Sutra del Cuore.

“Oggi spiegherò il "Sutra del Diamante" principalmente su richiesta degli studenti cinesi, come è già capitato in un’altra occasione" ha annunciato Sua Santità “e sto anche pensando di spiegare il Sutra del Cuore. Ogni anno dò insegnamenti ai cinesi a Dharamsala, ma oggi ci troviamo qui insieme in questo luogo sacro. All'inizio di questa serie di insegnamenti ho insegnato a un gruppo di buddhisti indiani, ricordando che il buddhismo ha avuto origine in India, prima di diffondersi in tutta l'Asia”.

“La tradizione Pali, con le sue tradizioni esemplari del Vinaya, si è diffusa in paesi come lo Sri Lanka, la Birmania e la Thailandia; la tradizione sanscrita, così come è stata formulata dall’Università del Nalanda, si è invece diffusa in Cina e da lì in Corea, in Giappone e Vietnam. In seguito è giunta anche in Tibet e in Mongolia. La Cina è stata quindi tra i primi paesi nei quali si è propagato il buddhismo. Al giorno d'oggi, ovunque nel mondo ci siano dei cinesi, troviamo anche dei templi buddhista, il che dimostra quanto il buddhismo sia nel cuore di questo popolo: è la religione tradizionale della Cina”.

“Nel 1954, ho visitato Pechino e altre regioni della Cina dove ho potuto visitare molti templi buddhisti. In particolare, ricordo uno stupa a Pechino che raffigurava il legame tra i Maestri buddhisti tibetani e gli imperatori cinesi e che conteneva una statua di Vajrabhairava. Successivamente, durante la Rivoluzione Culturale tutte le religioni sono state considerate nient’altro che fede cieca e si fece di tutto per distruggerle. Tuttavia, non fu possibile  sradicare una fede radicata da così tanto tempo nel cuore delle persone e dopo Deng Xiao Ping, quando le restrizioni diminuirono, il buddhismo ricominciò a fiorire. Un sondaggio condotto da un'università, alcuni anni, rivelava che in Cina ci sono 300 milioni di buddhisti, cifra che alcuni amici mi dicono essere oggi cresciuta a 400 milioni. Il presidente Xi Jinping ha dichiarato, a Parigi e a Delhi, che il buddhismo ha un ruolo importante nella cultura cinese".

Sua Santità ha espresso la sua ammirazione per il fatto che tutte le principali religioni del mondo siano fiorite in India e che queste diverse tradizioni religiose, autoctone e provenienti da altre parti del mondo, teistiche o non teistiche, da secoli convivano in rispettosa armonia .

“Sono un monaco buddhista" ha detto il Dalai Lama "ma rispetto tutte le tradizioni religiose. Ciò che conta è essere sinceri e mettere in pratica ciò in cui si crede. Per quanto diverse tra loro da un punto di vista filosofico, tutte queste tradizioni insegnano l’amore, la compassione e la tolleranza. Ho un immenso rispetto per le posizioni filosofiche buddhiste, ma non dico mai che il buddhismo è la tradizione migliore. Sarebbe sbagliato, tanto quanto affermare che una medicina in particolare è la migliore per curare chiunque in qualunque circostanza.

Il Buddha ha incoraggiato i suoi seguaci ad essere scettici e ad esaminare ciò che ascoltavano alla luce della ragione. Ha detto:

O monaci e studiosi,
Così come l’oro viene testato bruciandolo, tagliandolo e sfregandolo,
Allo stesso modo esaminate a fondo le mie parole
E solo allora accettatele, non per rispetto nei miei riguardi.

Sua Santità ha poi parlato di quando, da bambino, fosse affascinato dai giocattoli meccanici e di come, quando visitò la Cina nel 1954, fosse grande la sua curiosità di capire il funzionamento delle fabbriche e delle centrali elettriche che aveva visitato. Mao Zedong gli disse che aveva una mente scientifica. Una volta in esilio, il Dalai Lama ha detto di aver pensato di aprire un dialogo con gli scienziati. Quando gli dissero che la scienza uccide la religione, dopo aver riflettuto sul ruolo della ragione e della logica nella Tradizione del Nalanda, arrivò però alla conclusione che il buddhismo non correva alcun pericolo. Anzi, questa interazione tra scienza e buddhismo alla fine ha prodotto notevoli vantaggi reciproci e oggi la scienza fa parte a pieno titolo del curriculum standard di molte istituzioni monastiche tibetane. Le conoscenze scientifiche hanno permesso una maggiore comprensione della filosofia buddhista.

“Il punto cruciale è che dobbiamo studiare. Non è sufficiente rendere omaggio ad Amitabha e recitare sutra. Ho sentito dire che in Cina ci sono molti templi e monasteri: meglio sarebbe trasformarli in centri di studio. Grazie ai nostri sforzi nell’ampliare le opportunità di studio tra i tibetani, oggi abbiamo monache alle quali è stato conferito il titolo di  Geshema, a coronamento di quasi 20 anni di studio rigoroso. E’ necessario cambiare di orientamento. Ricordo di aver visitato Singapore nel 1965 o 1966 e di essermi molto commosso nell'ascoltare il Sutra del Cuore recitato in cinese. Tuttavia i monaci presenti,  molto attenti quando ho dato le iniziazioni, si sono appisolati quando ho spiegato gli insegnamenti più generali. Gli occidentali invece, che non sono tradizionalmente buddhisti, quando vengono agli insegnamenti prendono appunti".

Passando poi al Sutra del Diamante, Sua Santità il Dalai Lama ha spiegato che, dopo aver raggiunto l’illuminazione, il Buddha ha detto “profondo e pacifico, libero da costrutti, di una luminosità incomparabile: ho scoperto un Dharma che è come un nettare. Eppure, se dovessi insegnarlo, nessuno lo capirebbe e dunque resterò qui, in silenzio nella foresta”. Quando però i suoi vecchi compagni di ascetismo lo incontrarono di nuovo gli chiesero di insegnare ciò che aveva scoperto e così il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità, le quattro caratteristiche di ciascuna verità e i 37 fattori per l’illuminazione. Tutti questi insegnamenti si trovano nei tre canestri della tradizione Pali. La lingua Pali fu anche l’idioma adottato nel primo concilio, avvenuto a Rajgir, durante il quale venne steso il Vinaya.

Successivamente, il Buddha diede insegnamenti sulla Perfezione della Saggezza presso il Picco dell’Avvoltoio, insegnamenti che vennero trascritti in lingua sanscrita. Il Dalai Lama ha chiarito che gli insegnamenti della tradizione Pali sono quelli che il Buddha diede in pubblico a tutti, mentre quelli della tradizione sanscrita furono trasmessi a un pubblico più ristretto. Così, gli insegnamenti della tradizione Pali rappresentano le fondamenta del buddhismo, mentre gli insegnamenti riguardanti la Perfezione della Saggezza rappresentano le istruzioni supreme.

Riguardo al Sutra del Diamante, Sua Santità ha ricordato di averne ricevuto la trasmissione dal precedente detentore del trono di Gaden, Rizog Rinpoche, nonostante non esista una trasmissione esplicativa. Come in altri tesi conservati nel Kangyur e nel Tengyur, il titolo Vajracchedika Prajnaparamita Sutra è in sanscrito a indicare che non si tratta di un’opera originariamente composta in tibetano. Il testo inizia con il Venerabile Subhuti che fa al Buddha questa domanda: “O Beato, se i figli e le figlie delle nobili famiglie vogliono fare sorgere la più elevata e completa mente del risveglio, su che cosa dovrebbero basarsi e che cosa dovrebbero fare per governare la loro mente?”

Nello spiegare che il più alto punto di vista Madhyamaka è che le cose esistono solo per designazione, il Dalai Lama ha citato Nagarjuna che diceva che i bodhisattva che aspirano all’onniscienza non possono essere perfettamente qualificati se continuano ad aggrapparsi all’idea di un’esistenza oggettiva e indipendente. Ha aggiunto che il capolavoro filosofico di Nagarjuna “La saggezza fondamentale della Via di Mezzo” è disponibile anche il lingua cinese ed è davvero un testo prezioso: “Io lo leggo, lo memorizzo e rifletto su questo testo ogni giorno”.

Il Dalai Lama ha poi aggiunto che leggendo i capitoli 26, 18, 24 e 22 dell’opera di Nagarjuna si può arrivare a comprendere in che modo entriamo nell’esistenza ciclica, la ragione per cui  non esiste un sé indipendente e in che modo le cose non possiedono un’esistenza oggettiva,  ma sono interdipendenti. Ha invitato gli studenti cinesi a leggere anche, tradotti nella loro lingua, le 400 Stanze di Aryadeva, l’Ingresso nella via di mezzo di Buddhapalita e Chandrakirti e le Chiare spiegazioni.

Durante il primo giro della ruota del Dharma, ha proseguito Sua Santità, il Buddha ha spiegato che non esiste un sé permanente, indipendente e separato. Nel secondo giro, ha approfondito questi insegnamenti, spiegando che, ad esempio, la forma e il colore non hanno alcuna esistenza indipendente, così come indicato nella famosa strofa del Sutra del Cuore “La forma è vacuità e la vacuità è forma”. Riguardo alle Due Verità, quella convenzionale è quella designata dalle convenzioni mondane. L’individuo non solo è una mera designazione, vuoto di esistenza indipendente, ma anche gli aggregati psicofisici, che rappresentano la base di designazione, sono a loro volta privi di qualsiasi esistenza indipendente.

Ritornando su quanto detto precedentemente a proposito dell’osservanza del Vinaya in Thailandia, il Dalai Lama ha ricordato che i monaci devono consumare il pasto prima di mezzogiorno e quindi ha concluso la sessione di insegnamenti, con l’intenzione di proseguire il giorno successivo. I partecipanti hanno manifestato il loro grande entusiasmo sorridendo, applaudendo e salutando Sua Santità mentre lasciava il palco.

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Iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-eroe-solitario Sun, 21 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-eroe-solitario Bodhgaya, Bihar, India - Quando Sua Santità il Dalai Lama ha fatto il suo ingresso stamattina al Padiglione del Kalachakra, solo pochi praticanti erano già presenti. Dopo averli salutati, il Dalai Lama si è seduto di fronte al padiglione del mandala. Mentre stava conducendo i riti preliminari per l'iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario, il sole ha fatto capolino da una vetrata, illuminando il Namchu Wangden, il monogramma del mantra di Kalachakra, posto dietro al trono.

Sua Santità il Dalai Lama durante i riti preliminari per l’Iniziazione di Vajrabhairava Solitario Eroe a Bodhgaya, Bihar, India, il 21 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Dopo la recitazione dei consueti versi di omaggio, seguiti dal "Fondamento di ogni eccellenza", Sua Santità ha annunciato che la giornata odierna avrebbe segnato la conclusione della serie di insegnamenti impartiti a Bodhgaya. Ha ringraziato Kelsang Taklha, che è stata a servizio dell’amministrazione centrale tibetana per numerose incombenze, e Kalon, quale principale sponsor dell’iniziazione che stava per trasmettere.

Il Dalai Lama ha aggiunto che dal giorno successivo, e per i due successivi, avrebbe dato insegnamenti sul Sutra del Diamante, noto anche come il Sutra della Perfezione della Saggezza in 300 versi, principalmente su richiesta degli studenti cinesi. Ha fatto notare che, non essendovi alcuna trasmissione esplicativa di questo testo, avrebbe dato la propria spiegazione. Yongzin Yeshe Gyaltsen, tutore dell'Ottavo Dalai Lama, aveva creato un precedente quando diede la sua lettura esplicativa della "Perfezione della Saggezza in 8000 Versi".

Sua Santità il Dalai Lama durante l’iniziazione di Vajrabhairava Solitario Eroe a Bodhgaya, Bihar, India, il 21 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Oggi, darò l'iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario. Quelli di voi che la prenderanno, si impegneranno a leggere la sadhana e farebbero anche bene a memorizzare il mantra lungo delle dieci divinità adirate. Come ho detto l'altro giorno, una caratteristica unica di questa pratica è che combina le pratiche pacifiche e adirate di Manjushri. L'obiettivo principale è quello di raggiungere la saggezza, di cui Manjushri è l'incarnazione. Per superare la sofferenza dobbiamo superare l'ignoranza e l'unico modo per superare l’ignoranza è coltivare la saggezza. Questo è ciò che il Buddha ha insegnato".

"Ho ricevuto questa iniziazione per la prima volta da Tagdrak Rinpoche e successivamente da Ling Rinpoche. L'ultima volta è stata, insieme a Serkhong Tsenshab Rinpoche, qui a Bodhgaya, al primo piano del Mahabodhi Stupa. Questa è una pratica che ho fatto per tutta la mia vita e la sua combinazione di pratiche pacifiche e adirate per me ha fatto la differenza. Per mantenere fede all'impegno preso con Ling Rinpoche, faccio un ritiro Vajrabhairava ogni anno".

Alcuni partecipanti all’iniziazione indossano le bende rituali durante l’iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario conferita da Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 21 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha osservato che è stato grazie all’esperienza di Je Tsongkhapa di concentrazione e visione profonda che ha compreso questo aspetto di Manjushri-Vajrabhairava. Ha poi aggiunto che se si pratica lo yoga del sogno, è possibile che si manifesti la mente di chiara luce. 

Terminata l’iniziazione, Sua Santità ha detto di sentirsi estremamente fortunato per essere stato in grado di trasmettere le iniziazioni di Vajrabhairava. Poi, salutati i presenti ha fatto ritorno al monastero tibetano Ganden Phelgyeling.

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Iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-tredici-divinità Fri, 19 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-tredici-divinità Bodhgaya, Bihar, India - Questa mattina le strade solitamente brulicanti di Bodhgaya erano quasi deserte e la sede degli insegnamenti ha iniziato a riempirsi solo quando Sua Santità il Dalai Lama vi ha fatto ingresso poco prima delle 7. Il Dalai Lama ha salutato i presenti e si è seduto davanti al padiglione del mandala per i rituali preparatori per l’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità. Due monaci del monastero di Namgyal si sono seduti accanto a lui per accompagnare la sua recitazione.

Sua Santità il Dalai Lama conduce i riti preliminari per l'iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità a Bodhgaya, Bihar, India, il 19 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Un'ora e mezza più tardi Sua Santità ha detto ai monaci presenti di sentire un po' di freddo.
“E' passato un mese e mezzo da quando ho lasciato Dharamsala. Sono stato a Mumbai e a Drepung, a Ganden e a Sera a parlare e insegnare pubblicamente: ora comincio ad avvertire un po’ di stanchezza. Domani prenderò un giorno di pausa e il giorno successivo darò l’iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario, poichè è un rituale breve, ma ho intenzione di rimandare l’iniziazione di Chakrasamvara a un'altra volta”.

“Questa vita umana offre la migliore opportunità di impegnarsi sulla via della liberazione. Dal punto di vista fisico, siamo minacciati dalla morte e, mentalmente, siamo sopraffatti dall'ignoranza. Yamantaka è un avversario di entrambe queste condizioni. Nagarjuna disse che i tre veleni - la rabbia, l'attaccamento e l' ignoranza - nascono dal nostro fraintendimento della vera natura della realtà. Le cose ci sembrano esistere in modo indipendente e ci aggrappiamo a questa idea. Il Buddha è il solo ad aver insegnato la verità dell’origine dipendente, sulla base della quale possiamo sviluppare la compassione per gli esseri senzienti e la saggezza focalizzata all'illuminazione. Queste sono le due ali che, per così dire, permettono a un bodhisattva di volare sull'altra riva".

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge ai praticanti durante l'iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità a Bodhgaya, Bihar, India, il 19 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Sua Santità ha fatto notare che gli insegnamenti generali del Buddha sono stati dati pubblicamente a tutti, ma il tantra è stato insegnato in segreto e non perché il Buddha non volesse condividere queste istruzioni particolari, ma perché occupandosi di canali, energie e gocce gli insegnamenti di tantra possono essere pericolosi per chi non ha una corretta formazione e una guida qualificata.

Molti anni fa, L.M. Joshi, un erudito professore indiano, disse a Sua Santità che uno dei motivi per cui il buddhismo in India è decaduto fino a quasi scomparire era perché i monaci si arricchivano, la gente disapprovava il loro comportamento e perdeva la propria fede. Un secondo motivo è stato anche l'abuso del tantra: avere un consorte è incompatibile con la pura osservazione del Vinaya. Per queste ragioni, alla fine, i regnanti e gli altri governatori locali hanno progressivamente orientato il loro sostegno alle tradizioni non buddhiste. Sua Santità ha suggerito dunque che praticare il tantra in segreto è anche una questione di discrezione.

Successivamente, ha conferito l’iniziazione, che ha dato con energia incrollabile.

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Riti preliminari per l’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità http://it.dalailama.com/news/2018/riti-preliminari-per-liniziazione-di-vajrabhairava-tredici-divinità Thu, 18 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/riti-preliminari-per-liniziazione-di-vajrabhairava-tredici-divinità Bodhgaya, Bihar, India - Anche questa mattina, Sua Santità il Dalai Lama ha percorso il breve tragitto dal Tempio Tibetano fino al Kalachakra Maidan; ha salutato la folla di praticanti e si è seduto di fronte al padiglione del mandala. Ha dedicato oltre un'ora ai rituali e alle meditazioni necessarie per prepararsi all’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità. Nel frattempo, il Maestro dei Canti Gyütö ha guidato ripetute recitazioni della "Lode a Manjushri: le eccellenti qualità della saggezza gloriosa" e del suo mantra "ara patsa na na dhi".

Sua Santità il Dalai Lama durante i rituali e le meditazioni preparatori per l’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità a Bodhgaya, Bihar, India, il 18 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Una volta conclusi i rituali preparatori, Sua Santità si è seduto sul trono e sono stati recitati i versi di saluto dell’Ornamento della Chiara Realizzazione, della Saggezza Fondamentale e del Fondamento di ogni eccellenza di Je Tsongkhapa.

“Oggi i discepoli principali sono i monaci dei collegi tantrici di Gyümé e Gyütö" ha spiegato il Dalai Lama. “Tra i vari aspetti di Yamantaka, oggi conferirò la preparazione per l'aspetto che coinvolge le tredici divinità. Sia la tradizione delle nuove traduzioni sia la tradizione Nyingma contengono le pratiche di Manjushri nel suo aspetto feroce e fiero. Maestri indiani come Nagarjuna si affidarono a Manjushri, così come i maestri di tutte le tradizioni buddhiste tibetane. Ci sono pratiche di Manjushri che coinvolgono il tantra e altre no. L'aspetto di Manjushri che stiamo cercando di realizzare oggi è la forma adirata di Yamantaka. Un aspetto unico della pratica, tuttavia, è che combina sia pratiche pacifiche sia pratiche adirate. Si dice che le azioni adirate nascono come risultato incidentale di specifiche pratiche pacifiche e viceversa.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge ai praticanti durante i preparativi per l’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità a Bodhgaya, Bihar, India, il 18 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

“Di tutte le pratiche del Supremo Yoga Tantra, ho ricevuto per prima l’iniziazione di Yamantaka da Tagdrak Rinpoche e ho coltivato la pratica di Manjushri fin da quando ero bambino. Posso quindi confermare che è efficace nell’incrementare la saggezza".

Rendo omaggio a Manjushriri
Che si manifesta in una forma giovanile
Adornato dalla lampada della saggezza
che elimina le tenebre dei tre mondi.

"Possiamo anche fare la pratica di Manjushri unitamente a quella delle Centinaia di divinità della Terra Gioiosa (Ganden Lha gya ma) per aumentare la saggezza analitica, chiara, acuta e profonda".

Alcuni membri della comunità monastica partecipano ai preparativi per l'iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità data da Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 18 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

“La sola meditazione sulla vacuità e sulla mente del risveglio di bodhicitta non condurranno all'illuminazione. Per raggiungere la Natura di Buddha dobbiamo anche ottenere le cause sostanziali dei Corpi di Verità e della Forma del Buddha, che rappresentano uno dei frutti della pratica del tantra".

Sua Santità ha osservato che la qualità principale che rende i discepoli adatti all’iniziazione è la fede nell'insegnamento e nel Guru. Ha poi sottolineato l’importanza di un approccio non settario e dell'armonia tra le diverse tradizioni spirituali. Ha inoltre ricordato che i primi cinque Dalai Lama sono stati tutti non settari e anche se Gendun Gyatso, il Secondo, risiedette a Drepung, era ampiamente conosciuto come il “lama dal berretto giallo non settario”. Anche il Tredicesimo Dalai Lama mantenne questa tradizione e ricevette insegnamenti da Tertön Sogyal. Sua Santità ha spiegato che ci sono molti vantaggi nel non essere settari e che non imparare gli uni dagli altri è per noi una perdita.
Gli abati Gyütö e Gyümé, che rappresentavano i discepoli principali, hanno fatto l’offerta del mandala e della rappresentazione del corpo, della parola e della mente del Buddha. Si è cercato inoltre di accogliere il maggior numero possibile di monaci dei entrambi i monasteri nella parte centrale del palco, davanti a Sua Santità.

Il Padiglione del Kalachakra durante i riti preliminari per l’iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità conferita da Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India il 18 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Ricordando anche la presenza di altri praticanti alla cerimonia, Sua Santità ha fatto riferimento a quelli provenienti dalla Cina, dal Vietnam, dalla Corea e dal Giappone definendoli compagni nella tradizione sanscrita del buddismo. Ha poi notato anche gli studenti provenienti dall’America e dall’Europa, luoghi non tradizionalmente buddhisti, riconoscendo che molti sono attratti dal buddhismo come scienza della mente.

Rivolgendosi a tutti i presenti, Sua Santità ha detto:
“Pensate al perché state prendendo questa iniziazione. La motivazione non dovrebbe essere quella di poter superare gli ostacoli di questa vita. Né è opportuno usare il tantra per accumulare potere e ricchezza. Sono veramente qualificati a ricevere le iniziazioni soltanto coloro che sono intenzionati a beneficiare gli altri. Coloro che trasformeranno le loro menti in un cammino verso l’illuminazione raggiungeranno il loro obiettivo".

I cordini  di protezione rituale vengono legati ai polsi da coloro che partecipano ai preparativi per l'iniziazione di Vajrabhairava Tredici Divinità conferita da Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 18 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Nell’incoraggiare i partecipanti a esaminare i loro sogni, Sua Santità ha fatto notare che lo stato d'animo con cui ci addormentiamo influisce sulla qualità del nostro sonno. Ha detto che lui stesso abitualmente recita uno dei seguenti versi mentre sta per addormentarsi:

Mi prostro a Gautama
Che, per compassione,
Ha insegnato il sublime Dharma
che conduce alla rinuncia di tutti i punti di vista.

Oppure

Poiché ha visto e ha spiegato l’origine dipendente,
Egli è saggezza suprema, maestro supremo.
Mi inchino a lui che conosce e insegna
l’origine dipendente che tutto conquista.

O ancora

Finché ci sarà lo spazio
e finché ci saranno gli esseri senzienti
Fino ad allora possa anch’io rimanere
Per eliminare la miseria del mondo.

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Preghiere presso l’Albero della Bodhi e incontro con i vietnamiti http://it.dalailama.com/news/2018/preghiere-presso-lalbero-della-bodhi-e-incontro-con-i-vietnamiti Wed, 17 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/preghiere-presso-lalbero-della-bodhi-e-incontro-con-i-vietnamiti Bodhgaya, Bihar, India - Questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha lasciato il monastero tibetano sotto un cielo azzurro, illuminato dal sole. Ha percorso la breve distanza fino al Mahabodhi Stupa, dove è iniziato oggi il Grande Festival della Preghiera della Tradizione Nyingma. E’ la terza visita di Sua Santità allo Stupa, durante il suo attuale soggiorno a Bodhgaya. Ancora una volta ha attraversato le ringhiere di pietra che circondavano il circuito interno sul lato ovest, accanto all'albero della Bodhi e si è recato nel santuario interno, dove ha reso i suoi omaggi davanti alla statua del Buddha e ha acceso una lampada. Poi ha completato la sua circonambulazione, sorridendo e salutando le persone che lo osservavano attraverso le ringhiere, per poi prendere posto di fronte all'albero della Bodhi e al luogo dove si ritiene stesse seduto il Buddha quando raggiunse l’Illuminazione. Alla sinistra del Dalai Lama si sono seduti alcuni Lama, tra cui Kathok Getse Rinpoche, e alla sua destra l'attuale Ganden Tripa, il suo predecessore e altri. Davanti a loro erano appese due thangka raffiguranti i quattordici Dalai Lama.

Sua Santità il Dalai Lama partecipa alle preghiere presso l’Albero della Bodhi, presso il Mahabodhi Stupa. Bodhgaya, Bihar, India, 17 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Insieme al Festival delle Preghiere, il Monastero di Namgyal ha anche organizzato una serie di preghiere e di lodi da recitare come segno di gratitudine per il lignaggio dei Dalai Lama. Le preghiere sono iniziate con una lode al Buddha conosciuta come “pratica quotidiana in tre parti” e sono proseguire con la “lode al Buddha per l’origine dipendente” di Je Tzongkhapa, la supplica al Buddha nota come Drumbeat of truth, la lode ai 17 Maestri del Nalanda, la Nuvola di benedizioni di ambrosia di Trulshik Rinpoche - che passa in rassegna le qualità delle reincarnazioni di Avalokiteshvara nei Dalai Lama - l’invocazione ai Buddha e ai Bodhisattva accompagnata dalle abluzioni rituali, la nuvola di Offerte, la preghiera di Samantabhadra, l’invocazione ai protettori del Dharma del Tibet, la canzone di verità dei saggi e la preghiera per la diffusione degli insegnamenti, senza alcun settarismo.

Monaci e monache riuniti in preghiera insieme a Sua Santità il Dalai Lama  dinnanzi all’Albero della Bodhi, presso il Mahabodhi Stupa di Bodhgaya, Bihar, India, il 17 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

La recitazione delle preghiere si è conclusa con una strofa composta da Sua Santità:

Che qualsiasi azione intrapresa da quegli esseri maligni -
siano essi visibili o invisibili - che a causa delle loro aspirazioni perverse
del passato sono ostili agli insegnamenti buddhisti,
Sia sradicata dalla verità dei Tre Gioielli.

Tornando al monastero tibetano, Sua Santità ha incontrato un gruppo di 170 professionisti provenienti da tutto il Vietnam.

“Qualunque sia la vostra professione che sia di beneficio o, al contrario, arrechi danno dipende esclusivamente dalla vostra motivazione" ha detto. “Se siete concentrati solo su voi stessi, anche fare l’insegnante per quanto possa apparire una cosa buona, può non esserlo. Come ho detto, tutto dipende dalla vostra motivazione. Il Buddha ha sempre sottolineato che abbiamo bisogno di purificare le nostre menti, quindi abbiamo bisogno di analizzare quali tipi di stato mentale sono utili e quali invece ci portano problemi.

Sua Santità il Dalai Lama a colloquio con un gruppo di professionisti provenienti da Vietnam presso monastero tibetano di Bodhgaya, Bihar, India, il 17 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

“Le afflizioni mentali come rabbia, odio e gelosia sono dannose perché disturbano la nostra pace mentale. Ricercatori nell’ambito medico hanno anche osservato che la rabbia e la paura costanti minano il nostro sistema immunitario. Per ridurre la rabbia abbiamo bisogno di pazienza e tolleranza, ma il passo più efficace è quello di coltivare il buon cuore. Inoltre, è importante pensare all’umanità come a un’unica famiglia: siamo tutti uguali nell'essere umani. Considerando  a me stesso semplicemente come a un altro essere umano, senza nulla di speciale o diverso dagli altri, chiunque io incontri  lo vedo come un altro essere umano uguale a me, indipendentemente dalla sua razza, fede o nazionalità”.

“I buddhisti accettano l'idea della rinascita, vita dopo vita, e la chiave per ottenere una buona rinascita in futuro è quella di condurre la vita presente in modo significativo. E questo significa non fare del male e essere di aiuto agli altri".

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Iniziazione di Avalokiteshvara e offerta di lunga vita http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-avalokiteshvara-e-offerta-di-lunga-vita Tue, 16 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-avalokiteshvara-e-offerta-di-lunga-vita Bodhgaya, Bihar, India - Questa mattina il sole splendeva sulla sommità del Mahabodhi Stupa, nel cortile del Tempio Tibetano, quando Sua Santità il Dalai Lama è uscito per raggiungere il Kalachakra Maidan. Come sua abitudine, il Dalai Lama si è fermato sul palco, prima di prendere posto sul trono, per salutare il pubblico e, ridendo, ha scherzato con i mongoli per il modo in cui sventolavano le sciarpe di seta con entrambe le mani. Poi si è fermato davanti al piccolo padiglione che ospita un mandala per prepararsi per l’iniziazione di Avalokiteshvara.

Sua Santità il Dalai Lama saluta il pubblico al suo arrivo al Kalachakra Maidan a Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Quasi un'ora dopo, Sua Santità si è seduto sul trono, mentre un gruppo di coreani ha intonato il Sutra del Cuore al ritmo di una campana di legno a forma di pesce chiamata “moktak”. Un gruppo di monaci e laici vietnamiti ha poi ripetuto nuovamente lo stesso sutra in vietnamita. Sua Santità ha notato le differenze tra le varie interpretazioni:

“Negli ultimi tre giorni abbiamo ascoltato la recitazione del Sutra del Cuore nelle lingue di diversi paesi, paesi in cui la gente lo ha ripetuto per più di 1000 anni: sono tutti buddhisti di vecchia data. Dopo la sua Illuminazione, il Buddha ha insegnato le Quattro Nobili Verità e così via, e il suo insegnamento si è diffuso in tutta l'Asia. I tempi sono cambiati, ma le persone hanno mantenuto le loro tradizioni religiose”.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge ai presenti  prima dell’iniziazione di Avalokiteshvara a Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

“Mi rallegro per questo, e non per un senso di senso di competizione o di proselitismo, ma perché ancora oggi, nel XXI secolo, nonostante lo straordinario sviluppo scientifico e tecnologico, la spiritualità continua ad essere di enorme beneficio. Le idee filosofiche e la psicologia buddhiste possono essere ancor oggi rilevanti nell'aiutare le persone a trasformare la propria mente, quando è influenzata dall'attaccamento e dalla rabbia".
Sua Santità ha poi dato inizio ai rituali per l’iniziazione di Avalokiteshvara, con una offerta e la richiesta agli esseri che potenzialmente potrebbero interferire di andarsene. Ha detto di aver fatto questa richiesta con riluttanza perché anche gli esseri cosiddetti "interferenti" cercano proprio come noi la felicità e non vogliono la sofferenza.

I partecipanti all’iniziazione di Avalokiteshvara indossano le bende rituali mentre ascoltano Sua Santità il Dalai Lama. Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Il Dalai Lama ha osservato che, dal momento che Bodhgaya è un luogo straordinariamente speciale, è particolarmente appropriato in questo contesto coltivare l'essenza del Dharma, la mente del risveglio di bodhichitta. Ha raccomandato di addestrare la mente così come è spiegato nei testi di addestramento mentale, considerando tutti gli esseri senzienti gentili come le nostre madri, ricordando la loro gentilezza e cercando di ripagarla. Allo stesso tempo, ha detto, è utile riflettere sugli svantaggi di un atteggiamento egocentrico e sui vantaggi dell’altruismo.

Sua Santità ha detto che altri paesi, che seguono la tradizione sanscrita del buddhismo, sono devoti ad Avalokiteshvara come KuanYin. La cosa fondamentale però non è tanto la forma della divinità o il numero di teste e braccia che possiede, quanto il fatto che essa incarna l'essenza della compassione. Chandrakirti riconosce l'importanza della compassione quando le rende omaggio all'inizio dell' "Ingresso nella via di mezzo". La compassione è uno stato d'animo incapace di sopportare le sofferenze degli altri. Se avessimo più compassione, ha aggiunto Sua Santità, ci sarebbe più pace nel mondo.

Alcuni monaci che assistono Sua Santità il Dalai Lama durante l'iniziazione di Avalokiteshvara a Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

“Avalokiteshvara ha un legame speciale con il popolo della Paese delle Nevi e anche con i nostri vicini" ha osservato Sua Santità. “Ho ricevuto l’iniziazione di Avalokiteshvara dalle mille braccia e dai mille occhi per la prima volta da Tagdrak Rinpoche. Successivamente, l'ho ricevuta da Ling Rinpoche a Dromo. Ho recitato più “mani” di qualsiasi altro mantra: recito questo mantra quotidianamente e ciò, insieme alla coltivazione di bodhichitta, fa parte della mia pratica”.

“Questo particolare tipo di meditazione deriva dalle visioni di Bhikshuni Lakshmi, una praticante donna. Dobbiamo ricordare a noi stessi che nell'espressione 'mantra segreto', ciò che è segreto è il modo in cui si dovrebbe praticare, mentre mantra si riferisce alla protezione della mente meditando, ad esempio, sulla vacuità".

Durante la prima parte dell’iniziazione, Sua Santità non solo ha conferito nuovamente i voti dei bodhisattva, ma ha guidato i praticanti attraverso lo "yoga insuperabile". Ha ricordato nuovamente che l’iniziazione era stata richiesta dal Monastero Namgyal, fondato dal Terzo Dalai Lama, Sonam Gyatso, e dai praticanti della Mongolia.

Lama Gegeen durante l’offerta del mandala per l'Offerta di Lunga Vita per Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

L'iniziazione è stata seguita dalla cerimonia di Offerta di Lunga Vita per Sua Santità, per volere del Monastero Namgyal e del gruppo mongolo. Lama Gegeen ha recitato l’offerta del mandala, ha ricordato quanto Sua Santità ha fatto sia per il popolo tibetano sia per il popolo della Mongolia, in particolare la sua ferma opposizione della pratica di Shukden. La cerimonia si è poi conclusa con l’esibizione di un gruppo di musicisti mongoli che ha entusiasmato il pubblico.

Un gruppo di artisti si è esibito al termine dell'Offerta di Lunga Vita per Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 16 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Sua Santità ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato agli insegnamenti, all’iniziazione e all’Offerta di Lunga Vita, dicendo loro che la potenza e sincerità della loro fede avrebbero sicuramente avuto effetto. Ha ringraziato in particolare i mongoli per i grandi sforzi compiuti per essere presenti a Bodhgaya. Mentre alcuni spettatori si apprestavano a tornare a casa, il Dalai lama ha consigliato loro di farvi ritorno in pace e con una mente calma, di riflettere sull’origine dipendente e di recitare "Om mani padme hum".

Verso la fine del pomeriggio, il Primo Ministro del Bihar, l'onorevole Nitish Kumar, ha nuovamente ringraziato Sua Santità con una breve telefonata alla sua residenza presso il monastero di Ganden Phelgyeling.

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Le 37 pratiche dei Bodhisattva e i riti preparatori per l’iniziazione di Avalokiteshvara http://it.dalailama.com/news/2018/le-37-pratiche-dei-bodhisattva-e-i-riti-preparatori-per-liniziazione-di-avalokiteshvara Mon, 15 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/le-37-pratiche-dei-bodhisattva-e-i-riti-preparatori-per-liniziazione-di-avalokiteshvara Bodhgaya, Bihar, India - Non appena è arrivato al Kalachakra Maidan, questa mattina presto, Sua Santità il Dalai Lama ha preso posto accanto al trono, rivolgendosi verso il mandala Avalokiteshvara. Per più di mezz'ora ha intrapreso le pratiche preliminari per l’iniziazione di Avalokiteshvara che avrebbe conferito più tardi. Una volta completati i rituali è salito sul trono.

Sua Santità il Dalai Lama durante i rituali preliminari per l’iniziazione di Avalokiteshvara, all’inizio del secondo giorno di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Un gruppo di monaci mongoli ha intonato un'emozionante recitazione del Sutra del Cuore nella propria lingua madre al termine della quale è seguita l’offerta a Sua Santità di sciarpe di seta blu zaffiro, quelle tradizionalmente preferite dai mongoli. Poi è stata la volta di un gruppo di giapponesi che hanno recitato nuovamente il Sutra del Cuore, con l’accompagnamento ritmico del “mokugyo” una campana di legno a forma di pesce. I monaci anziani del monastero di Namgyal hanno offerto il mandala e le rappresentazioni del corpo, della parola e della mente del Buddha.

“Prima  di tutto, leggeremo le "Trentasette Pratiche dei Bodhisattva", ha annunciato Sua Santità. “Poiché l'autore di questo testo - Togme Sangpo trascorse 20 anni in ritiro a Ngulchu - il nome di questa località viene tradizionalmente aggiunto al suo. Togme Sangpo veniva anche chiamato "Gyalsay", che significa "figlio dei conquistatori", a indicare che era un bodhisattva. Uno dei suoi contemporanei, Buton Rinchen Drub, soffriva di dolori alle braccia e chiese a Togme Sangpo, come bodhisattva, di soffiare su di esse per benedirle e pare che questo ebbe come effetto un notevole sollievo”.

In un’altra storia, si racconta di come Togme Sangpo, derubato su un passo montano delle offerte che gli erano state appena consegnate in un villaggio a valle, sia stato così compassionevole nei confronti del ladro da indicargli persino quale fosse la strada migliore da percorrere per evitare di passare dei guai con le persone che avevano donato le offerte che stava trafugando”.

Sua Santità il Dalai Lama durante la spiegazione dei testi, nella seconda giornata di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Il primo verso delle “Trentasette pratiche dei Bodhisattva” consiglia di ascoltare e riflettere sugli insegnamenti e poi di meditare su ciò che si è compreso in modo da familiarizzare completamente la propria mente con essi. Sua Santità ha sottolineato il coraggio e la determinazione di Buddha Shakyamuni nell’impegnarsi per innumerevoli eoni nella pratica spirituale. Una volta illuminato, ha insegnato il cammino sulla base della sua esperienza personale. Quando nella decima strofa si suggerisce di "sviluppare un atteggiamento altruista" Sua Santità ha detto: "Se sei egoista, chi si fiderà di te? Più diventate altruisti, più raggiungerete anche i vostri obiettivi".

Il Dalai Lama ha poi raccontato la storia di un monaco di Labrang Tashi Khyil che stava per essere giustiziato dai soldati cinesi, in Tibet. Il monaco chiese al carnefice di aspettare e di permettergli di pregare il suo maestro spirituale: "Benedicimi affinché io posso assumere su di me le azioni negative degli altri e offrire loro tutte le qualità eccellenti che possiedo". Poi si è rivolto al soldato e gli ha detto: "Ora puoi spararmi".

Le strofe quindicesima e sedicesima corrispondono agli "Otto versi per l’addestramento mentale", mentre la diciottesima e la diciannovesima sono dedicate all’orgoglio. Dalla venticinquesima strofa, l'autore spiega le sei perfezioni: generosità, etica, pazienza, sforzo, concentrazione e saggezza. Sua Santità ha dato particolare enfasi alle prime righe della trentaseiesima strofa, che recita "qualunque cosa tu stia facendo, chiedi a te stesso:" Qual è lo stato della mia mente?” Il Dalai Lama ha osservato che il testo di Togme Sangpo è particolarmente utile per le persone che sono spesso in preda alla rabbia e all'attaccamento.

Alcuni degli oltre 10.000 monaci e monache presenti al secondo giorno di insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Riferendo ai partecipanti agli insegnamenti che i monaci del Dzongkar Chödey gli avevano chiesto di trasmettere un testo da lui scritto intitolato "L’inseparabilità del Maestro Spirituale e Avalokiteshvara", Sua Santità lo ha letto integralmente, sottolineando che una certa comprensione della vacuità è essenziale prima di impegnarsi nella pratica del tantra. Ha aggiunto poi che la vacuità è stata esplicitamente insegnata durante il secondo giro della ruota del dharma, che si occupa della vacuità oggettiva. Durante il terzo giro della ruota del dharma, nel Tathagatagarbha Sutra o Sutra sulla Natura Buddha, ha insegnato la vacuità soggettiva.

Il Dalai Lama ha osservato che tutti gli stati d'animo hanno una base di chiarezza e consapevolezza e che sia la chiara luce dell’oggetto sia la chiara luce del soggetto sono impiegati in Supremo Yoga Tantra. La chiara luce dell’oggetto, ha aggiunto, corrisponde all’assenza di esistenza intrinseca, il vuoto di sé (rang-tong), mentre la chiara luce del soggetto è la vacuità di tutto il resto (shen-tong).
Sua Santità ha poi proseguito nella lettura del testo, della sadhana e della preghiera affinché Avalokiteshvara guidi i praticanti vita dopo vita.

Una veduta del Padiglione del Kalachakra durante il secondo giorno di insegnamenti del Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Seguendo la definizione di Nagarjuna della quadruplice divisione del sangha - monaci e monache pienamente ordinati e laici, uomini e donne, che hanno preso i precetti -  Sua Santità si è offerto di dare i precetti ai laici presenti che desideravano prenderli. Poi ha proseguito con i voti bodhisattva, seguendo lo stile e la cerimonia descritti nel testo di Asanga "I terreni del Bodhisattva". Sua Santità ha ricordato di aver ricevuto i voti del bodhisattva, che rinnova quotidianamente, da Ling Rinpoche proprio a Bodhgaya e che prima di quella cerimonia lo stesso Ling Rinpoche li aveva rinnovati dinnanzi alla statua del Buddha all'interno del Mahabodhi Stupa.

“La pratica principale in relazione a questi voti" ha chiarito Sua Santità" è quella di astenersi dall'egocentrismo ed evitare di indulgere in atteggiamenti egoistici. Se se si riesce a mantenere fede a questi precetti, non si incorrerà nelle 18 degenerazioni radice e non si infrangeranno i 42 impegni secondari”.

I volontari si preparano a servire tè alle oltre 30.000 persone presenti al secondo giorno di insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 15 gennaio 2018. Foto di Manuel Bauer

Sua Santità ha poi iniziato le pratiche preparatorie per l'iniziazione di Avalokiteshvara che avrebbe dato il giorno successivo, compresa la distribuzione delle "corde di protezione" e di erba kusha purificante. Ricordando a tutti che la comparsa del Buddha e il suo insegnamento sono rari come un fiore di udumbara, Sua Santità ha esortato i praticanti a rallegrarsi per essere stati in grado di ascoltare le istruzioni perfette e prendere i voti laici e i voti dei bodhisattva, così come aver partecipato ai rituali i preliminari per l'iniziazione di Avalokiteshvara.

Mentre saliva in auto per tornare al Tempio Tibetano, Sua Santità si è voltato per salutare o la folla.

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Commentario alla “Mente del Risveglio” di Nagarjuna http://it.dalailama.com/news/2018/commentario-della-mente-del-risveglio-di-nagarjuna Sun, 14 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/commentario-della-mente-del-risveglio-di-nagarjuna Bodhgaya, Bihar, India - Il cielo era freddo e nebbioso questa mattina, quando Sua Santità il Dalai Lama ha percorso la breve distanza dal Tempio Tibetano al Kalachakra Maidan, ma poco dopo è finalmente uscito il sole. Il Dalai Lama era atteso da oltre 30.000 persone, tra cui 10.000 monaci e monache, che ha salutato mentre si dirigeva verso il palco per prendere posto sul trono.

Gli studenti dell'Istituto Centrale di Studi Superiori Tibetani di Sarnath, giovani uomini e donne, laici e ordinati, hanno recitato il Mangala Sutta in Pali e, dopo di loro, un gruppo del Tibetan Institute for Performing Arts ha recitato il rifugio e il saluto della "Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo" di Nagarjuna con un accompagnamento musicale.

Gli artisti del Tibetan Institute for Performing Arts recitano il rifugio e il saluto dalla "Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo" di Nagarjuna all'inizio degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, 14 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Infine, un gruppo di praticanti proveniente da Taiwan ha recitato il "Sutra del Cuore" in cinese. Tra i presenti agli insegnamenti si contano oltre 3300 stranieri provenienti da 70 diversi paesi e per i quali è stata prevista la traduzione in simultanea delle parole del Dalai Lama, trasmesse localmente attraverso FM in inglese, cinese, hindi, russo, mongolo, vietnamita, coreano, giapponese, francese, italiano, spagnolo, rumeno oltre ai dialetti tibetani dell’Amdo e di Tawo.

“L'ultimo insegnamento è stato per lo più dedicato ad un pubblico indiano ed è stato tradotto in hindi" ha esordito Sua Santità. “Oggi sono presenti molti mongoli, laici e ordinati, che sono venuti fin qui per ascoltare l'insegnamento del Buddha. Quando si ascoltano gli insegnamenti la cosa più importante è avere una motivazione perfetta: da parte del maestro ciò significa non insegnare per ottenere ricchezza o fama. Trasformare il Dharma in un business è molto negativo. Quando ho scoperto i tre impegni di Tulku Tsullo - non mangiare cibo non vegetariano, non cavalcare gli animali e non chiedere alcun compenso per gli insegnamenti - sono rimasto molto impressionato".

Moltissimi mongoli tra i 30.000 presenti agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, 14 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Se ci sono persone che si domandano che cosa sia il Dharma, non c' è alcuna restrizione, non abbiamo nulla da nascondere e tutti sono benvenuti. E' qualcosa che ci è familiare da più di mille anni. Alla fine della loro recitazione del Sutra del Cuore i cinesi hanno aggiunto una strofa che dice così:

Possano i tre veleni essere eliminati
Possa la luce della saggezza divampare,
Possiamo noi non dover affrontare ostacoli interni o esterni
E addestrarci nel sentiero del bodhisattva.

“Questa strofa ci dice che il popolo cinese è tradizionalmente buddhista e che la saggezza a cui fa riferimento questo testo non è una conoscenza ordinaria, ma la saggezza che realizza l’assenza del sé. Dopo le devastazioni prodotte dalla rivoluzione culturale, la popolazione buddhista in Cina sta nuovamente crescendo”.

“Anche in Mongolia il buddhismo ha vissuto diverse fasi: è arrivato grazie alla Via della Seta e attraverso la Mongolia, è stato poi influenzato dai Sakya e infine dal Terzo Dalai Lama, chiamato dai mongoli Dalai Bakshi. Il buddhismo dunque si è diffuso in Mongolia provenendo dal Tibet e quando ho visitato quel paese per la prima volta, nel 1979, vi incontrai vecchi monaci che in realtà non erano in grado di parlarmi, ma potevano comunicare con me attraverso il tibetano scritto. Erano autorizzati a praticare all'interno del monastero di Ganden Thekchenling, ma non al di fuori".

Sua Santità il Dalai Lama parla alla folla presente al primo giorno di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, 14 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Il loro canto era molto commovente. Mi ha fatto ripensare ai tempi di Sonam Gyatso, il Terzo Dalai Lama, a Yönten Gyatso, il Quarto Dalai Lama che è nato lì, e al Quinto Dalai Lama con il quale avevano stretti rapporti”.

“Oggi il buddhismo sta vivendo una rinascita: abbiamo ancora accesso agli scritti di molti grandi maestri mongoli ed è stato uno dei miei assistenti al dibattito, Ngödrup Tsognyi, un mongolo, che ha stimolato il mio interesse per la scuola di pensiero Madhyamaka. Diverse centinaia di monaci mongoli si trovano ora nei monasteri dell’India del Sud e ho ricordato loro quanto sia importante che continuino gli studi”.

“Ci sono qui anche molte persone provenienti dalle regioni himalayane, compresi numerosi monaci e monache dei monasteri sorti presso quelle comunità; e poi persone provenienti da paesi che non sono storicamente buddhisti, ma di tradizione giudaico-cristiana. Grazie al progresso delle comunicazioni e della mobilità, un numero crescente di uomini e di donne si sono interessati alla religione e alla cultura tibetana, ci hanno offerto sostegno e sono state ispirate dagli insegnamenti del Buddha. Siete “nuovi buddhisti” e noi, “vecchi buddhisti” del Tibet e della regione himalayana, vi diamo il nostro benvenuto".

Alcune delle oltre 30.000 persone che hanno partecipato agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, 14 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha spiegato che avrebbe dato insegnamenti dal "Commentario sulla Mente del Risveglio", la cui strofa introduttiva deriva dal Guhyasamaja Tantra. Ha ricordato di aver ricevuto la trasmissione dei sei testi sul ragionamento di Nagarjuna da Serkhong Tsenshab Rinpoche e sulla "Saggezza fondamentale della via di mezzo" da Khunu Lama Rinpoche, il quale ebbe l’opportunità di mettere a confronto le edizioni sanscrita e tibetana. Il Dalai Lama ha aggiunto di aver ricevuto la trasmissione dell'"Inno alla Realtà Assoluta" dal precedente detentore del trono di Ganden, Rizong Rinpoche, nel luogo dove stava trascorrendo un ritiro di tre anni.

Sua Santità ha annunciato che avrebbe insegnato anche le "Trentasette Pratiche dei Bodhisattva" di Ngulchu Thogme Sangpo, considerato da alcuni egli stesso un autentico bodhisattva. Un volume contenente il Commentario sulla Mente del Risveglio e le "Trentasette Pratiche dei Bodhisattva" disponibile in tibetano, hindi, cinese, inglese e spagnolo è stato preparato per la distribuzione gratuita dal Comitato Organizzatore della Mongolian Sungchoe Organization. La sezione tibetana comprende anche la "Lode ai 17 Maestri del Nalanda" e Sua Santità ha scelto di leggerla prima di iniziare con gli altri testi.

Ha letto le strofe in lode di Nagarjuna, Aryadeva, Buddhapalita, Bhavaviveka, Chandrakirti, Shantideva, Shantarakshita e Kamalashila; ha fatto notare che Shantideva compose sia il "Compendio degli addestramenti" sia la "Guida al modo di vivere del Bodhisattva", entrambi tra i sei testi favoriti dai maestri Kadampa. Il Dalai Lama ha osservato che è stato grazie agli sforzi dell'abate - Shantarakshita, l'Adepto - Padmasambhava e il re - Trisong Detsen - che i tibetani oggi possono essere orgogliosi di essere custodi della Tradizione del Nalanda.

Sua Santità il Dalai Lama durante gli insegnamenti al Kalachakra Maidan a Bodhgaya, Bihar, India, 14 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha ricordato che fu proprio sotto i loro auspici che venne fondato il monastero di Samye, con i suoi numerosi dipartimenti dedicati alla traduzione, alla disciplina, alla meditazione e così via. Alcuni insegnanti cinesi del dipartimento di meditazione sostenevano che la meditazione dovesse venire prima dello studio e fu per confutare questa loro posizione che il principale discepolo di Shantarakshita, Kamalashila, venne invitato dall'India a sfidarli nel dibattito. Dopo aver vinto, compose i tre volumi degli “Stadi della meditazione”.

Sua Santità ha proseguito poi nella lettura delle strofe dedicate alle lodi dei maestri del vasto lignaggio: Asanga, Vasubandhu, Dignaga, Dharmakirti, Vimuktisena, Haribhadra, Gunaprabha, Shakyaprabha e Atisha. Ha nuovamente reso omaggio alla gentilezza di Atisha, di Yeshe Ö e di Jangchub Ö per il loro grandissimo impegno nel restaurare il buddhismo in Tibet nell'XI secolo. Prima di concludere la lettura della "Lode ai 17 Maestri del Nalanda" il Dalai Lama ha fatto notare che in passato alcuni definivano il buddhismo tibetano"lamaismo", ora, invece, non vi è alcuna esitazione nell’affermare che i tibetani sono seguaci della pura tradizione del Nalanda, di cui oggi rimangono solo rovine e il cui ritrovamento va attribuito, insieme a quello di altri luoghi sacri del buddhismo, ai britannici in India.

Passando poi al testo di Nagarjuna, Sua Santità ha letto integralmente il "Commentario alla Mente del Risveglio", interrompendo la lettura di tanto in tanto per dare spiegazioni e commentare alcuni punti specifici. Successivamente ha letto un altro testo conciso, con un titolo simile, che è un commentario al verso introduttivo di Guhyasamaja.

Sua Santità ha annunciato che il giorno successivo avrebbe conferito a chi lo desidera i voti laici, condotto la cerimonia per la generazione della mente del risveglio e guidato il rituale preparatorio per l’iniziazione di Avalokokiteshvara, prevista per il 16 gennaio. Si è inoltre impegnato a leggere le "Trentasette pratiche dei Bodhisattva".
Conclusa la sessione ha fatto ritorno al Ganden Phelgyeling.

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Preghiere al Mahabodhi Stupa e incontro con gli Abati e gli Insegnanti Gelukpa http://it.dalailama.com/news/2018/preghiere-al-mahabodhi-stupa-e-incontro-con-gli-abati-e-gli-insegnanti-gelukpa Sat, 13 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/preghiere-al-mahabodhi-stupa-e-incontro-con-gli-abati-e-gli-insegnanti-gelukpa Bodhgaya, Bihar, India - Una fredda nebbia invernale ha accompagnato questa mattina Sua Santità il Dalai Lama nel breve viaggio dal Ganden Phelgyeling al Mahabodhi Stupa. Dopo aver reso omaggio al Vajra Asana e all'Albero della Bodhi, il Dalai Lama ha fatto i giri dello stupa, salutando la folla che si accalcava nel giardino; poi è entrato nel tempio e ha acceso una lampada davanti alla celebre statua del Buddha.

Sua Santità il Dalai Lama si unisce alle preghiere in occasione del quindicesimo anniversario della morte di Khenpo Jigme Phuntsok, il celebre Lama Nyingma attorno al quale si è riunita in Tibet la fiorente comunità buddhista di Larung Gar. Mahabodhi Stupa, Bodhgaya, Bihar, India, 13 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo aver completato le circumambulazioni, il Dalai Lama ha preso posto di fronte all'albero della Bodhi e sotto la guida del maestro dei canti si è unito alle preghiere in occasione del quindicesimo anniversario dalla morte di Khenpo Jigme Phuntsok, il celebre Lama Nyingma attorno al quale si era riunita in Tibet la fiorente comunità buddhista di Larung Gar.

La comunità monastica intona le preghiere per il defunto Khenpo Jigme Phuntsok al Mahabodhi Stupa di Bodhgaya, Bihar, India, 13 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo una quindicina di minuti, Sua Santità ha fatto ritorno al Tempio Tibetano dove ha preso parte a un incontro con gli Abati e gli insegnanti di tradizione Gelukpa. Shartse Khensur Jangchub Chöden ha dato il benvenuto al Dalai Lama, al Ganden Tripa e ad altri illustri ospiti e ha invitato il titolare del trono Ganden ad aprire la riunione. Tri Rinpoche ha dichiarato che in questo momento propizio a Bodhgaya, con Sua Santità che sta impartendo insegnamenti ed iniziazioni e si celebra il Gelukpa Mönlam, era opportuno discutere su come migliorare l'educazione nelle sedi di studio Gelukpa. Tri Rinpoche ha anche espresso gratitudine per gli insegnamenti e i consigli di Sua Santità e ha pregato per la sua lunga vita.

“L'insegnamento del Buddha riguarda addestrare la mente non solo sulla base della fede, ma in dipendenza dalla ragione e dalla logica" ha detto Sua Santità “tuttavia, la gente in Tibet non ha prestato molta attenzione a questo aspetto. Era appannaggio della comunità monastica studiare e imparare. Dopo l'esilio, iniziato nel 1959, abbiamo ristabilito i nostri centri di studio, ma è stato con la mia prima visita in Europa, nel 1973, che mi sono veramente reso conto che potevamo imparare dagli altri e che anche gli altri avrebbero potuto imparare molto da noi”.

“Nei testi classici indiani leggiamo punti di vista non buddhisti. Ora che ne abbiamo l'opportunità, dovremmo invitare coloro che hanno tali opinioni a condividere con noi le loro conoscenze. Per secoli abbiamo conservato le nostre tradizioni, ma non si sono sviluppate molto. Nei collegi monastici l'attenzione si concentra sui libri di testo più che sulle opere di Je Rinpoche o sui classici indiani. Dovremmo ampliare dunque la gamma dei nostri studi. Sarebbe bene anche se, per esempio, i Gelukpa imparassero ciò che Nyingmapa hanno da dire e se Nyingmapa dedicassero attenzione alla dottrina dei Gelukpa. Dobbiamo rinvigorire le nostre tradizioni. Essere soddisfatti di noi, oggi, non farà altro che creare difficoltà in futuro. Dobbiamo valutare le circostanze attuali e verificare se vi siano svantaggi e manchevolezze in ciò che stiamo facendo e porvi rimedio".

Sua Santità il Dalai Lama durante l’incontro con gli abati e con gli insegnanti Gelukpa dedicato a come migliorare l'istruzione nelle sedi di studio. Tempio Tibetano di Bodhgaya, Bihar, India, 13 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Rispondendo a un Geshe che raccontava di aver studiato per più di vent'anni, ma di sentire di non aver raggiunto la trasformazione interiore che cercava, Sua Santità ha detto che oltre all'istruzione, c’è urgente bisogno di persone che abbiano una reale esperienza.

Un altro insegnante ha parlato delle difficoltà incontrate in Mongolia, una roccaforte tradizionale Gelukpa. I fautori di Dolgyal affermano in modo fuorviante di essere loro i veri detentori delle tradizioni Gelukpa e creano confusione,mentre i missionari cristiani aprono strutture educative e sanitarie con l’obiettivo di convertire la popolazione locale. Esprimendo la sua disapprovazione per questo comportamento, Sua Santità ha ricordato quanto lui stesso sia attento nel non essere considerato come qualcuno che fa proseliti a favore degli insegnamenti buddhisti nei paesi di tradizione giudaico-cristiana.


Nelle sue osservazioni finali, Sua Santità ha detto che, sebbene la tradizione dello studio rigoroso sia stata ben restaurata nei centri monastici, non sembra catturare l'attenzione e l’interesse degli studenti delle scuole, le cui ambizioni e aspirazioni guardano sempre più verso Occidente. “E questo - ha detto - è qualcosa su cui riflettere".

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Discorso al 2° Congresso Nazionale degli Insegnanti http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-al-2-congresso-nazionale-degli-insegnanti Wed, 10 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-al-2-congresso-nazionale-degli-insegnanti Pune, Maharashtra, India - Alla fine della mattinata di ieri, Sua Santità il Dalai Lama è volato attraverso l'India centrale da Gaya a Pune dove è stato ricevuto dai rappresentanti del MIT del MAEER e del Congresso Nazionale degli Insegnanti, che ospitano la sua visita, e dai  membri della comunità tibetana locale.

Sua Santità il Dalai Lama incontra i membri della comunità tibetana a Pune, Maharashtra, India, 10 gennaio 2018. Foto di Tenzin Taklha

Questa mattina, prima di recarsi all'evento principale, Sua Santità ha incontrato più di 130 membri della comunità tibetana di Pune, studenti, commercianti e alcuni professionisti. Nel suo discorso, ha accennato alla necessità di studiare tibetano, spiegando che il tibetano è la lingua in cui il buddhismo, in particolare la Tradizione di Nalanda, può essere spiegato con maggior precisione. Il Dalai Lama ha poi aggiornato i suoi concittadini sulla situazione politica del Tibet, sottolineando che in Cina le cose stanno cambiando e rassicurandoli sul fatto di continuare ad essere fiducioso che le cose cambieranno in meglio.

Nel campus della MAEER MIT World Peace University, Sua Santità è stato condotto nel padiglione principale per l'inaugurazione del 2°Congresso Nazionale degli Insegnanti. Dopo una esibizione di danza tradizionale e la proiezione di un cortometraggio su ciò che era stato realizzato durante la I Conferenza Nazionale degli Insegnanti, Sua Santità e altri ospiti sono stati invitati a suonare una campana prima di prendere posto sul palco.

Alcune ballerine eseguono una danza tradizionale durante la Cerimonia inaugurale del 2° Congresso Nazionale degli Insegnanti a Pune, Maharashtra, India, il gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Dopo un breve discorso di benvenuto tenuto da Mukta Tilak, sindaco di Pune, Rahul Karad, presidente esecutivo della MAEER MIT World Peace University e principale organizzatore del Congresso, ha dato il benvenuto agli insegnanti provenienti da tutta l'India, e molti anche dall'estero. Anil Kakodkar, patrono fondatore del Congresso Nazionale degli Insegnanti ed eminente scienziato indiano ha fatto alcune osservazioni sull’educazione.

Sua Santità ha iniziato il suo discorso sottolineando la necessità della compassione nel mondo contemporaneo, sempre più tormentato. Molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare sono causati dall'uomo, ha detto, e sono dovuti a una crisi emotiva che stiamo vivendo in tutto il mondo; ha sottolineato che gli scienziati e i medici hanno constatato che la rabbia è chiaramente dannosa per la nostra salute e il nostro benessere.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge alla Cerimonia inaugurale del 2° Congresso Nazionale degli Insegnanti presso il campus del MAEER MIT World Peace University di Pune, Maharashtra, India, 10 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Essere costantemente in preda alla rabbia consuma il nostro sistema immunitario. La compassione agisce invece come un antidoto positivo. Il buon senso ci dice che la compassione è importante. Anche gli animali sanno manifestare affetto e compassione reciproca e sono in grado di reagire, se mostriamo loro un volto arrabbiato. Consideriamo con affetto e rispetto i nostri vicini quando sono onesti, compassionevoli e sinceri, anche se non sono ricchi; dimostriamo gioia nell’incontrarli. Se i nostri vicini sono potenti e ricchi, ma non ci rivolgono mai con sorriso, forse preferiremmo non vederli. Questa è la natura umana ".

Sua Santità ha osservato che quando in Occidente iniziò a svilupparsi quella che viene considerata l’educazione moderna, i valori morali erano ancora appannaggio  della chiesa. Oggi l'educazione si concentra principalmente sullo sviluppo fisico e sugli obiettivi materiali, mentre l'influenza della chiesa è diminuita. Di conseguenza, l'etica viene completamente trascurata.

Il pubblico ascolta l'intervento di Sua Santità il Dalai Lama alla Cerimonia inaugurale del 2° Congresso Nazionale degli Insegnanti presso il campus del MAEER MIT World Peace University di Pune, Maharashtra, India, 10 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“L'educazione moderna presta poca attenzione ai valori interiori eppure come esseri umani siamo per natura umana compassionevoli. Dobbiamo incorporare la compassione e il buon cuore nel sistema educativo contemporaneo e renderlo più olistico. Gran parte dei disordini a cui assistiamo in tutto il mondo sorgono perché le persone sono sopraffatte da emozioni distruttive e non hanno idea di come affrontarle. Credo che la accurata comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni che troviamo nelle antiche tradizioni indiane sia di grande attualità. Sarebbe molto utile esaminarla e applicarla, non da un punto di vista religioso, ma accademico e pratico".

Al termine della cerimonia inaugurale, Sua Santità è stato invitato a consegnare i Jeevan Gaurav Puraskar Awards a quattro persone, per lo straordinario contributo dato all'educazione.

Sua Santità il Dalai Lama consegna i Jeevan Gaurav Puraskar Awards durante la Cerimonia inaugurale del 2° Congresso Nazionale degli Insegnanti a Pune, Maharashtra, India, 10 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità è stato poi accompagnato all’aeroporto di Pune da dove ha raggiunto nuovamente Bodhgaya nel tardo pomeriggio.

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Terzo giorno di insegnamenti e presentazione del primo volume de "La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani" http://it.dalailama.com/news/2018/terzo-giorno-di-insegnamenti-e-presentazione-del-primo-volume-de-la-scienza-e-la-filosofia-nei-classici-buddhisti-indiani Sun, 07 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/terzo-giorno-di-insegnamenti-e-presentazione-del-primo-volume-de-la-scienza-e-la-filosofia-nei-classici-buddhisti-indiani Bodhgaya, Bihar, India - Nel terzo giorno di insegnamenti richiesti dal Nalanda Shiksha, la nebbia fredda si è finalmente sollevata e il sole ha ricominciato a splendere. Arrivato al Kalachakra Maidan, il Dalai Lama ha assistito alla recitazione del Mangala Sutta in lingua pali fatta dai i bambini della scuola Maitreya, alla quale è poi seguita la "Lode ai 17 Maestri del Nalanda" in sanscrito. Sua Santità ha invitato tutti a riflettere su quanto magnifici siano stati gli eruditi del Nalanda e quanto sia importante che gli insegnamenti del Buddha trovino un fondamento nella ragione e della logica.

Sua Santità il Dalai Lama saluta la folla al suo arrivo al Kalachakra Maidan per il terzo giorno di insegnamenti a Bodhgaya, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Che meraviglia avere ancora a disposizione questi scritti dei grandi maestri! Possiamo leggerli e studiarli, usarli come libri di testo e possiamo trasmettere agli altri ciò che avevano da dire”.

"Oggi desidero iniziare con la cerimonia per la generazione della mente risvegliata di bodhicitta. Di questi tempi, poi, sarebbe bene anche riflettere sul fatto che, accanto al suo messaggio di amore e compassione, il Buddha ha sottolineato l'importanza della non violenza. Dobbiamo pensare ai vantaggi e agli svantaggi della violenza. Allo stesso modo, dobbiamo confrontare i benefici dell’altruismo i pericoli derivanti dall’egocentrismo. Bodhichitta significa sviluppare un desiderio di ampia portata di aiutare tutti gli esseri e questo luogo sacro è l’ideale per farlo".

Sua Santità ha guidato i presenti nella visualizzazione del Buddha circondato dagli otto bodhisattva, tra cui Maitreya e Manjushri, fondatori rispettivamente dei lignaggi del vasto e del profondo. Ha citato Nagarjuna e Saraha, gli 84 Mahasiddha, Mahakashyapa e i sette patriarchi che sono venuti dopo il Buddha. Della tradizione Nyingma ha indicato Shantarakshita, Guru Padmasambhava, Trisong Detsen, i 25 discepoli di Padmasambhava e così via; della tradizione Kagyu Marpa, il grande traduttore, Milarepa e Gampopa; della tradizione Sakya, i Cinque patriarchi venuti dopo Virupa e i detentori dei lignaggi Sakya, Ngorpa e Tsarpa; Atisha e Dromtönpa quali rappresentanti della tradizione di Kadampa; Je Tsongkhapa e i suoi discepoli, come Jampel Gyatso, e detentori dei lignaggi Sey ed Ensa, tutti testimoni della grande aspirazione all'illuminazione per il bene di tutti gli esseri.

Il pubblico ascolta Sua Santità il Dalai Lama nel terzo giorno di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha guidato i presenti nella recitazione della la preghiera dei sette rami, del rifugio e della generazione di bodhicitta:

Nel Buddha, nel Dharma e nella comunità spirituale
fino all'illuminazione io prendo rifugio.
Grazie ai meriti creati attraverso la pratica della generosità e dall’ascolto degli insegnamenti
Possa io raggiungere l’illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Sua Santità ha proseguito con lo yoga supremo, che aggiunge l'esperienza di bodhicitta assoluta all'aspirazione precedente. Ha concluso dando la trasmissione dei mantra di Buddha Shakyamuni, Avalokiteshvara, Manjushri e Arya Tara.

Sua Santità il Dalai Lama durante il terzo giorno di insegnamenti a Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha poi ripreso la lettura del "Sutra della pianticella di riso", iniziando con una domanda: "Che cos’è l'ignoranza?" L’ignoranza è il fraintendimento della vera natura delle cose ed è alla radice di tutti gli errori e delle sofferenze. Dopo aver notato che è un segno di coloro che hanno spiccate facoltà il fatto di basare la propria fede sulla ragione, ha citato una strofa della "Lode ai 17 Maestri  del Nalanda":

Comprendendo il significato delle due verità, il modo in cui le cose esistono,
determiniamo attraverso le quattro verità in che modo entriamo e in che modo possiamo uscire dal ciclo dell'esistenza.
Fondata su una conoscenza valida, la nostra fede nei tre rifugi sarà stabile.
Possa io essere benedetto e stabilire la radice del cammino per la liberazione
.    

E’ seguito poi un breve intervallo, nell’attesa che arrivasse il Primo Ministro del Bihar, Shri Nitish Kumar, per dare inizio alla presentazione della pubblicazione in inglese del primo volume della serie “La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani”. Arrivato sul palco, il Primo Ministro ha raggiunto Sua Santità e, per l'ufficio del Dalai Lama, Tenzin Taklha gli ha dato il benvenuto e ha invitato Thupten Jinpa, direttore editoriale della serie, a presentare il primo volume, "Il Mondo Fisico".

Sua Santità il Dalai Lama e il Primo Ministro del Bihar Nitish Kumar si sono scambiati i saluti all'inizio della cerimonia di presentazione del libro. Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il dottor Jinpa ha esordito dicendo quanto fosse onorato di poter presentare il progetto "La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani" prima di Sua Santità e del Primo Ministro. Ha poi continuato:

"Questa serie è stata concepita da Sua Santità il Dalai Lama in persona e compilata sotto la sua attenta supervisione da un team di studiosi, nel corso di molti anni. Presenta le indagini scientifiche e filosofiche buddhiste classiche sulla natura della realtà, in un quadro accessibile al lettore moderno. Dei quattro volumi della serie, il primo, dedicato alla scienza del mondo fisico, viene ufficialmente presentato oggi”.

"La creazione di questa serie rappresenta una conquista davvero storica. In primo luogo, l'attenta selezione e organizzazione delle teorie dei grandi pensatori buddhisti indiani in un quadro di indagine scientifica è di per sé un risultato rivoluzionario nella storia del pensiero buddhista. Grazie alla visione di Sua Santità, i lettori contemporanei avranno per la prima volta l'opportunità di confrontarsi, da un punto di vista scientifico, con le idee e le intuizioni dei pensatori buddhisti indiani”.

"In secondo luogo, questi volumi possono dare un contributo significativo alla storia delle idee. Finora, la storia delle idee, e soprattutto del pensiero scientifico, è stata prevalentemente eurocentrica e ha dato poca attenzione alle grandi civiltà al di fuori del mondo occidentale. Questi volumi sulla scienza, tuttavia, documentano la sofisticata tradizione di pensiero scientifico fiorita nell'antica India. Tutte le grandi scuole indiane hanno sviluppato sofisticate teorie sul funzionamento della mente umana, così come le tecniche meditative utili ad addestrare la nostra mente e governare le nostre emozioni”.

Thupten Jinpa, direttore editoriale della collana "La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani", durante la presentazione del primo vuolume “Il mondo fisico". Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

"In terzo luogo, dato che tutte le fonti indiane classiche raccolte in questi volumi sono state tratte dalle due collezioni canoniche tibetane del Kangyur e del Tengyur, la creazione di questa serie speciale rappresenta anche un importante dono all'India, e al mondo intero, da parte del popolo tibetano che queste tradizioni indiane ha saputo mantenere in vita".

"E’ davvero appropriato lanciare questa storica serie qui, a Bodhgaya, nello Stato del Bihar, dove un tempo fiorirono le grandi università monastiche indiane del Nalanda, di Vikramashila e di Odantapuri".

Il dottor Jinpa ha fatto notare anche il valore simbolico della presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri del Bihar insieme a Sua Santità il Dalai Lama per il lancio ufficiale di questa serie. Ha poi ricordato la relazione maestro-discepolo che si è creata tra India e Tibet e il loro comune patrimonio di conoscenze. Ha osservato che, recentemente, Sua Santità ha parlato spesso del suo impegno nel contribuire a rinnovare la consapevolezza della saggezza delle tradizioni indiane classiche tra le giovani generazioni di indiani. Jinpa ha concluso con i ringraziamenti a Ian Coghlan, che ha curato la traduzione in inglese, e agli editori del libro, la Wisdom Publications negli Stati Uniti e Simon & Schuster, in India.

Sua Santità il Dalai Lama e il Primo Ministro del Bihar Nitish Kumar presentano il primo volume della serie "La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani” intitolato ”Il mondo fisico". Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

A nome dell'Ufficio di Sua Santità il Dalai Lama, Tenzin Taklha ha chiesto a Sua Santità e al Primo Ministro di mostrare formalmente il libro, cosa che hanno fatto. Ha poi espresso la sua gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito al successo del progetto. Ha ringraziato il presidente del team di ricerca Thamthog Rinpoche, abate del Monastero di Namgyal, nonché i consiglieri e redattori Geshe Yangteng Rinpoche, del Collegio Monastico di Sera Me; Geshe Jangchup Sangyey, abate del Monastero di Ganden Shartse; Geshe Chisa Drungchen Rinpoche, del Ganden Jangtse College; Geshe Lobsang Khechok del Drepung Gomang College, tutti presenti sul palco, e Geshe Ngawang Sangye del Drepung Loseling College, che purtroppo era assente.

Rivolgendosi al pubblico in hindi, Shri Nitish Kumar ha detto quanto fosse felice di essere presente a questa cerimonia e alla presenza di Sua Santità. Ha ricordato anche di aver partecipato, a Bodhgaya, al Kalachakra dello scorso anno. Ha espresso la sua gioia e soddisfazione per il fatto che la pubblicazione di questa serie di libri renderà disponibili a un vasto pubblico, nella propria lingua, la saggezza della Tradizione del Nalanda. Ha aggiunto che riteneva davvero appropriato che il primo volume della serie venisse lanciato proprio nello Stato in cui si trovano sia il luogo dell'illuminazione del Buddha sia le grandi università di Nalanda, Vikramashila e Telhara, recentemente scoperta. Ha ringraziato Sua Santità per averlo invitato a partecipare a questa occasione.

Il Primo Ministro del Bihar, Nitish Kumar, durante la presentazione del primo volume della serie “La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani” dedicato a “Il mondo fisico". Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Il mio amico, il Primo Ministro, è un uomo sincero" ha esordito Sua Santità "e la presentazione di questo libro, qui oggi, è un'occasione speciale per tutti noi. Il Primo Ministro ha già manifestato i suoi interessi spirituali con l'istituzione del Buddha Memorial Park a Patna. Forse io e lui abbiamo una connessione karmica che risale al tempo del Buddha".

"Quando siamo arrivati in esilio in India avevamo enormi problemi da affrontare. Tuttavia, a tempo debito, è diventato chiaro che la psicologia, la filosofia e la logica che abbiamo studiato in Tibet fin dall'infanzia avevano ancora una grandissima rilevanza anche nel mondo contemporaneo. Mi è sembrato che la scienza della mente, la filosofia e la logica della nostra letteratura potessero essere studiata anche in modo accademico, al di là del contesto religioso. Arrivare a capire meglio il funzionamento della mente ci permette di imparare ad affrontare le nostre emozioni distruttive e le afflizioni mentali, cosa che certo non possiamo fare né con le armi né con il denaro”.

"Se pensiamo alla nostra letteratura in termini di scienza, filosofia e religione, la parte religiosa è rilevante solo per i buddhisti, ma la scienza e la filosofia possono essere di interesse per chiunque. Credo che introdurre le idee e i valori racchiusi in questi scritti nel moderno sistema educativo possa essere di grande utilità. In un mondo in fermento a causa delle menti indisciplinate delle persone, quello che stiamo facendo non è proselitismo a favore del buddhismo, ma dimostrare come noi buddhisti possiamo contribuire al benessere dell'umanità".

Sua Santità il Dalai Lama ringrazia i Geshe che si sono dedicati al lavoro di ricerca per la compilazione dell’originale in tibetano della serie "La scienza e la filosofia nei classici buddhisti indiani”. Bodhgaya, Bihar, India, 7 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ringrazio i Geshe che hanno affrontato il lavoro di ricerca che ha portato alla compilazione originale del materiale e ringrazio i vari traduttori che stanno contribuendo alle edizioni in inglese, cinese, russo, mongolo, hindi e ad altre edizioni. Noi tibetani abbiamo mantenuto viva la tradizione del Nalanda e questo è qualcosa di cui siamo orgogliosi. Ora abbiamo l'opportunità di contribuire a farla rivivere nella sua terra di origine e ovunque nel mondo".

Sua Santità ha infine donato al Primo Ministro una thangka del Buddha circondato dai 17 Maestri del Nalanda e insieme hanno lasciato il palco.

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Secondo giorno di Insegnamenti per il Nalanda Shiksha http://it.dalailama.com/news/2018/secondo-giorno-di-insegnamenti-per-il-nalanda-shiksha Sat, 06 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/secondo-giorno-di-insegnamenti-per-il-nalanda-shiksha Bodhgaya, Bihar, India - Questa mattina, con un tempo ancora freddo e grigio, Sua Santità il Dalai Lama ha nuovamente raggiunto in auto il Kalachakra Maidan. Come consuetudine, mentre raggiungeva il palco ha salutato molte persone e poi ha preso posto sul trono. Alcune persone appartenenti al Nalanda Shiksha hanno recitato il Mangala Sutta in lingua pali seguiti dai bambini della scuola locale Maitreya che hanno cantato il Sutra del Cuore in sanscrito.

Gli appartenenti al Nalanda Shiksha presenti a questi insegnamenti di Bodhgaya sono circa 2000 e comprendono 300 studenti universitari di Delhi, Chandigarh e Jammu, 200 studenti provenienti dalle comunità buddhiste di Sankisa, 600 studenti di Bodhgaya e altre persone provenienti dal Kashmir, dall’Himachal Pradesh, dall’Uttar Pradesh, da Goa, dall’Andhra Pradesh, da Tamil Nadu, dal Karnataka, dal Sikkim e da Odisha. E’ per loro che le parole di Sua Santità vengono tradotte in Hindi.

L'interprete hindi seduto sul palco agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, 6 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sono presenti anche 3000 stranieri, provenienti da 69 paesi e per i quali è disponibile la traduzione simultanea di ciò che Sua Santità sta dicendo in tibetano, trasmessa via radio in inglese, hindi, russo, mongolo, francese, cinese, coreano, vietnamita, giapponese e spagnolo. Ci sono disponibili anche ulteriori traduzioni nei dialetti tibetani dell’Amdo e del Khampa.

Sua Santità ha iniziato recitando i versi di omaggio dalla "Saggezza fondamentale della Via di mezzo" di Nagarjuna:

Mi prostro al Buddha perfetto,
Il migliore di tutti gli insegnanti, colui che ha insegnato che
Ciò che ha un’origine dipendente è
Senza cessazione, senza sorgere;

Senza annientamento, senza permanenza;
Senza venire; senza andare;
Senza distinzione, senza identità
E pacifico - libero da costrutti.

Ha proseguito poi con l' omaggio dell' "Ornamento per una chiara realizzazione" e la strofa finale della "Saggezza fondamentale" di Nagarjuna

Mi prostro a Gautama
Il quale, mosso da compassione,
Ha insegnato il Dharma sublime,
che porta alla rinuncia di tutti i punti di vista.

“Ci siamo riuniti qui, alcuni dopo un lungo viaggio, perché tutti vogliamo essere felici ed evitare la sofferenza" ha detto Sua Santità al pubblico “e questo vale anche per gli insetti. Non abbiamo bisogno di fare ricorso al ragionamento per capirlo; possiamo semplicemente prenderne atto. Dobbiamo invece usare la ragione per valutare i vantaggi e gli svantaggi del prenderci cura degli altri e dell'egoismo. Gli scienziati dicono che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Non è una questione di fede, quanto semplicemente di riconoscere che, proprio come apprezziamo l’affetto e compassione che gli altri ci dimostrano, anche tutti gli altri apprezzano essere trattati allo stesso modo. Si tratta di addestrare la mente.

Sua Santità il Dalai Lama durante il secondo giorno di insegnamenti al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 6 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“In un mondo in cui le persone cadono facilmente in preda alla rabbia e all’odio, abbiamo bisogno di amore, pazienza, tolleranza e contentezza. I saggi indiani hanno analizzato ciò che porta la pace nella mente e ciò che al contrario la disturba. Potete disporre di tutti i comfort materiali, ma se non avete la pace della mente, non sarete felici. D' altra parte, se la vostra mente è in pace, sarete felici indipendentemente da ciò che possedete. L'obiettivo più importante è raggiungere la pace della mente. Dobbiamo riconoscere che le afflizioni mentali danno luogo a esperienze spiacevoli e turbano la nostra pace interiore".

Sua Santità ha osservato che il Buddha era figlio dell’antica tradizione indiana; si rese conto che i nostri problemi nascono dalle afflizioni mentali o dalle emozioni negative, come la rabbia, l'attaccamento e la confusione, tutte ugualmente radicate nell'ignoranza, cioè nel considerare le cose come intrinsecamente esistenti. Esistono contromisure specifiche per ciascuna di queste afflizioni, ma la più importante è eliminare questa ignoranza. Come scrisse Aryadeva nella Quattrocento Stanze:

Come il tatto [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutti.
Superando la confusione, anche voi sarete in grado di
Superare tutte le emozioni inquietanti.

Anche se le cose sembrano esistere intrinsecamente, quando vengono esaminate e analizzate, non si può trovare alcuna traccia di esistenza intrinseca, perché ogni cosa dipende da altri fattori.

Oltre 50.000 persone, tra cui stranieri provenienti da 69 paesi, hanno assistito agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 6 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Nella sua spiegazione sull’assenza di un sé delle persone, Sua Santità ha citato i versi di Nagarjuna:

Proprio come una persona non è reale
Essendo composta da sei componenti,
Così anche ciascuno dei componenti
Non è reale perchè è a sua volta un composito.

Dato che i fenomeni delle forme
Sono solo nomi, anche lo spazio è solo un nome.
Senza gli elementi, come potrebbero esistere le forme?
Quindi anche il semplice nome non esiste

Ha letto l'ampia argomentazione sull’origine dipendente del Sutra della piantina di riso. “Perché si parla di sorgere in dipendenza? Si chiama sorgere dipendente perché è causale e condizionale... Da un seme deriva un germoglio, da un germoglio una foglia, da una foglia uno stelo, da uno stelo un pedicello, da un pedicello un pistillo, da un pistillo un fiore e da un fiore un frutto". Il Dalai Lama ha concluso la lettura del sutra con un verso di Je Tsongkhapa che si riferisce alla realizzazione della vacuità e del sorgere dipendente:

Quando queste due realizzazioni sono simultanee e concomitanti,
Dal semplice vedere l’infallibilità del sorgere dipendente
si arriva a una una conoscenza certa, 
che distrugge completamente tutti i modi in cui la mente si attacca.

In quel momento, l'analisi della visione profonda è completa.

Sua Santità ha annunciato che inizierà la sessione di domani conducendo una cerimonia per la generazione della mente di bodhichitta, seguita dalla trasmissione di alcuni mantra. Completerà quindi la lettura del Sutra della piantina di riso. Il Primo Ministro del Bihar, Sri Nitish Kumar, parteciperà alla presentazione del primo volume in inglese di una serie straordinaria intitolata  "Scienza e Filosofia nei classici buddhisti indiani".

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Il Sutra della Ruota del Dharma e il Sutra della Piantina di Riso http://it.dalailama.com/news/2018/il-sutra-della-ruota-del-dharma-e-il-sutra-della-piantina-di-riso Fri, 05 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/il-sutra-della-ruota-del-dharma-e-il-sutra-della-piantina-di-riso Bodhgaya, Bihar, India - La nebbia e il freddo di questa mattina non hanno affatto smorzato l’entusiasmo delle oltre 50.000 persone, riunite sul Kalachakra Maidan, in attesa di ascoltare Sua Santità il Dalai Lama. Dopo un breve tragitto, dal Tempio tibetano all’enorme tendone allestito per gli insegnamenti, Sua Santità si è presentato di buon umore, sorridente e felice di salutare i presenti mentre saliva sul palco.

Sua Santità il Dalai Lama saluta la folla di oltre 50.000 persone al suo arrivo al Kalachakra Maidan a Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha salutato molti degli illustri Lama seduti intorno al trono, tra cui il Ganden Tripa Rinpoche, l'ex Ganden Tripa, gli Shartse e Jangtse Chöjey, Sakya Gongma Trizin Rinpoche e Ling Rinpoche, così come gli Abati, gli ex abati e i Tulku.

“Oggi gli indiani sono la maggioranza" ha esordito Sua Santità "e dunque inizieremo con le loro recitazioni in Pali e Sanscrito".

Gli adulti hanno cantato una serie di preghiere e lodi, tra cui il Mangala Sutta, in Pali, seguiti da un gruppo di studentesse e studenti che hanno recitato il Sutra del Cuore in sanscrito.

Gli studenti recitano il Sutra del Cuore in sanscrito, prima degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Dopo aver raggiunto l'illuminazione, il Buddha disse: "Profondo e pacifico, libero dalla complessità, pura luminosità: ho trovato un Dharma simile a un nettare. Eppure, se dovessi insegnarlo, nessuno capirebbe, quindi rimarrò in silenzio qui, nella foresta". Una delle ragioni di questa incomprensione è che le tradizioni spirituali indiane esistenti all’epoca sostenevano l'esistenza di un sé indipendente, di un agente permanente che migra da una vita all'altra. Il Buddha invece vide che aggrapparsi alla nozione di un sé indipendente è la radice di tutte le altre afflizioni mentali. Dopo aver realizzato l’assenza del sé, si rese conto che ciò sarebbe stato incomprensibile per la maggior parte delle persone a cui l’avesse insegnato”.

Ciò nonostante, a un certo punto diede insegnamenti a Sarnath e poi sul Picco dell’avvoltoio, a Rajgriha, spiegando che le cose sono prive di esistenza intrinseca. Durante il primo giro della ruota del Dharma insegnò la verità della sofferenza e le sue origini. Poi, con il secondo giro, approfondì nel dettaglio la vacuità. Nel Sutra che rivela il pensiero si legge che durante il terzo giro della ruota, il Buddha insegnò l’origine dipendente, la natura imputata e la natura perfetta. L'assenza di natura imputata dalla natura dipendente indica la natura perfetta della vacuità. Inoltre, durante il terzo giro della ruota, il Buddha spiegò la natura di Buddha e la mente soggettiva di luce chiara che è la base per la pratica del tantra yoga supremo”.

Mahakassapa e i suoi seguaci preservarono i suoi insegnamenti, compresi il Vinaya e l'Abhidhamma che entrarono a far parte della tradizione del Pali. Successivamente, quando la comprensione degli insegnamenti si sviluppò ulteriormente, Nagarjuna e altri discepoli esaminarono gli insegnamenti alla luce del ragionamento, dando origine a quella che sarebbe diventata la Tradizione del Nalanda. L'insegnamento del Buddha ha vissuto alti e bassi, eppure, basandosi sia sull'autorità scritturale sia sul ragionamento e l'analisi, sopravvive ancora oggi".

Sua Santità il Dalai Lama durante il primo giorno di insegnamenti al Kalachakra Maidan a Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha spiegato in che modo il Buddha ha dato i diversi insegnamenti, in base alla disposizione mentale, alle inclinazioni e alle capacità degli esseri. A volte ha insegnato che la persona porta gli aggregati, così come un portatore trasporta un carico, come se fossero separati tra loro. Altrove ha spiegato che gli oggetti che sembrano esistere esternamente non sono diversi dalla loro percezione soggettiva. Altre volte ancora ha insegnato che nulla ha un'esistenza intrinseca. Il Sutra del Cuore definisce la forma come vacuità e la vacuità come forma.

Avendo insegnato cose diverse in diverse occasioni, il Buddha ha raccomandato ai suoi seguaci: "O monaci, proprio come l’orafo testa l’oro bruciando, tagliando e sfregando, esaminate accuratamente le mie parole e accettatele solo dopo averle analizzate e non per rispetto nei miei confronti". Sua Santità ha sottolineato che gli scienziati moderni non si affidano ad alcuna autorità scritturale, ma osservano e conducono ricerche; poi verificano ciò che hanno scoperto, confrontandolo con i risultati ottenuti da altri scienziati e cercano un punto di accordo. Oggi, gli scienziati si stanno interessando a ciò che il buddhismo ha da dire, proprio come Einstein aveva previsto.

Sua Santità ha sottolineato che il buddhismo ha avuto origine in India, non in Cina o in Tibet, e che anche i maestri di Nalanda, come Nagarjuna, erano indiani. Perciò, ha aggiunto Sua Santità, è di buon auspicio che la maggior parte dei presenti agli insegnamenti di oggi sia indiana. Per più di 2000 anni il buddhismo si è diffuso in tutta l'Asia, quindi sarebbe giusto che la tradizione del Nalanda, che è stata mantenuta viva in Tibet, venisse ristabilita oggi in India.

Il pubblico ascolta Sua Santità il Dalai Lama il primo giorno dei suoi insegnamenti, richiesti dai praticanti indiani, al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha poi osservato che l'India ha la peculiarità di essere l'unico luogo al mondo in cui sono fiorite tutte le principali religioni. Alcune di queste tradizioni, come il Brahmanesimo, sono teistiche e si fondano sull’idea di un creatore; altre, come quelle Samkhya e Jain, sono non teistiche e si basano invece sul principio di causalità. Tra queste, solo il buddhismo afferma la non esistenza di un sé indipendente. Dall'Asia Occidentale sono arrivati poi il giudaismo, il cristianesimo e l'Islam, tutte tradizioni che credono in un dio creatore e che predicano amore e compassione, tolleranza e perdono, contentezza e autodisciplina.

Per il buddhismo, la condotta della non violenza è fondamentale. Il buddhismo insegna anche che sofferenza, dolore e piacere sono nelle nostre mani: le azioni che sono d’aiuto per gli altri e li rende felici sono considerate positive, quelle che danneggiano gli altri sono negative.

“Per molto tempo le varie tradizioni religiose sono fiorite in India e hanno vissuto in armonia l'una accanto all'altra" ha aggiunto Sua Santità. “Qui, in India, prevale una visione secolare che accorda lo stesso rispetto a tutte le fedi. E' un approccio che dobbiamo preservare. Nel frattempo, sto facendo del mio meglio per far rivivere l'antica saggezza indiana in questo paese. Tuttavia, a lungo termine, la cosa più importante è essere un buon essere umano”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il primo giorno dei suoi insegnamenti al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Dei 7 miliardi di esseri umani che oggi vivono su questo pianeta, 1 miliardo non ha alcun interesse per le pratiche religiose. Ma anche tra coloro che invece sostengono di professare una fede, vi sono alcuni che usano la religione come motivo di divisione. Far diventare la religione terreno di scontro è davvero molto triste”.

“Noi esseri umani siamo animali sociali, dipendiamo gli uni dagli altri. Non siamo autosufficienti. Oggi, qui, siamo in pace, ma altrove abbondano i conflitti. Le persone si opprimono e si uccidono reciprocamente. Altre muoiono di fame e di stenti. Come possiamo sopportare tutto questo e al tempo stesso pregare perché tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza? Come seguaci del Buddha dovremmo chiederci ogni giorno come possiamo aiutare gli altri, poiché tutti noi vogliamo la felicità e non vogliamo soffrire”.

“Poiché l'educazione moderna dedica pochissimo spazio ai valori umani, dobbiamo integrarla con l’insegnamento dell’amore e della compassione. Il buon senso ci dice, ad esempio, che una famiglia affettuosa e compassionevole è felice, mentre una famiglia dove regna la gelosia e la competitività non lo è".

Praticanti da tutto il mondo si sono riuniti per ascoltare gli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Passando ai due testi che avrebbe commentato, il "Sutra della Ruota del Dharma" e il "Sutra della Piantina di Riso", Sua Santità ha osservato che entrambi si occupano di idee comuni a tutti gli insegnamenti buddhisti. Ha osservato che la parola Dharma significa anche trasformare o rimodellare la mente, come chiaramente illustrato in questa strofa:

Non commettere neppure una sola azione dannosa,
Coltiva un gran numero di virtù.
Domare questa nostra mente:
questo è l'insegnamento di tutti i buddha.

Se ciò che facciamo è negativo o virtuoso dipende dalla motivazione.

Sua Santità ha fatto notare che gli insegnamenti del Buddha possono essere suddivisi in termini di scrittura e realizzazione. Le istruzioni scritturali sono apprese grazie alla lettura e dallo studio, mentre gli insegnamenti relativi alle realizzazioni dipendono dal nostro impegno nei Tre Addestramenti: etica, concentrazione e saggezza.

Sua Santità il Dalai Lama durante il primo giorno di insegnamenti al Kalachakra Maidan di Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha osservato che il Buddha lasciò la sua famiglia per diventare monaco: non si trattava semplicemente di cambiare d'abito, ma di adottare e mettere in pratica gli insegnamenti più importanti. Esaminò ciò che aveva udito, lo analizzò e poi meditò. Ciò significava, ad esempio, impegnarsi in un'analisi critica della natura della sofferenza fino ad ottenerne una profonda comprensione. Praticò shamatha, la mente calma e costante, e vipashyana, la visione profonda, pratiche che sono comuni a molte tradizioni. In seguito, i compagni del Buddha divennero i suoi primi discepoli.

Nel Sutra della Ruota del Dharma il Buddha dice di aver prima compreso la sofferenza e poi di averla abbandonata. Sua Santità ha citato una strofa di Nagarjuna: 

Attraverso l'eliminazione del karma e delle afflizioni mentali c'è liberazione;
Il karma e le afflizioni mentali provengono da pensieri concettuali;
Questi a loro volta provengono dall'esagerazione mentale;
L'esagerazione cessa attraverso la vacuità.

Il Dalai Lama ha chiarito che è a causa del nostro fraintendimento della vera esistenza che sorge la sofferenza, ma non elimineremo questo fraintendimento offrendo lampade o eseguendo rituali. Sono l'analisi e la riflessione sull'origine dipendente che ci permettono di sradicare queste concezioni errate. Nagarjuna ha elogiato il Buddha per aver insegnato come superare le visioni errate. Je Tsongkhapa lo ha lodato per gli insegnamento sull’origine dipendente.

L'interprete in lingua russa, una delle 12 traduzioni disponibili, durante il primo giorno di insegnamenti del Dalai Lama a Bodhgaya, 5 gennaio 2018. Foto di Lobsang Tsering

Ricordando che il "Sutra della pianticella di riso" appartiene alla tradizione sanscrita, Sua Santità ha fatto notare ancora una volta che preferisce riferirsi alle tradizioni pali e sanscrita, perché i termini Mahayana e Hinayana tendono a portare le persone a guardarsi dall’alto in basso. Dopo tutto, ha aggiunto, la tradizione sanscrita è costruita sulle fondamenta della tradizione Pali.

Nell’iniziare la lettura del sutra, Sua Santità ha fatto due osservazioni. Il sutra riguarda una conversazione tra Shariputra e Maitreya, seduti insieme su un'enorme roccia piatta, ed è apprezzabile per essere estremamente concreto. In secondo luogo, un commento alla  Perfezione della Saggezza dell'abate coreano Wen-tsig, suggeriva che anche la madre di Maitreya si chiamava Maitreya, con la conseguenza che Maitreya stesso era un essere umano e contemporaneamente un bodhisattva, spiegando così l’origine dipendente.

Sua Santità continuerà domani la sua spiegazione del testo.

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Pellegrinaggio di Sua Santità il Dalai Lama al Tempio di Mahabodhi http://it.dalailama.com/news/2018/pellegrinaggio-di-sua-santità-il-dalai-lama-al-tempio-di-mahabodhi Tue, 02 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/pellegrinaggio-di-sua-santità-il-dalai-lama-al-tempio-di-mahabodhi Bodhgaya, Bihar, India - Dopo essere arrivato ieri notte a Bodhgaya, uno dei primi desideri di Sua Santità il Dalai Lama oggi è stato quello di visitare il tempio Mahabodhi per rendergli omaggio. Il Dalai Lama ha percorso in auto la breve distanza tra il Tempio Tibetano e la porta occidentale del complesso del Tempio di Mahabodhi, dove è stato accolto dai membri del comitato di gestione del Tempio di Bodhgaya e da Sakya Gongma Trizin Rinpoche, che si trova qui per partecipare al XXVI Sakya Monlam.

Sua Santità il Dalai Lama rende omaggio a un'immagine del Buddha al suo arrivo al Tempio di Mahabodhi a Bodhgaya, 2 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità è sceso lungo la gradinata e ha raggiunto il lato occidentale del Tempio dove sorge l'albero di Bodhi sopra la Vajra-asana. È qui che Buddha Shakyamuni si sedette quando raggiunse l'illuminazione più di 2500 anni fa. Sua Santità ha acceso una lampada, in mezzo alle tantissime offerte lasciate in occasione del Sakya Monlam. Poi ha camminato intorno al tempio, sorridendo e salutando la persone che si erano accalcate per vederlo.

All’ingresso del tempio di Mahabodhi, Sua Santità si è fermato e ha fatto tre prostrazioni al Buddha; ha ammirato la celebre statua del Risvegliato all'interno, ha reso altri omaggi alle immagini sacre e poi si è seduto in compagnia di alcuni monaci, con i quali ha recitato preghiere e lodi tra cui il "Sutra dei Tre Gioielli","La lode al sorgere dipendente", la "Lode ai 17 Maestri del Nalanda", la "Supplica al Buddha”, la "Preghiera per la diffusione ecumenica degli Insegnamenti del Buddha", le dharani del sorgere dipendente, le “Parole di verità” e i versi di dedica.

Sua Santità il Dalai Lama recita preghiere e lodi davanti alla statua del Buddha nel tempio di Mahabodhi a Bodhgaya, 2 gennaio 2018. Foto di Tenzin Choejor

Uscito dal Tempio, Sua Santità ha sorriso e salutato la folla che riempiva il giardino antistante. Poi ha reso ancora una volta omaggio al Buddha prima di continuare la sua circumambulazione. Salutando i compagni di pellegrinaggio sulla strada, ha raggiunto il lato occidentale del complesso, ha reso di nuovo omaggio al luogo dell'Illuminazione e ha fatto ritorno al Ganden Phelgyey Ling.

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Celebrazioni del giubileo d'oro del Central Institute for Higher Tibetan Studies http://it.dalailama.com/news/2018/celebrazioni-del-giubileo-doro-del-central-institute-for-higher-tibetan-studies Mon, 01 Jan 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/celebrazioni-del-giubileo-doro-del-central-institute-for-higher-tibetan-studies Bodhgaya, Bihar, India - Non appena Sua Santità il Dalai Lama ha preso posto sul palco, stamattina, presso il Central Institute for Higher Tibetan Studies (CIHTS), gli studenti hanno intonato l'inno dell'Istituto. Sua Santità è stato poi raggiunto da Geshe Ngawang Samten, dal Ganden Tripa, Thrangu Rinpoche, da Sikyong Lobsang Sangay, Presidente del Parlamento tibetano in esilio, e da Khenpo Sonam Tenpel per accendere una serie di lampade. Un gruppo di monaci ha recitato versi di buon auspicio in tibetano, seguiti da un gruppo di studentesse che hanno cantato le stesse invocazioni in sanscrito.

Alcune studentesse recitano versi di buon auspicio in sanscrito, all'inizio della celebrazione del Giubileo d'Oro del Central Institute of Higher Tibetan Studies a Sarnath, India, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

Geshe Ngawang Samten ha iniziato il suo discorso dando il benvenuto a Sua Santità e agli altri dignitari ospiti. Ha ricordato che nel 1959 Sua Santità e circa 80.000 tibetani arrivarono in India mentre la religione e la cultura tibetana venivano minacciate in patria. Grazie alla visione lungimirante di Sua Santità, e al pieno sostegno del governo indiano, sono state create scuole per educare i bambini e sono stati creati insediamenti, in modo che gruppi di tibetani potessero preservare la loro identità. 

Nel 1968, il Primo Ministro Jawarhalal Nehru diede il suo appoggio alla fondazione di un Istituto di istruzione superiore, affiliato all'Università di Sampurnanand Sanskrit, diretto per i primi tre anni da Zong Rinpoche e da Samdhong Rinpoche per i successivi 30. Studiosi di fama, come Pt Upadhyaya e Smt Kapila Vatsyayan hanno contribuito allo sviluppo dell'Istituto che ha sempre avuto l’obiettivo di formare studenti saggi, qualificati, gentili e motivati a dare il loro contributo alla società. Studenti che sono sempre stati incoraggiati a puntare in alto.

Un altro scopo dell'Istituto, fin dall’inizio, è stato la traduzione in sanscrito e in hindi dei testi classici che erano stati tradotti in tibetano. Finora sono stati completati circa 80 volumi e un altro centinaio è stato tradotto dal sanscrito in hindi e in inglese. Non è mancato, poi, l’impegno a far rivivere la tradizione indiana del dibattito sui diversi punti di vista filosofici. Anche i risultati della ricerca sulla tradizione medica tibetana sono stati incoraggianti. È stato aperto un centro dedicato allo studio dalla storia della letteratura tibetana ed è in programma un progetto, elaborato con il governo del Bihar, per la traduzione dell'intera raccolta di testi che Rahul Sankrityayan ha portato dal Tibet.

Geshe Ngawang Samten durante il discorso di benvenuto al Central Institute of Higher Tibetan Studies, in occasione della celebrazione del Giubileo d'Oro. Sarnath, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

È stata istituita anche una scuola estiva, per consentire agli studenti di estendere la loro formazione ed è prevista l’apertura di sedi distaccate dell'Istituto in diverse parti dell'India e la formazione di nuovi insegnanti.

Geshe Ngawang Samten ha espresso un profondo ringraziamento e apprezzamento a Sua Santità per aver dato speranza a tante persone e ha manifestato la sua gratitudine verso il governo indiano, per il costante sostegno degli ultimi 50 anni. 

Sua Santità ha presentato il volume celebrativo del Giubileo d'Oro e numerose altre pubblicazioni dell'Istituto.

L'Istituto ha offerto simboli di gratitudine a Sua Santità, al Governo indiano, al Ministero della Cultura e al Kashag, nonché a Venerabile Samdhong Rinpoche e al dottor Smt Kapila Vatsyayan e lo stesso è stato fatto dagli ex alunni dell’Istituto.

Gli ex alumni dell'Istituto offrono simboli di gratitudine agli insegnanti in pensione durante la celebrazione del Giubileo d'oro del Central Institute of Higher Tibetan Studies a Sarnath, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

Il messaggio del Ministro della Cultura è stato letto dal professor Deo Raj Singh e dopo di lui ha preso la parola Khenpo Sonam Tenphel, Presidente dell'Assemblea dei deputati del popolo tibetano.

Il Sikyong Lobsang Sangay si è congratulato con CIHTS per il suo cinquantesimo anniversario a nome della Central Tibetan Administration; ha elogiato gli ex insegnanti per il loro contributo allo sviluppo dell'Istituto e si è complimentato con Geshe Ngawang Samten per la sua direzione lungimirante. Ha elogiato il venerabile Samdhong Rinpoche, per i 30 anni della sua vita dedicati completamente all'Istituto. Per quanto riguarda il futuro, Lobsang Sangay ha incoraggiato studenti e insegnanti a prestare attenzione all'esempio di Sua Santità nel promuovere i valori umani e l'armonia interreligiosa, cercando di mantenere viva la lingua, la religione e la cultura tibetana e al tempo stesso avere a cuore la protezione dell'ambiente naturale del Tibet e la rinascita dell’antica saggezza indiana qui in India.

Il Sikyong ha ricordato che, dopo l'occupazione del Tibet, i comunisti cinesi hanno tentato di annientare la religione e la cultura tibetana, uccidendo monaci e monache e distruggendo i monasteri. Pensavano di esserci riusciti, ma avevano sottovalutato gli sforzi di Sua Santità per ristabilire la Tradizione del Nalanda tra i tibetani, tra i popoli della regione himalayana e persino tra i buddhisti cinesi. Ha pregato che Sua Santità viva ancora molto a lungo, che i desideri del popolo tibetano siano esauditi e che il giorno del ritorno del Dalai Lama in Tibet arrivi presto.

Il Sikyong Lobsang Sangay durante il suo intervento al Central Institute of Higher Tibetan Studies. Sarnath, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

L'ex Governatore del Sikkim, il dottor BP Singh, ha ricordato con nostalgia il periodo trascorso all'Istituto negli anni Novanta. Ha elogiato le due qualità che l'Istituto incoraggia negli studenti: una vita semplice e un pensiero elevato.

Quando Sua Santità è stato invitato a parlare, ha detto di non voler usare il suo inglese impreciso, ma il bellissimo dialetto del Tibet centrale e ha invitato Thupten Jinpa a tradurre per lui.

"Oggi è il primo giorno del 2018 e anche se la data è solo una convenzione umana, ci invita a riflettere su come usiamo il nostro tempo. Dovremmo affrontare il nuovo anno con uno spirito nuovo, non andare avanti come prima. Dobbiamo cambiare. Un nuovo anno offre una nuova opportunità. Prenderne atto è qualcosa che solo gli esseri umani possono fare, grazie alla nostra intelligenza. Dobbiamo trovare una nuova risposta al mutare dei tempi”.

"Un altro aspetto importante, poiché ci troviamo in un centro di studio, è cogliere l'occasione per scuotere i nostri cervelli e non fissarci su un unico punto di vista. Dobbiamo tener conto di tutte le diverse angolazioni. Dobbiamo combinare i mezzi abili mezzi dell'intelligenza con la compassione e la gentilezza”.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge al pubblico durante la celebrazione del Giubileo d'oro del Central Institute of Higher Tibetan Studies a Sarnath, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

"Gli oratori che mi hanno preceduto si sono espressi in modo eloquente, per cui non ho molto da aggiungere. E anche se sono fisicamente qui, la mia mente è già a Bodhgaya. Tuttavia, mi viene chiesto di raccontarvi una storia che mi è stata ricordata stamattina”.

"Nel 1956, il Partito comunista cinese istituì un Comitato preparatorio. I suoi membri avevano visitato vari villaggi e osservato che gli abitanti dovevano imparare ad applaudire in momenti prestabiliti. Oggi anche noi abbiamo applaudito molto. In passato, però, in Tibet, battevamo le mani per disperdere le forze negative. Ricordo che quando un piccolo gruppo di tedeschi visitò Lhasa, la popolazione locale era così sconcertata dalla loro vista che tutti battevano le mani: i tedeschi pensavano si trattasse di un entusiastico benvenuto”.

"Non ho molto da dire. Stiamo tutti viaggiatori del tempo, viaggiamo attraverso gli anni, i mesi e i giorni. Ma quando, all'inizio del 2019, ci guarderemo alle spalle potremo dire di aver usato bene quest’anno? Oppure avremo qualcosa di cui rammaricarci? Meglio prepararsi a usare l'anno che sta iniziando in modo significativo, così quando guarderemo indietro, non ci saranno rimpianti, ma soddisfazione. Datevi come obiettivo quello di vivere una buona vita e l'effetto si propagherà da voi alle vostre famiglie, alle comunità e al paese intero. Solo in questo modo si realizza un reale cambiamento positivo: la trasformazione inizia dentro di noi e si propaga all’esterno. Grazie".

I monaci ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante la celebrazione del giubileo d'oro del Central Institute of Higher Tibetan Studies a Sarnath, 1 gennaio 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

Il decano dell’Istituto, il dottor RK Upadhyay, ha concluso le celebrazioni ringraziando Sua Santità e gli altri dignitari per aver partecipato a questa occasione di buon auspicio. Ha suggerito che nel cercare di realizzare la visione di Sua Santità, nel diffondere il suo messaggio di pace e compassione, si dà una speranza al mondo.

Sua Santità avrebbe dovuto volare da Varanasi a Gaya, ma la scarsa visibilità dovuta alla nebbia lo ha costretto a viaggiare in auto. E' arrivato a Bodhgaya dopo il tramonto, dove centinaia di persone lo attendevano per salutarlo, e si è ritirato subito.

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