Dalai Lama http://it.dalailama.com/ en-us Wed, 25 Apr 2018 12:35:09 +0000 Wed, 25 Apr 2018 12:35:09 +0000 Lal Bahadur Shastri Institute of Management - XXIII Cerimonia di Laurea http://it.dalailama.com/news/2018/lal-bahadur-shastri-institute-of-management-xxiii-cerimonia-di-laurea Sun, 22 Apr 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/lal-bahadur-shastri-institute-of-management-xxiii-cerimonia-di-laurea Nuova Delhi, India - Al suo arrivo al Lal Bahadur Shastri Institute of Management (LBSIM) di Dwarka (un sobborgo di Nuova Delhi) Sua Santità il Dalai Lama è stato ricevuto dal Direttore, il dottor Srivastava e dal Presidente del Consiglio dei Rettori Anil Shastri. Poiché Sua Santità aveva conosciuto personalmente il secondo Primo Ministro indiano, si è avvicinato senza indugio al busto di Lal Bahadur Shastri (1904-1966), collocato su un piedistallo all’ingresso dell'Istituto, per offrire una sciarpa bianca e rendergli omaggio.

Dopo aver indossato le vesti e il copricapo accademici, Sua Santità ha partecipato alla processione accademica nell'auditorium. Sul lato del palco, si è unito al figlio di Shastri, Anil, per accendere una lampada votiva e offrire fiori davanti a un ritratto di Lal Bahadur Shastri.

Sua Santità il Dalai Lama accende una lampada votiva e offre fiori davanti al ritratto di Lal Bahadur Shastri, prima dell'inizio della Cerimonia delle lauree presso il Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo che Anil Shastri ha dichiarato aperta la Cerimonia, il professor Srivastava, direttore del LBSIM, ha tenuto un breve discorso di benvenuto e ha letto un rapporto sui risultati conseguiti dall'Istituto. E’ intervenuto poi Anil Shastri, che ha ricordato la sua amicizia con Sua Santità e il loro primo incontro, quando era ancora uno studente. Anni dopo, quando era deputato per Varanasi, Sua Santità aveva presentato uno dei suoi libri e in un'altra occasione aveva preso parte a una conferenza commemorativa in onore di Lal Bahadur Shastri. Citando Sua Santità ha detto: "Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione. Se vuoi essere felice, pratica la compassione" e ha concluso il suo discorso ricordando che Sua Santità è riconosciuto in tutto il mondo come una grande guida spirituale.

Ha avuto inizio quindi la cerimonia formale di consegna dei diplomi di laurea e mentre il professor Srivastava annunciava i nomi dei neo laureati, gli studenti sono saliti sul palco, dove Sua Santità li ha salutati affettuosamente e ha consegnato loro una medaglia e un certificato.

Sua Santità il Dalai Lama durante la cerimonia di laurea presso il Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Invitato a pronunciare la sua prolusione, Sua Santità ha esordito dicendo ad Anil Shastri che, in virtù del particolare legame che aveva con suo padre, lo considerava un fratello speciale. Ha poi salutato tutti gli altri presenti con l’abituale "Cari fratelli e sorelle".

"Inizio sempre così i miei discorsi perché credo che in realtà i 7 miliardi di esseri umani che vivono oggi su questo pianeta siano fratelli e sorelle. Siamo tutti uguali mentalmente, fisicamente ed emotivamente. Tutti noi vogliamo vivere una vita felice e gioiosa e gli scienziati, grazie alle loro ricerche e sperimentazioni, hanno dimostrato che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Quando si ha buon cuore, la salute fisica migliora, mentre se si è costantemente pieni di odio e rabbia il sistema immunitario viene danneggiato".

Sua Santità ha chiesto ai 400 spettatori se preferissero vedere un volto sorridente o accigliato e tutti hanno risposto "Sorridente".

Sua Santità il Dalai Lama durante la sua prolusione in occasione della cerimonia di laurea presso il Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Ci sono le prove", ha detto, "che la nostra natura è essenzialmente pacifica e compassionevole. Dopo tutto, la nostra vita inizia grazie all'amore e all'affetto di nostra madre”.

"Oggi, molti dei problemi che dobbiamo affrontare sono creati da noi. Perché? Perché ci sono troppa rabbia e competizione, paura e ansia. Dovremmo prestare maggiore attenzione al senso di amorevole gentilezza che costituisce la nostra natura di base. Invece, i problemi sorgono perché diamo troppo peso a differenze del tutto secondarie: nazionalità, razza, colore, fede, status sociale e, in questo paese, casta di appartenenza. Questo porta ad un senso di "noi" e "loro", che a sua volta dà luogo a divisioni e conflitti. Di conseguenza, nel nostro sistema educativo dobbiamo promuovere il senso di unità dell'umanità”.

"L'istruzione moderna è nel suo complesso orientata verso obiettivi materiali, finalizzata a esperienze sensoriali, a piaceri esteriori di breve durata, piuttosto che allo sviluppo della nostra mente principale o coscienza mentale. Le antiche tradizioni indiane avevano una conoscenza più completa del funzionamento della mente, compresa la comprensione delle emozioni e di come gestirle, e da ciò deriva la pratica dell'ahimsa motivata da karuna: la non-violenza motivata dalla compassione”.

"Le pratiche per coltivare una mente calma e stabile e la visione profonda - shamatha e vipashyana - hanno dato origine alle nozioni di sé e di assenza di un sé. Il Buddha non ha negato l’esistenza di un sé, ma ha spiegato che esiste solo come designazione sulla base del corpo e della mente. Non c'è nient'altro, a parte questo”.

I laureati ascoltano la prolusione di Sua Santità il Dalai Lama durante la cerimonia di consegna delle lauree presso il Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Oggi i fisici quantistici affermano che non esiste nulla di oggettivo. Sottolineano il ruolo cruciale dell'osservatore. Ma quando vogliamo saperne di più sull'osservatore, non hanno risposte da offrire”.

"Le antiche tradizioni indiane hanno individuato l'esistenza di emozioni positive e distruttive, sottolineando che le seconde sono la causa di qualsiasi problema. Dal momento che sorgono in relazione alla nostra mente, trattare con queste emozioni è una nostra responsabilità. Pregare Dio o il Buddha di intervenire in nostro favore non avrà alcun effetto. Ecco perché suggerisco che, così come manteniamo l'igiene fisica per motivi di salute, dobbiamo anche coltivare una sorta di igiene emotiva”.

"Un esempio è osservare quanto l’essere arrabbiati ci faccia perdere la pace della mente. Da arrabbiati non si riesce neppure a gustare il cibo che mangiamo; si può arrivare a fare del male a noi stessi. Invece sarebbe meglio prevenire o imparare a sbarazzarsi della rabbia, addestrando la nostra mente".

Sua Santità il Dalai Lama durante la cerimonia di consegna delle lauree presso il Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha spiegato che c’è stato un tempo in cui gli scienziati si occupavano esclusivamente del funzionamento del cervello umano. Ora molti di loro riconoscono il ruolo della mente, il fatto che può essere allenata e che l’allenamento modifica la neuroplasticità, produce cioè cambiamenti osservabili nel cervello.

"Questo è ciò che desidero condividere con voi", ha concluso Sua Santità.

"Come risultato del vostro impegno nello studio oggi avete conseguito la vostra laurea e mi congratulo con voi. Ma questo risultato, da solo, non vi porterà la pace interiore. Per raggiungerla vi esorto a prestare maggiore attenzione alla antica psicologia indiana, uno degli aspetti su cui l'India può dare un reale contributo nella creazione di un mondo più compassionevole".

Terminato un lunghissimo applauso, il direttore del LBSIM ha offerto a Sua Santità un omaggio in ricordo della sua partecipazione. Nell’esprimere la sua ammirazione per Lal Bahadur Shastri e il suo rammarico per la sua prematura scomparsa, Sua Santità ha aggiunto: "Anche se non è più fisicamente tra noi, stiamo mantenendo vivo il suo spirito".

Il Presidente del Consiglio dei Rettori Anil Shastri, in qualità di Direttore del LBSIM, offre a Sua Santità il Dalai Lama un targa ricordo della sua visita, a conclusione della cerimonia delle lauree al Lal Bahadur Shastri Institute of Management di Nuova Delhi, India, 23 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo una serie di fotografie ricordo, insieme ai diversi gruppi di laureati riuniti sul palco insieme ai docenti, si è tenuto un pranzo, al termine del quale Sua Santità ha fatto ritorno al suo albergo.

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Discorso presso il Nehru Memorial Museum and Library Auditorium http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-presso-il-nehru-memorial-museum-and-library Sat, 21 Apr 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-presso-il-nehru-memorial-museum-and-library Nuova Delhi, India - Prima della conferenza pubblica del mattino, durante un incontro privato con persone interessate all'etica secolare Sua Santità il Dalai Lama ha detto:

"Il nostro vero obiettivo è capire come aiutare i 7 miliardi di persone che vivono su questo pianeta a cambiare il modo in cui affrontano le proprie emozioni e raggiungere la pace interiore. Concentrarsi solo sullo sviluppo materiale e accumulare armi sempre più potenti non fa che creare paura. Le antiche tradizioni indiane, che insegnano come sviluppare una mente calma (shamatha) e l'intuizione (vipashyana), includono metodi per trasformare le nostre emozioni; metodi che sono rilevanti quando, come oggi, il mondo sta attraversando una crisi emotiva”.

"I bambini piccoli non si curano delle differenze di nazionalità, di fede o di razza. Finché i loro compagni sorridono, giocano insieme e sono contenti. Sembra che è solo quando cresciamo, nel corso della nostra istruzione, che iniziamo a concentrarci su differenze secondarie tra le persone e ciò crea unicamente problemi. Questo fatto non riguarda solo alcune persone o una parte del mondo: guardate il settarismo tra i buddhisti tibetani, che hanno dimenticato non solo di essere un tutt’uno come esseri umani, ma anche come buddhisti”.

"L'educazione, attualmente focalizzata su obiettivi materiali, deve prestare maggiore attenzione al nostro mondo interiore, alla mente. Ecco perché sono impegnato a cercare di far rivivere le antiche conoscenze indiane, qui e ora e in modo laico, così come si èinsegnato a praticare lo yoga senza tutti i suoi orpelli spirituali. Ma mentre si coltivano shamata e vipashyana, è necessario coltivare anche di un senso di altruismo perché renderà queste pratiche più efficaci".

Il palco dell’auditorium del Nehru Memorial Museum and Library durante il discorso di Sua Santità il Dalai Lama a Nuova Delhi, India, 22 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Un breve tragitto attraverso i viali alberati di Nuova Delhi ha portato Sua Santità al Nehru Memorial Museum and Library dai giardini della Teen Murti House, ex residenza di Jawaharlal Nehru, primo Primo Ministro dell'India indipendente. Qui il Dalai Lama è stato ricevuto da Shakti Sinha, direttore della Biblioteca, e da Virendra Gupta a nome di Antar Rashtriya Sahayog Parishad (ARSP), organizzatori dell'evento.

All'interno dell'auditorium, il giornalista e fotografo Vijay Kranti ha dato il benvenuto a Sua Santità e lo ha presentato a un pubblico di circa 300 persone. Nella sua breve introduzione, Shakti Sinha ha detto che i tibetani hanno mantenuto vive le tradizioni delle università indiane di Taxila, Nalanda, Odantapuri e così via, tradizioni la cui essenza è che la compassione può essere sviluppata nella pratica.

"Fratelli e sorelle, sono estremamente felice di avere questa opportunità di confrontarmi con voi. Grazie per avermi invitato". Con queste parole Sua Santità ha iniziato il suo discorso sul ruolo della cultura e dell'etica nella promozione della pace e dell'armonia. "La cultura si sviluppa a partire dallo stile di vita delle persone, che è spesso influenzato da fattori come il clima. Tra le grandi civiltà del passato, tra cui quelle dell'Egitto e della Cina, l'India sembra aver prodotto i pensatori e praticanti spirituali più brillanti. Sono uno studente della tradizione del Nalanda e ho notato che maestri come Nagarjuna, Chandrakirti, Buddhapalita e Bhavaviveka erano grandi pensatori e filosofi, così come Dignaga e Dharmakirti erano grandi medici.

Sua Santità il Dalai Lama al Nehru Memorial Museum and Library Auditorium di Nuova Delhi, India, 22 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Nell'VIII secolo, l'imperatore tibetano invitò in Tibet Shantarakshita, allora massimo studioso del Nalanda. Insieme al suo studente principale, Kamalashila, introdussero il Buddhismo della tradizione del Nalanda, dando la massima enfasi all'uso della ragione".

"Il fisico nucleare indiano Raja Ramana una volta mi disse che le idee alla base della fisica quantistica sembrano essere nuove, ma che le conclusioni a cui giungono si possono trovare già negli scritti di Nagarjuna. Per il suo approccio logico, considero il Buddha non solo un maestro spirituale, ma anche un grande pensatore, uno scienziato".

"Oltre a ciò che ha scoperto riguardo alla realtà, il Buddha ha sottolineato l'importanza della gentilezza e della compassione, spiegando questo tipo di consapevolezza può essere estesa a tutti gli esseri senzienti. Ciò che ha insegnato rimane rilevante nel mondo contemporaneo. Anche prima del Buddha, la ricca cultura indiana comprendeva pratiche per sviluppare una mente calma e la visione profonda, pratiche che egli stesso coltivò durante i sei anni in cui visse da eremita".

Alcune delle oltre 300 persone presenti al Nehru Memorial Museum and Library Auditorium di Nuova Delhi per ascoltare Sua Santità il Dalai Lama. 22 aprile 2018, foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha espresso ammirazione per la tradizionale armonia e tolleranza che ha permesso a tutte le maggiori religioni del mondo di convivere in India pacificamente. Ha inoltre elogiato l'antica tradizione dell'India della non-violenza, ahimsa, basata su una motivazione compassionevole, karuna. L'approccio secolare dell'India, che dimostra rispetto per tutte le tradizioni religiose e anche per le opinioni di coloro che non hanno alcuna fede, deriva dai valori fondamentali di ahimsa e karuna.

"A differenza della non-violenza, la guerra appartiene a un tempo che è ormai passato. In quest'epoca di democrazia dobbiamo rispettare i diritti di tutti. Il mondo appartiene ai suoi 7 miliardi di abitanti. In passato, le comunità e le nazioni potevano prosperare isolate, ma ora dipendiamo gli uni dagli altri. Anche di fronte a sfide come il cambiamento climatico dovremmo lavorare insieme. Le cose stanno cambiando. Sulle montagne tibetane c'è meno neve. Anche a Dharamsala, dove eravamo abituati a forti nevicate, ora cadono solo pochi fiocchi. La conseguenza sarà una grave carenza di acqua”.

"Tali mutamenti si manifestano anche in Africa, dove già esiste un divario enorme tra ricchi e poveri. Questa disparità, che vediamo anche nella cosiddetta Cina socialista, riflette una intrinseca mancanza di preoccupazione per il benessere degli altri. Questa situazione si risolverà solo quando cominceremo a riconoscere l'unicità dell'umanità. Siamo animali sociali e prenderci cura degli altri è il modo migliore per soddisfare i nostri interessi. Questo genere di altruismo ci assicura più amici e ci garantisce persino una salute migliore. Se siete onesti e sinceri, guadagnerete la fiducia degli altri e la loro vera amicizia”.

Sua Santità il Dalai Lama al Nehru Memorial Museum and Library Auditorium di Nuova Delhi. 22 aprile 2018, foto di Tenzin Choejor

"Il nostro mondo ha bisogno di ahimsa, karuna e secolarismo, ma non li otterremo semplicemente con le preghiere. Dobbiamo agire. Concentrata sugli obiettivi materiali, l'educazione moderna deve incorporare la non-violenza e la compassione, così come un'ampia comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni. Così come abbiamo imparato a curarci della nostra igiene fisica, abbiamo bisogno di coltivare una analoga igiene delle emozioni per avere mente e corpo sani. Credo che solo l'India possa combinare la conoscenza della mente e delle emozioni della sua tradizione millenaria con un'educazione materialistica moderna".

Nelle sue risposte alle domande del pubblico, Sua Santità ha sottolineato che l’approccio materialistico alla vita si concentra esclusivamente sul piacere sensoriale, che è di breve durata, piuttosto che sulla pace della mente.

Ha ribadito la sua solidarietà per la difficile situazione dei musulmani Rohingya in Birmania e il suo invito ai buddhisti birmani di ricordare il volto del Buddha, quando provano ostilità nei loro confronti.

Una partecipante all’incontro rivolge a Sua Santità il Dalai Lama una domanda, durante la conferenza al Nehru Memorial Museum and Library Auditorium di Nuova Delhi, India, 22 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Invitato a esprimere il suo parere sulla disuguaglianza di genere, Sua Santità ha dichiarato che, in un momento in cui la promozione dell'amore e della compassione è così urgente, sicuramente più donne dovrebbero assumere ruoli di leadership. Ha ricordato che il suo primo maestro di gentilezza e compassione è stata sua madre e ha fatto notare come, per quasi tutti noi, la prima persona a mostrarci affetto è stata nostra madre. Ha osservato che nel nostro mondo interdipendente l'uso della forza è inefficace e obsoleto, motivo per cui dobbiamo fare del XXI secolo un'era di dialogo.

Ha ricordato lo choc con cui i colleghi Premi Nobel per la Pace hanno ascoltato, a Roma, la descrizione di ciò che sarebbe accaduto se le armi nucleari fossero state effettivamente utilizzate. I risultati stimati erano così terribili che il Dalai Lama all'epoca suggerì di fissare un’agenda per liberare il mondo da questi orribili armamenti e tenere sotto osservazione i paesi che ne disponevano. C'è stato accordo unanime, ma alla fine non è successo nulla. Sua Santità ha ripetuto che se il nostro obiettivo è la creazione di un mondo più pacifico, la guerra è irrealistica, solo la non-violenza può avere successo.

Il Segretario Generale dell'ARSP, Shyam Pasande, ha ringraziato Sua Santità che ha lasciato il palco, salutando tutti prima di rimettersi in viaggio, compreso un gruppo di tibetani che si è riunito per vederlo. A fine mattinata il Dalai Lama è rientrato in albergo.

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Sua Santità il Dalai Lama accoglie con favore i passi verso il disarmo nucleare http://it.dalailama.com/news/2018/sua-santità-il-dalai-lama-accoglie-con-favore-i-passi-verso-il-disarmo-nucleare Sat, 21 Apr 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/sua-santità-il-dalai-lama-accoglie-con-favore-i-passi-verso-il-disarmo-nucleare Nuova Delhi, India - Accolgo con favore l'annuncio della Corea del Nord riguardo alla immediata sospensione dei test nucleari e missilistici. Sono particolarmente incoraggiato dal fatto che questo passo avvenga nel contesto degli sforzi volti a raggiungere un accordo attraverso il dialogo.

Mi auguro che l'imminente incontro tra i due leader coreani, seguito da un vertice con il Presidente degli Stati Uniti, possa svolgersi in uno spirito di amicizia, compromesso e trasparenza, che consenta di risolvere le controversie del passato. Sono ottimista sul fatto che questi colloqui porteranno alla creazione di un clima di fiducia tra le due Coree e che condurranno alla fine alla denuclearizzazione della penisola coreana.

Tale processo, se coronato dal successo, rappresenterà un modello per un approccio umano alla pace in quella regione e avrà un profondo impatto sull'eliminazione delle armi nucleari in tutto il mondo.

Come sostenitore dichiarato della smilitarizzazione in tutto il mondo e dell'eliminazione di tutte le armi nucleari, spero che questi sviluppi positivi contribuiscano agli sforzi messi in atto per eliminare queste armi terribili e garantire una pace autentica e duratura nel nostro mondo.

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Udienza pubblica con visitatori da tutto il mondo http://it.dalailama.com/news/2018/udienza-pubblica-con-visitatori-da-tutto-il-mondo Sun, 15 Apr 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/udienza-pubblica-con-visitatori-da-tutto-il-mondo Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Questa mattina, Sua Santità il Dalai Lama era di buon umore quando ha lasciato la sua residenza e ha salutato gli oltre 1500 visitatori provenienti da 68 paesi che si lo attendevano nel cortile del Tempio Tibetano Principale. Ha stretto la mano ad alcuni, scherzato e scambiato qualche parola con altri. Lentamente si è fatto strada lungo il cortile, fermandosi per alcune foto di gruppo, prima di sedersi sotto il portico del tempio.

Sua Santità il Dalai Lama saluta la folla di oltre 1500 persone riunita nel cortile del Tempio Tibetano per ascoltarlo. Dharamsala, India, 16 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Da tempo penso che quando si riuniscono qui fratelli e sorelle di paesi diversi"  ha esordito "non sia semplicemente per vedermi. Voglio dimostrare quanto sia brillante il mio cervello parlando con voi”.

"Noi buddhisti preghiamo per il benessere di tutti gli esseri senzienti, ma dobbiamo pensare a qual è il vero significato di questa azione. Se pensiamo agli animali, agli insetti o ai pesci, non c'è molto che possiamo fare per loro, a parte pregare. Tuttavia, gli altri 7 miliardi di esseri umani su questo pianeta sono come noi. Hanno lo stesso tipo di cervello che abbiamo noi. Sono gli unici che possiamo realisticamente aiutare”.

"Gli scienziati dicono che la natura umana è essenzialmente compassionevole, il che è positivo perché diversamente non ci sarebbe speranza. Inoltre, gli scienziati hanno osservato che la rabbia, la paura e l'odio costanti indeboliscono il nostro sistema immunitario, mentre avere un cuore compassionevole è molto meglio anche per la nostra salute. Ecco perché è importante usare il cervello per promuovere questi valori”.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge alla folla di turisti provenienti da oltre 68 paesi riuniti presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 16 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"I bambini piccoli non prestano attenzione alle differenze di nazionalità, di cultura o di confessione religiosa. Se i loro compagni sorridono, ci giocano insieme. Il nostro sistema educativo e sociale sembra cambiare questa situazione e mentre cresciamo impariamo a fare distinzioni in base alla provenienza e alla cultura delle persone. Qui in India, per esempio, esiste il cosiddetto sistema delle caste ed è giunto il momento di riconoscere che la costituzione indiana conferisce a tutti i cittadini pari diritti, per cui non c'è spazio per la discriminazione sulla base della casta: siamo tutti fratelli e sorelle”.

"Oggi il mondo si trova ad affrontare una crisi di emozioni e credo che l'antica conoscenza indiana del funzionamento della mente possa essere di grande utilità nell'affrontarla. Quando ho iniziato a studiare questi argomenti, memorizzando i testi classici, che all’epoca non capivo, ero riluttante e pigro. Tuttavia, più tardi mi sono reso conto di quanto questa conoscenza sia preziosa per raggiungere la pace della mente. Richiede anche fiducia in se stessi e determinazione, per le quali è importante essere onesti e sinceri”.

"Mentalmente ed emotivamente noi esseri umani siamo tutti uguali. Tutti noi sperimentiamo la rabbia e l'odio, anch’io, ma abbiamo anche il potenziale per coltivare la compassione, il perdono e la tolleranza. Le emozioni distruttive si basano sull'ignoranza; in base alle osservazioni fatte da un mio amico, il terapista cognitivo Aaron Beck, i giudizi negativi derivanti dalla rabbia sono al 90% una proiezione mentale. Emozioni costruttive come l'amore e la compassione sono sostenute dalla ragione, per cui possiamo usare il nostro cervello per svilupparle e rafforzarle".

La folla ascolta Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso presso il Tempio Tibetano Principale a Dharamsala, India, 16 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Rivolgendosi a un gruppo di persone che aveva appena ultimato un corso di Buddhismo presso il Tushita, un centro di meditazione locale, Sua Santità ha consigliato di prestare attenzione alla “Guida allo stile di vita del Bodhisattva” composto dal grande maestro indiano Shantideva. Ha suggerito il sesto e l’ottavo capitolo come utili per contrastare la rabbia e l'egocentrismo, dicendo che anche le persone non buddhiste possono trarre beneficio dalla loro lettura. Ha aggiunto che la lettura ripetuta di questo libro, da quando l'ha sentito spiegare per la prima volta nel 1967, lo ha aiutato a trasformare la propria mente.

Sua Santità ha fatto notare che l'educazione moderna è orientata verso obiettivi materiali piuttosto che verso valori interiori e questo sistema ha influenzato intere generazioni. Al contrario, le antiche tradizioni indiane, anche prima dell’epoca del Buddha, avevano una sofisticata comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni, raggiunta grazie a pratiche che permettono di coltivare una mente calma (shamatha) e l’intuizione (vipashyana). Sua Santità ha detto ai presenti che anche loro potranno sviluppare le proprie qualità mentali se riusciranno  a capire il funzionamento della mente e le emozioni. Imparando ad affrontare le emozioni - ha detto - è possibile difendere la propria pace della mente e la propria forza interiore.

"Fratelli e sorelle" ha continuato "vi prego, prestate maggiore attenzione al vostro mondo interiore, imparate a contrastare le vostre emozioni negative e trasformate la vostra mente. Quando un individuo ha sviluppato la tranquillità e condivide con gli altri ciò che ha imparato, ha un reale impatto. Potreste guardare ai problemi del mondo e pensare che non c'è molto da fare. Ricordatevi invece che le persone possono fare la differenza. Coltivare qualità positive nella vita quotidiana può creare le condizioni affinché l'umanità viva più serenamente. Si tratta di un approccio pragmatico”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso ai visitatori, provenienti dall'India e dall'estero, presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India 16 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Oggi, diamo troppa enfasi alle differenze secondarie tra individui e gruppi, enfasi che porta a divisioni tra “noi” e “gli altri”. Quando ciò accade dobbiamo ricordare che l'umanità è una. Questo è uno degli aspetti che dobbiamo introdurre nell'istruzione moderna. Se vogliamo rendere questo XXI secolo diverso da quello in cui più di 200 milioni di persone sono morte a causa delle violenze, dobbiamo agire adesso. E se ci impegniamo, vedrete che nell’arco di 30 anni il mondo sarà cambiato”.

"Questo è ciò che ho da dire. Ho 82 anni, a 16 anni ho perso la libertà e a 24 il mio paese. Ho incontrato difficoltà per tutta la vita, ma ho capito che è quando siamo siamo messi alla prova che siamo davvero in grado di imparare. Attraverso la trasformazione interiore, come individui, possiamo sviluppare la pace della mente. Per ottenere un cambiamento sociale, invece, dobbiamo migliorare l'istruzione".

Rispondendo a una domanda sull’eventuale ritorno al Palazzo di Potala, Sua Santità ha affermato che è più importante lavorare per preservare la lingua e la cultura tibetana, che a sua volta ha mantenuto vive le antiche conoscenze indiane, come le tradizioni dell'Università del Nalanda. Il Dalai Lama spiegato che gli oltre 300 volumi del Kangyur e Tengyur, tutti tradotti in tibetano, contengono trattati di filosofia, psicologia e logica che continuano ad avere rilevanza e valore ancora oggi.

Domande e risposte con il pubblico, durante l’incontro del Dalai Lama con i visitatori provenienti dall'India e dall'estero presso il Tempio Tibetano Principale. Dharamsala, India, 16 aprile 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha espresso apprezzamento per chi sceglie un’alimentazione vegetariana e ha aggiunto che le cucine dei monasteri tibetani e di altre istituzioni tibetane in esilio sono in gran parte vegetariane. Tuttavia, ha spiegato anche che la tradizionale pratica dei monaci buddhisti dell'elemosina impediva loro di esprimere le proprie preferenze rispetto al cibo che veniva loro donato. Ecco perché non sono né vegetariani né non vegetariani.

Infine, al Dalai Lama è stato chiesto di chiarire cosa intendesse quando ha detto che la compassione non è un lusso, ma una necessità se vogliamo sopravvivere. Sua Santità ha ribadito che la scienza e la tecnologia hanno dato agli esseri umani un immenso potere di distruzione. Allo stesso tempo, la realtà è cambiata e le persone sono ora più interdipendenti che mai. Il cambiamento climatico, ad esempio, è una minaccia che riguarda tutti e può essere affrontata solo lavorando insieme. C'è un bisogno urgente di essere realistici e di capire che, poiché i problemi non possono essere risolti con la forza, l'unica alternativa è quella di impegnarsi seriamente nel dialogo.

"Fratelli e sorelle, pensate a come siamo tutti parte dell'umanità. Se l'umanità è in pace, saremo tutti più felici. Naturalmente, siamo tutti spinti in una certa misura dall'interesse personale. Ma c'è una differenza tra un interesse personale sciocco e limitato e uno saggio, che include anche la preoccupazione per gli altri. Grazie".

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"Grazie India 2018": il Dalai Lama e i Tibetani, dopo 59 anni di esilio http://it.dalailama.com/news/2018/grazie-india-2018-il-dalai-lama-e-i-tibetani-dopo-59-anni-di-esilio Fri, 30 Mar 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/grazie-india-2018-il-dalai-lama-e-i-tibetani-dopo-59-anni-di-esilio Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Questa mattina, il cortile dello Tsuglagkhang, il Tempio Tibetano Principale, è stato riccamente decorato: la struttura delle pensiline è stata rivestita in arancione, bianco e verde, i colori del tricolore indiano. Gli ospiti aspettavano con ansia l'apertura delle porte della residenza del Dalai Lama per poterlo vedere finalmente. Sua Santità ha percorso la corsia centrale, sorridendo e salutando con la mano, fermandosi di tanto in tanto per dare il benvenuto ai suoi ospiti. Raggiunto il podio, è stato accolto dai relatori e dai dignitari e ha preso posto, continuando a sorridere alla folla.

Sua Santità il Dalai Lama e gli ospiti d'onore al loro arrivo al Tempio Tibetano Principale per la celebrazione "Grazie India". Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Il Segretario alle Relazioni internazionali dell'Amministrazione centrale tibetana (CTA) e Presidente del comitato "Grazie India", Sonam Dagpo, ha introdotto le celebrazioni. Ha spiegato che il 31 marzo segna la data in cui Sua Santità raggiunse l'India, nel 1959, dopo essere fuggito dal Tibet. La giornata odierna dà l’avvio alla celebrazione annuale di quell'evento storico che culminerà, il prossimo anno, con le celebrazioni del 60°anniversario. Oltre a salutare Sua Santità, Sonam Dagpo ha dato il benvenuto agli ospiti d’onore, il Ministro della Cultura, del Turismo e dell'Aviazione Civile, Mahesh Sharma e al Segretario Generale Nazionale del Bharatiya Janata Party, Ram Madhav.

Alcuni artisti dell'Istituto Tibetano delle Arti dello Spettacolo (TIPA) hanno offerto un'emozionante interpretazione della canzone "Thank You India" durante le celebrazioni presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Shanta Kumar, deputato locale del Kangra, ex capo del governo e coordinatore del Forum parlamentare indiano per il Tibet, ha dichiarato che oggi è un giorno speciale. Ha ricordato che quando Sua Santità arrivò in India fu accolto come un membro della famiglia e che grazie alla sua presenza Dharamsala e Kangra si sono guadagnati un posto sulla mappa mondiale, e per questo ha ringraziato sia il Governo dell'India e sia il Dalai Lama. Ha poi espresso la speranza che le autorità cinesi cambino atteggiamento e mentalità, accogliendo nuovamente e rispettosamente il Dalai Lama in Tibet. A conclusione del suo discorso ha detto: "Quando arriverà quel giorno felice, per favore non dimenticate la gente di Kangra e dell’Himachal Pradesh".

R.K. Khrimey, coordinatore nazionale del Core Group for the Tibetan Cause, del Arunachal Pradesh, ha raccontato che quando il Sikyong, il dottor Lobsang Sangay, gli ha proposto il programma per questa celebrazione, gli ha fatto venire in mente l’idea di una marcia per la pace che ripercorresse i passi di Sua Santità dal luogo in cui attraversò il confine fino a Tawang. Ha poi intrattenuto i presenti con i racconti della lunga marcia, attraverso i valichi montani, e degli alberi miracolosi incontrati lungo il cammino.

R.K. Khrimey, coordinatore nazionale del Core Group for the Tibetan Cause durante il suo discorso in occasione della celebrazione “Grazie India”. Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Poi è stato invitato a farsi avanti Naren Chandra Das, l'ultimo sopravvissuto dei sette militari dell’Assam Rifles che accolsero e scortarono il Dalai Lama appena varcato il confine dell’India nel 1959. Sua Santità ha abbracciato con affetto l’ormai anziano ex soldato.

Successivamente, è stato presentato il nuovo libro di Sonam Wangchuk Shakspo intolato “Kushok Bakula Rinpoche: l'architetto del moderno Ladakh".

Sua Santità il Dalai Lama abbraccia Naren Chandra Das, l’ultimo sopravvissuto dei fucilieri dell’Assam Rifles che lo accolsero e scortarono al confine indiano nel 1959. Dharamsala, India 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Satyavrat Chaturvedi, politico del Congresso e membro del Rajya Sabha, in rappresentanza del Madhya Pradesh, ha descritto il programma della giornata come un'opportunità unica per esprimere i propri sentimenti. Ha detto che, da quando la tradizione del Nalanda è stata stabilita in Tibet, le relazioni tra India e Tibet sono fiorite e che esiste un'amicizia profonda e secolare tra i due popoli. Ha dichiarato che Sua Santità, e i tibetani che lo seguirono, non erano rifugiati, ma ospiti. "Siamo felici di avere il Dalai Lama tra noi, ma vogliamo che egli possa un giorno tornare in patria, con la certezza di poter tornare a trovarci sempre, ogni volta che lo vorrà”.

Le danzatrici del TIPA hanno proposto una meravigliosa performance di Bharatanatyam, una danza classica indiana tradizionalmente eseguita solo da donne.

Le danzatrici del TIPA durante l’esecuzione di una danza classica indiana, nel corso della celebrazione “Grazie India”, presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Ha preso poi la parola il Venerabile Khenpo Sonam Tenphel, portavoce del Parlamento tibetano in esilio. Ha ricordato che Sua Santità ricevette un messaggio di benvenuto in India direttamente dal Primo Ministro Nehru, non appena raggiunto il confine, nel 1959. Poco dopo, a Mussoorie, il Dalai Lama convocò il suo governo in esilio. Il 1960 vide l'inizio del processo di democratizzazione e la formazione del primo parlamento tibetano in esilio, seguito, nel 1963, dalla stesura di una nuova costituzione tibetana. Sua Santità ha curato personalmente la fondazione dei dipartimenti amministrativi, degli insediamenti e delle scuole. La sua visione è stata realizzata con il prezioso sostegno del governo e del popolo indiano. Questa gentilezza rispecchia ciò che il politico indiano Moraji Desai descrisse come l’eccezionale connessione tra il popolo indiano e quello tibetano. Khenpo Sonam Tenphel ha concluso il suo intervento ringraziando l'India per tutto quello che ha fatto per i tibetani.

Il Venerabile Khenpo Sonam Tenphel, portavoce del governo tibetano in esilio, interviene durante la celebrazione “Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

La cantante tibetana Passang Dolma ha poi incantato la folla con la sua composizione, "Ae Hind Tujko Salam".

Ospite d'onore, Ram Madhav, ha rallegrato la folla dicendo che l'India ha sempre teso a tutti la mano con cuore aperto: prima agli ebrei e ai parsi (seguaci del Mazdeismo che nell'VIII secolo lasciarono la Persia, n.d.t.) e poi ai tibetani, che così  sono riusciti a stare uniti, preservando la loro cultura e le loro tradizioni. Tutti in India hanno trovato pace e armonia. Nel frattempo, 6 milioni di tibetani in Tibet attendono il ritorno di Sua Santità. Ram Madhav ha ricordato che le forti relazioni culturali tra India e Tibet sono sbocciate grazie alla fioritura delle Università del Nalanda e di Vikramashila. "I tibetani hanno preservato la nostra antica cultura traducendola nella loro lingua", ha detto rivolgendosi al Dalai Lama "e ora, tu l'hai riportata qui ricordandoci la nostra eredità buddhista e per questo ti ringraziamo. L'India è la terra del Buddha, del Mahatma Gandhi e di Sua Santità il Dalai Lama, ma comprendiamo il tuo desiderio di vedere di nuovo la tua terra natale".

Ospite d'onore, Ram Madhav, è intervenuto alla celebrazione”Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo che gli artisti del TIPA hanno eseguito una danza ispirata alle tradizioni del Gaddi, il dottor Lobsang Sangay si è rivolto al pubblico, in tibetano e inglese. Ha esordito dicendo che questo il sessantesimo anno da quando Sua Santità ha lasciato Lhasa, capitale del Tibet. E' il sessantesimo anno dall'occupazione illegale del Tibet da parte delle forze comuniste cinesi, occupazione che ha causato la perdita di tante vite tibetane, compresi coloro che in tempi recenti hanno scelto di auto-immolarsi. Ed è anche il sessantesimo anno dall'inizio dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali tibetane. 

Il Sikyong ha ricordato ai presenti che è oggi è più difficile per un giornalista visitare e informare sul Tibet che sulla Corea del Nord e che se molti sono consapevoli delle violazioni dei diritti umani  in Siria, pochi sono a conoscenza di quelle che avvengono in Tibet.

Il dottor Lobsang Sangay durante il suo intervento nel corso della celebrazione “Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Tuttavia, è anche il sessantesimo anno di resistenza tibetana. Il Sikyong ha fatto un paragone tra la campagna del Primo Ministro Modi "Make in India" e i tibetani che sono riusciti a fiorire nuovamente in India. Lobsang Sangay ha concluso dicendo: "Il successo dei tibetani sarà il successo dell'India e oggi siamo qui per dire 'Grazie, India'".

Ricordando gli antichi legami tra India e Tibet, un altro ospite d’onore, Mahesh Sharma, ha dichiarato che non c'era bisogno ringraziare: "Voi siete nostri ospiti e siete i benvenuti. Ringraziamo Sua Santità e il popolo tibetano per aver mantenuto viva la vostra cultura e le vostre tradizioni. Il vostro desiderio di ringraziarci ci commuove profondamente".

Sua Santità ha poi offerto a Mahesh Sharma un dono commemorativo per questa occasione speciale e lo stesso ha fatto con gli altri ospiti e dignitari Lobsang Sangay.

Sua Santità il Dalai Lama porge un dono commemorativo al Ministro per la Cultura Mahesh Sharma. Tempio Tibetano Principale, Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Poi sua Sua Santità è salito sul podio.

"Come mia consuetudine, vorrei salutarvi tutti come miei fratelli e sorelle. Preghiamo ogni giorno per la felicità di tutti gli esseri senzienti, ma se davvero comprendiamo il significato delle parole che pronunciamo, dobbiamo ricordare che siamo tutti uguali come essere umani”.

"Sono fuggito dal Tibet in circostanze difficili e da allora è stato un misto di felicità e tristezza. Quando siamo arrivati qui non avevamo idea di cosa ci sarebbe successo. Oggi, a quasi 60 anni di distanza, abbiamo un'idea più chiara di ciò che il futuro può riservare. Gli altri oratori che mi hanno preceduto hanno già ricordato le relazioni speciali tra India e Tibet. Ci consideriamo studenti e gli indiani sono i nostri guru. Guardiamo all'India con rispetto e ammirazione, come alla Terra dei Nobili. C'è un forte legame tra noi”.

Sua Santità il Dalai Lama durante la celebrazione “Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"La nostra cultura in Tibet si è formata su ciò che abbiamo imparato dai maestri del Nalanda, come Shantarakshita. Sotto la sua guida abbiamo tradotto le parole del Buddha nei circa cento volumi del Kangyur e i trattati esegetici dei successivi maestri indiani negli oltre duecento volumi del Tengyur”.

"Quando penso alle cinque scienze maggiori e alle cinque minori, mi rendo conto di quanto siano importanti fra tutte la logica e l'epistemologia. Dobbiamo essere scettici, non soccombere alla fede cieca. Lo stesso Buddha ha suggerito ai suoi seguaci di non accettare ciò che diceva per fede, ma di esaminarlo attentamente come fa l’orafo quando deve saggiare l'oro. I maestri del Nalanda hanno seguito questo approccio, usando la ragione e la logica nella ricerca della verità”.

"Oggi gli scienziati ci dicono che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Allora, perché continuiamo a crearci così tanti problemi? E’ solo quando abbiamo raggiunto una più chiara comprensione del funzionamento della nostra mente e delle emozioni, quando capiamo che cosa disturba e che cosa calma la nostra mente, che siamo in grado di scoprire come vivere una vita più pacifica. Per questo credo che ciò che i grandi maestri indiani del passato hanno insegnato sia ancora di grande attualità. Gran parte di questa antica conoscenza indiana è stata trascurata. Tuttavia, dopo averne estratto l'essenza dalla letteratura che ho citato, possiamo esaminarla e utilizzarla in modo accademico. Questo è ciò che vorremmo restituire e rilanciare in India, dopo averlo preservato per secoli”.

Sua Santità il Dalai Lama durante la celebrazione “Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Per imparare a fare il miglior uso possibile del nostro incredibile cervello umano la logica, la filosofia e la psicologia dell'antica India hanno un valore inestimabile. Per noi dare un tale contributo al bene dell'umanità rappresenta un'opportunità per trasformare le avversità in benefici. Abbiamo vissuto quasi sessant'anni in esilio, ma non abbiamo sprecato il nostro tempo e lo spirito dei nostri fratelli e sorelle in Tibet è rimasto forte”.

"Quando in passato il Tibet era un paese indipendente e potente, la nostra forza d'animo era legata al nostro senso di unità. Oggi, ovunque vivano i tibetani, aspiriamo allo stesso modo a mantenere viva la nostra cultura e la nostra lingua. Non c’è alcun autocompiacimento. Dobbiamo continuare a impegnarci per scoprire i nostri limiti e imparare nei campi in cui possiamo migliorare".

"Vorrei concludere ringraziando tutti coloro che sono intervenuti oggi".

Dopo un’emozionante esibizione di canto e danza, il cui significato rappresenta l'unità del popolo delle tre province del Tibet, il Segretario all'Informazione Dhardon Sharling ha espresso i suoi ringraziamenti.

Le artiste del TIPA si esibiscono in occasione della celebrazione “Grazie India” presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 31 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo il pranzo, a base di thali vegetariano, Sua Santità si è trattenuto ancora un po’ di tempo con gli ospiti dell’evento per poi fare ritorno alla sua residenza.

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Udienza con 150 ospiti provenienti da tutto il mondo http://it.dalailama.com/news/2018/udienza-con-150-ospiti-provenienti-da-tutto-il-mondo Thu, 29 Mar 2018 23:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/udienza-con-150-ospiti-provenienti-da-tutto-il-mondo Thekchen Chöling, Dharamsala, (India) 30 marzo 2018 - "Fratelli e sorelle, sono felice di incontrare tutti voi". Con queste parole Sua Santità il Dalai Lama ha accolto stamattina, presso la sua residenza, quasi 150 ospiti provenienti da diverse parti del mondo. Una cinquantina - arrivati da Messico, Colombia, Argentina e Cile -  erano accompagnati da quattro monache buddhiste che hanno creato una piccola comunità in Messico. Un altro gruppo, di circa 90 persone, era costituito dai partecipanti a un corso di dieci giorni di introduzione al buddhismo tibetano, tenutosi presso Centro di Meditazione Tushita di Dharamsala.

"Noi 7 miliardi di esseri umani su questo pianeta siamo tutti uguali, mentalmente, fisicamente ed emotivamente" ha detto loro. "Siamo nati tutti da una madre e siamo sopravvissuti grazie alla sua gentilezza e alle sue cure. Come esseri umani siamo animali sociali e sono amore e affetto ad unirci”.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge ai suoi ospiti, provenienti da tutto il mondo e riuniti presso la sua residenza di Dharamsala (India), 30 marzo 2018. Foto della Venerabile Thubten Damchoe

"Grazie ad esperimenti condotti con i neonati, gli scienziati hanno raccolto numerose prove che suggeriscono che la natura umana di base è compassionevole. Altri risultati indicano che vivere in uno stato di rabbia e odio costanti mina il nostro sistema immunitario, mentre coltivare un atteggiamento più compassionevole in generale rafforza il nostro benessere fisico e mentale”.

"Siamo uguali nell'essere umani, ma è anche vero che le persone, in diverse parti del mondo, hanno culture diverse, per via delle differenze climatiche e ambientali che hanno portato a differenti stili di vita. Tuttavia, ovunque io abbia occasione di parlare, comincio sempre salutando i miei 'fratelli e sorelle'".

Sua Santità ha fatto poi notare che, nonostante il notevole sviluppo in molti settori, i conflitti che continuano a scoppiare in nome della religione e il fiorente commercio di armi - che sono semplicemente strumenti di morte -  rivelano una fondamentale mancanza di principi morali. Ognuno di noi, come parte della popolazione umana mondiale, ha dunque la responsabilità di contribuire a rendere il mondo un luogo più felice e più pacifico.

Rispondendo alle domande dei suoi ospiti, Sua Santità ha espresso la sua profonda ammirazione per tutte le principali tradizioni religiose. Ha fatto una distinzione tra coloro che, come i buddhisti, insegnano l'importanza del karma, assumendosi così la responsabilità delle proprie azioni, e i molti altri che hanno fede in un dio creatore. Considerare i nostri fratelli e le nostre sorelle umani come creature di quell’unico dio - ha aggiunto - è un precetto meraviglioso e potente.

Sua Santità il Dalai Lama insieme ad alcuni dei 150 ospiti provenienti da tutto il mondo, al termine dell’udienza avvenuta presso la sua residenza di Dharamsala (India), il 30 marzo 2018. Foto della Venerabile Thubten Damchoe

Per quanto riguarda il Buddhismo, il Dalai Lama ha detto che quando il Buddha lasciò la sua casa per dedicarsi alle pratiche spirituali, attinse alle tradizioni che esistevano all’epoca in India, riguardanti condotta morale, shamatha e vipashyana. Queste pratiche lo hanno guidato verso una profonda comprensione del funzionamento della mente e delle emozioni, nel contesto di una chiara visione della realtà, ovvero che nulla esiste nel modo in cui appare. Sua Santità ha sottolineato che coloro che oggi desiderano seguire il Buddha dovrebbero aspirare ad essere buddhisti del XXI secolo, basando la loro pratica non solo sulla fede, ma sulla conoscenza e la comprensione.

A Sua Santità è stata poi chiesta un’opinione rispetto al crescente nazionalismo che si sta manifestando in molti Paesi. Il Dalai Lama ha risposto ribadendo che il buon senso ci dice che dobbiamo vivere tutti insieme su questo pianeta. Che l'economia globale non è limitata dai confini nazionali e che il cambiamento climatico è una grave minaccia che riguarda tutta l'umanità. Di fronte all’urgenza di adottare una prospettiva più ampia, avere una visione nazionalistica è qualcosa di irrealistico, miope e obsoleto.

Infine, Sua Santità è stato invitata a trasmettere gli "Otto versi dell’addestramento mentale", cosa che ha fatto, recitandoli a memoria in tibetano. Ha elogiato i consigli che questo breve testo offre sull'altruismo e ha fatto notare che la strofa finale si riferisce alla saggezza che comprende la vacuità. Il Dalai Lama ha poi raccomandato ai presenti di leggere un altro libro che ha personalmente trovato di grande valore: la "Guida allo stile di vita del Bodhisattva" di Shantideva, dedicando particolare attenzione al sesto e all'ottavo capitolo che trattano della coltivazione della pazienza e della compassione.

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92° Incontro annuale dell’Associazione delle Università Indiane a Sarnath. Seconda giornata http://it.dalailama.com/news/2018/92-incontro-annuale-dellassociazione-delle-università-indiane-a-sarnath-seconda-giornata Wed, 21 Mar 2018 10:07:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/92-incontro-annuale-dellassociazione-delle-università-indiane-a-sarnath-seconda-giornata Sarnath, India - Prima di partecipare all'incontro dell'Associazione delle Università Indiane (AIU), questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha avuto una riunione con gli insegnanti dell'Istituto Centrale per gli Studi Superiori sul Tibet (CIHTS). Ha ricordato che Kapila Vatsyayan aveva fondato l'Istituto, cinquant'anni fa, per contribuire a mantenere viva la cultura tibetana. Ha osservato inoltre che, quando le persone si sono rese conto delle carenze della moderna istruzione subito è cresciuto l'interesse per le antiche tradizioni indiane. L’uso della logica e del ragionamento sviluppati nel passato oggi si ritrovano esclusivamente nella tradizione tibetana e i tibetani sono di fatto gli unici depositari dell'antica comprensione indiana del funzionamento della mente e delle emozioni.

Sua Santità il Dalai Lama durante un incontro con gli insegnanti dell'Istituto Centrale di Studi Superiori sul Tibet (CIHTS) a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Jeremy Russell

"Ho suggerito che lo studio di questi soggetti non sia più appannaggio esclusivo dei monaci e delle monache, ma sia messo a disposizione anche dei laici. Tuttavia, è difficile accoglierli nelle nostre istituzioni monastiche. Con la creazione dell'Istituto di Dialettica Buddhista e di questa istituzione è diventato più semplice per i laici e gli stranieri impegnarsi nelle nostre tradizioni di studio. I laici potrebbero, ad esempio, concentrare la loro attenzione sulla Scuola della Via di Mezzo, sulla Perfezione della Saggezza e sulla Logica e l'Epistemologia. Non ha senso che dedichino tempo e attenzione alla disciplina monastica, che è preoccupazione invece di chi ha preso l’ordinazione, o alla Conoscenza Superiore (Abhidharma), gran parte della quale, come il suo racconto della cosmologia, sta diventando difficile da sostenere (rispetto alle evidenze scientifiche, n.d.t.). Potremmo anche proporre corsi di laurea di secondo grado solo sulla Via di Mezzo, sulla Perfezione della Saggezza e sulla Logica.

"I grandi testi classici sono disponibili in tibetano, non dobbiamo affidarci al sanscrito o a qualsiasi altra lingua per leggerli e studiarli. E vale la pena ricordare anche che essere in grado di recitare in sanscrito non è importante quanto essere in grado di leggere e capire il significato”.

Sua Santità il Dalai Lama durante un incontro con gli insegnanti dell'Istituto Centrale di Studi Superiori sul Tibet (CIHTS) a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ho incontrato un tibetano, che conosce bene la Cina, che mi ha riferito che molti intellettuali cinesi sono interessati a studiare il tibetano per accedere a questi testi. Sarebbe positivo se potessimo fornire loro le strutture adatte. Poiché hanno problemi di visto quando vengono qui, potremmo prendere in considerazione la possibilità di istituire un centro di apprendimento a Bodhgaya. Sarebbe utile se la CIHTS potesse fornire assistenza in tal senso".

Terminato l’incontro con gli insegnanti, nella Sala Conferenze dell'Università, il professor PB Sharma ha dato il benvenuto a tutti. Ha chiesto ai vice rettori di riflettere su come identificare i valori, al di là della religione, che possono essere considerati universali perché applicabili a tutta l'umanità. Ha citato Sua Santità dicendo che karuna (la compassione), la verità e l'onestà sono valori che appartengono a tutti noi.

Quando Sua Santità è stato invitato a fare le prime osservazioni, ha risposto che non aveva niente di speciale da aggiungere se non che gli piaceva vedere i volti sorridenti del pubblico. Poi ha aggiunto di non vedere l'ora di ascoltare le opinioni e i suggerimenti degli altri relatori.

"Una cosa, però, che vorrei dirvi è che dormo sempre nove ore e mi alzo intorno alle 3 del mattino. Poi passo circa tre ore in meditazione, per lo più analizzando la natura del sé e indagando su dove sia l'io”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso di apertura, il secondo giorno dell'incontro dell'Associazione delle Università Indiane a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ieri non ho accennato al fatto che gli scienziati hanno trovato delle prove, grazie a esperimenti con i bambini ancora incapaci di parlare, che suggeriscono che la natura umana di base è compassionevole. Allo stesso tempo hanno dimostrato che la rabbia costante, l'odio e la paura danneggiano il nostro sistema immunitario e minano la nostra salute. Gentilezza e buon cuore, invece, la favoriscono e questo per me è un vero e proprio segno di speranza. Ho anche visto bambini palestinesi ed ebrei giocare felicemente insieme in una scuola Pestalozzi in Svizzera, senza timori o riluttanza reciproca”.

"È solo dopo aver trascorso del tempo nel sistema educativo moderno che i bambini cominciano a sviluppare il senso di un "noi" e di un "loro", per cui sembra che l'educazione reprima la nostra natura umana di base. Dobbiamo imparare a mantenere viva la nostra compassione spontanea e a estenderla e svilupparla in modo che possa abbracciare l'intera umanità. La vita moderna e l'educazione moderna sono focalizzate su obiettivi esteriori, mentre la pace della mente riguarda la mente al suo interno".

Geshe Lobsang Tenzin Negi del Centro per la Compassione, l'Integrità e l'Etica Secolare ha offerto una sintesi del “Valore e della Necessità dell'Etica Secolare nell'Educazione”. Ha ripreso l'osservazione di Sua Santità riguardo al fatto che, pur favorendo il benessere e lo sviluppo esterno, l'educazione moderna continua a trascurare lo sviluppo interiore. Ha citato il World Happiness Report rispetto all'importanza della salute mentale negli adulti, nell'infanzia, nei genitori e nell'ambiente sociale delle scuole primarie e secondarie. 

Geshe Lobsang Tenzin Negi del Centro per la Compassione, l'Integrità e l'Etica Secolare ha presentato il “Valore e la Necessità dell'Etica Secolare nell'Educazione” durante il secondo giorno dell'incontro dell'Associazione delle Università Indiane a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il dottor Girishwar Misra, vice rettore della Mahatma Gandhi International Hindi University di Wardha, Maharashtra, ha suggerito che il fine ultimo dell'educazione è l'illuminazione. Essa deve far progredire le esigenze dei singoli e della società. Ha anche suggerito un acronimo CRISP che ha spiegato corrispondere a:

Competenza
Rispetto per l'umanità
Integrità
Responsabilità sociale e rispetto per la società, e
Responsabilità professionale

Ha suggerito che queste competenze entrino al più presto a far parte del sistema scolastico e dell'istruzione.

Il professor Deepak Behra dell'Università Sambalpur ha offerto una prospettiva più antropologica sulla questione dell'educazione. Ha parlato di educatori di spicco che modellano le menti dei giovani e, forse involontariamente, trasmettono loro anche atteggiamenti competitivi ed egocentrici. Ha osservato che per avere successo, i giovani cercano di acquisire competenze, ma terminati gli studi, il fatto di ritrovarsi disoccupati li conduce alla rabbia e alla frustrazione.

Durante un breve scambio di opinioni con i vice rettori, Sua Santità ha chiarito che per igiene emotiva intende la capacità di affrontare le emozioni negative prima che diventino incontrollabili. Al Dalai Lama è stato chiesto poi il suo punto di vista sulla disparità di genere. Ha citato il Buddha, per quanto riguarda il fatto che gli uomini e le donne sono uguali, permettendo a entrambi l'ordinazione e ha aggiunto che la persistente disparità di genere è come la discriminazione tra le caste: un retaggio del feudalesimo che permane anche dopo la fine del sistema feudale. Oggi, invece, viviamo in un mondo democratico che dovrebbe essere di pari diritti per tutti.

Sua Santità il Dalai Lama durante un breve scambio di opinioni con i vice rettori il secondo giorno dell'incontro dell'Associazione delle Università Indiane a Sarnath, India, 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il Dalai Lama ha sottolineato che dobbiamo lavorare per sviluppare la compassione, e che ciò può essere fatto sulla base delle scoperte scientifiche. Ha anche chiarito che la natura di un'azione dipende dalla motivazione con cui la si compie. Perché un'azione sia positiva o costruttiva, la sua motivazione deve essere positiva, guidata anche dalla sincera preoccupazione per gli altri, e ha suggerito che dobbiamo fare uno sforzo per rinvigorire la nostra natura umana di base.

Rispondendo a un'ultima domanda su 'Buddham saranam gacchami' (prendo rifugio nel Buddha, n.d.t.), Sua Santità ha spiegato che, da un punto di vista, Buddha significa l'eliminazione di tutte le qualità negative. Poiché la natura della mente è conoscere, fino a quando la mente è afflitta dall'ignoranza, la nostra capacità di conoscere è limitata. Una volta libera dall'ignoranza, le emozioni distruttive non hanno più alcuna influenza e non c'è limite alla capacità della mente di conoscere, e questo è l'altro significato di Buddha.

Uno dei vice rettori presenti rivolge una domanda a Sua Santità il Dalai Lama, il secondo giorno dell'incontro dell'Associazione delle Università Indiane a Sarnath, UP, India, il 20 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il professor PB Sharma ha ringraziato tutti anche per la pazienza, dal momento che l'incontro è durato più del tempo che era stato stabilito e ha espresso ancora una volta la sua gratitudine a Sua Santità per la sua presenza.

Il Dalai Lama ha poi fatto ritorno all'aeroporto internazionale Lal Bahadur Shastri e si è imbarcato su un volo per Delhi. Domani, la mattina presto, tornerà a Dharamsala.

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92° Incontro annuale dell’Associazione delle Università Indiane a Sarnath. Sessione inaugurale http://it.dalailama.com/news/2018/92-incontro-annuale-dellassociazione-delle-università-indiane-a-sarnath-sessione-inaugurale Mon, 19 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/92-incontro-annuale-dellassociazione-delle-università-indiane-a-sarnath-sessione-inaugurale Sarnath, India - Era ancora buio a Delhi, questa mattina, quando Sua Santità il Dalai Lama si è imbarcato sul volo che l'avrebbe portato a Varanasi. Al momento del decollo, tuttavia, il sole era spuntato. Il vice rettore dell'Istituto centrale di studi superiori tibetani (CIHTS), Geshe Ngawang Samten, ha ricevuto il Dalai Lama al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Lal Bahadur Shastri, da dove insieme hanno raggiunto l'Istituto, a Sarnath. Studenti sorridenti “armati” di sciarpe bianche, fiori e bastoncini d'incenso lo aspettavano, dai cancelli dell'edificio fino alla residenza di Sua Santità, mentre i danzatori di Tashi Shölpa cantavano e ballavano per dargli il benvenuto. Uscito dall'auto, una giovane coppia ha chiesto al Dalai Lama di benedire il loro bambino appena nato. Nel frattempo, ragazzi e ragazze in abito tradizionale tibetano hanno offerto il tradizionale "chemar changpu".

Una giovane coppia presenta il figlio appena nato a Sua Santità il Dalai Lama per una benedizione, al suo arrivo all'Istituto Centrale di Studi Superiori sul Tibet (CIHTS) a Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Jeremy Russell

Poco prima delle dieci, il presidente dell'Associazione delle università indiane (AIU), il professor PB Sharma, e il segretario generale Furqan Qamar, insieme a Geshe Ngawang Samten, hanno accompagnato Sua Santità nella vicina sala conferenze. Una volta seduti, un gruppo di studenti ha intonato l’inno dell'istituto; poi un altro gruppo di studentesse e monache ha recitato in sanscrito il Mangalacharan, seguite da un gruppo di monaci che hanno ripetuto la stessa invocazione in tibetano, a cui si è unito anche Sua Santità.

Nel suo discorso di benvenuto, Geshe Ngawang Samten, a nome di tutti i membri dell'Università CIHTS, ha espresso profonda gratitudine a Sua Santità per aver accettato il loro invito. Ha dato il benvenuto a tutti coloro che erano presenti e ha sottolineato che questa è la prima volta che un incontro AIU ha luogo a Varanasi, presumibilmente la più antica città dell'India. Ha anche ricordato a tutti che Sarnath è il luogo in cui il Buddha ha dato il suo primo insegnamento, dopo la sua illuminazione, ed ha espresso la speranza che dalle discussioni che si svolgeranno nei prossimi tre giorni emergeranno intuizioni e idee che si tradurranno in cambiamenti concreti.

Un gruppo di studentesse e monache cantano il Mangalacharan in Sanscrito all’apertura della sessione inaugurale del 92° incontro annuale dell'Associazione delle Università Indiane al CIHTS di Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il professor Furqan Qamar, Segretario Generale dell'AIU, nelle sue osservazioni introduttive, ha ringraziato la CIHTS e il suo Vice Rettore per aver accettato di ospitare la riunione e ha aggiunto che è un vero privilegio per tutti essere alla presenza di Sua Santità il Dalai Lama. Ha osservato che il tema di quest'anno - “L'istruzione superiore in un'era di innovazione, imprenditorialità e Disruptive Technology" (un processo per cui un’impresa più piccola e con meno risorse è in grado di sfidare con successo le imprese dominanti un certo settore, n.d.t.), con un focus particolare sui valori umani in un'era di grandi mutamenti, potrebbe risultare un po' ostico per i partecipanti, ma ha aggiunto che non ci potrebbe essere un contesto migliore, né una persona migliore a guidare la conversazione.

Nelle sue osservazioni, il professor Francisco Marmolejo, specialista nell'istruzione terziaria della Banca mondiale, ha osservato che questo è un momento unico per l'India, che a breve diventerà la nazione con la popolazione di giovani più numerosa al mondo. Ha detto che è nell'interesse dell'India e del mondo intero che l'India abbia successo, perché in caso contrario anche il resto del mondo fallirà. In tale contesto, l'istruzione superiore è essenziale, così come la dignità umana. Non solo c'è bisogno di più istruzione, ma anche di un'istruzione migliore.

Nel suo ampio discorso in qualità di presidente, il professor PB Sharma ha affrontato temi analoghi: ha affermato che è necessario concentrarsi sulla qualità, la congruità e l'eccellenza, sottolineando che la perdita di valori ha provocato nelle persone una crescente avidità e un senso di disgregazione sociale. Ha citato il dottor Sarvepalli Radhakrishnan, ex Presidente dell'AIU, che sosteneva: "Il prodotto finale dell'educazione dovrebbe essere un uomo libero e creativo, in grado di lottare contro le circostanze storiche e le avversità della natura". Il professor Sharma ha poi invitato i suoi colleghi vice rettori a impegnarsi nel promuovere i valori e l'educazione nei “templi dell'apprendimento” di un'India risvegliata. "Dobbiamo quindi - ha esortato - fondere efficacemente la saggezza della nostra antica cultura con la modernità per sostenere la rinascita dell'India e riportarla alla sua importanza globale".

Sua Santità il Dalai Lama e alcuni relatori presentano  il rapporto annuale dell'AIU al 92° Incontro dell'Associazione delle Università Indiane alla CIHTS di Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità è stato invitato a presentare il rapporto annuale dell'AIU, nonché una raccolta di Occasional Papers. Poi, in qualità di ospite d’onore, gli è stato chiesto di pronunciare il discorso inaugurale. Anche se ieri, a causa della stanchezza, aveva preferito parlare restando seduto, oggi il Dalai Lama è salito sul podio.

"Stimati fratelli e sorelle... così mi piace sempre cominciare, perché sento davvero che se considerassimo i 7 miliardi di altri esseri umani come fratelli e sorelle, molti dei problemi che dobbiamo affrontare scomparirebbero. Invece pensiamo in termini di 'noi' e 'loro', il che porta solo a dei guai. Il mondo sta diventando sempre più piccolo e interdipendente; l'economia globale non ha confini; il cambiamento climatico colpisce il mondo intero. La nostra vita dipende dall'acqua, che però sta diventando sempre più scarsa. In questa nuova realtà dobbiamo trovare nuovi modi di pensare e di agire. La violenza e la guerra sono comportamenti obsoleti e devono cessare”.

"Quando nel passato gli uomini si combattevano con spade, lance o armi che ormai non si usano più, i conflitti non erano così gravi, non potevano fare troppi danni, ma oggi ci sono diverse migliaia di armi nucleari innescate e pronte all'uso”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il discorso inaugurale della 92a riunione annuale dell'Associazione delle Università indiane alla CIHTS di Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ho visitato sia Hiroshima sia Nagasaki, i due luoghi dove le armi nucleari sono state usate contro gli esseri umani e non dimenticherò mai di aver visto un orologio, le cui lancette, per metà fuse dall'intensità del calore, si erano fermate nell'istante preciso dell'attacco”.

"Alcuni anni fa, in occasione di un incontro tra i premi Nobel per la pace a Roma, abbiamo sentito parlare delle conseguenze pratiche di un conflitto nucleare di vasta portata: assolutamente terrificanti per i danni che avrebbe arrecato al mondo e alla gente. Ho quindi proposto una risoluzione per ridurre ed eliminare tali armi, fissando un calendario preciso per raggiungere questo obiettivo. Ma non è successo nulla”.

"Dovremmo riflettere sulla contraddizione insita nel fatto che se un uomo uccide un altro uomo va in prigione, ma quando un uomo è responsabile della morte di centinaia di persone, in guerra, è considerato un eroe. La violenza è il risultato della rabbia e della paura e sono questi aspetti che dobbiamo ridurre”.

Il pubblico ascolta il discorso di Sua Santità il Dalai Lama durante la 92a riunione annuale dell'Associazione delle Università Indiane alla CIHTS a Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Quando ero un giovane monaco, in Tibet, studiavo con riluttanza finché non ho iniziato a riconoscere quanto fosse preziosa la conoscenza che Shantarakshita aveva portato nel nostro paese nell'VIII secolo. Abbiamo mantenuto in vita, da allora, quanto di prezioso ci aveva insegnato la Tradizione del Nalanda e ciò ci ha permesso di sviluppare sia forza interiore e sia quella pace della mente che non dipende da fattori esterni”.

"Come ho già detto, il XX secolo ha visto grandi progressi in molti ambiti, ma è stato anche caratterizzato dalla violenza. Oggi purtroppo continua a permanere lo stesso vecchio modo di pensare: la tendenza cioé a risolvere i problemi con la forza. Ma è un modo di pensare obsoleto. Se si fosse tradotto in un beneficio generale, allora avrebbe potuto essere persino accettabile, ma non è mai stato così. Per questo motivo questo secolo dovrebbe essere un'era di dialogo, un'epoca in cui pensiamo agli altri come parte di un "noi" e in cui cerchiamo soluzioni eque ai conflitti”.

"In questo senso, l'istruzione ricopre un ruolo chiave. L’antica conoscenza indiana del funzionamento della nostra mente e delle emozioni umane ha ancora moltissimo da insegnarci e proprio come facciamo imparare ai bambini quel che c’è da sapere sull’igiene fisica, perché possano prendersi cura della propria salute, allo stesso modo abbiamo bisogno di imparare e mettere in pratica una igiene emotiva”.

Una veduta dell’aula magna dell'Istituto centrale di studi superiori tibetani durante la prolusione di Sua Santità il Dalai Lama, nel corso della 92a riunione annuale dell'Associazione delle Università indiane a CIHTS a Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha spiegato che nell'India antica le pratiche di shamatha e vipashyana, la calma e la visione profonda, hanno dato luogo ad una accurata comprensione della mente. E anche se queste pratiche sono illustrate all'interno di testi religiosi, non c'è alcuna ragione perché oggi non possano essere studiate da un punto di vista accademico. Questa comprensione della mente e delle emozioni comporta l’uso della logica e della ragione, ovvero di un approccio scientifico.

Sua Santità il Dalai Lama ha ribadito anche quanto siano ancora oggi attuali le antiche tradizioni indiane di ahimsa e secolarismo, ricordando che l'India è l'unico paese al mondo in cui tutte le principali religioni convivono fianco a fianco.

"Che il Buddha fosse un prodotto dell'antica India è qualcosa di cui tutti possiamo essere orgogliosi" ha proseguito. "Oggi dovremmo combinare l'educazione moderna con l'antica comprensione indiana del funzionamento della mente e delle emozioni. Dobbiamo fare affidamento sul buon senso e sulle scoperte scientifiche. Da più di 30 anni conduco discussioni estremamente fruttuose e di reciproco beneficio con gli scienziati. Raja Ramana mi ha detto che anche se i risultati della fisica quantistica oggi appaiono come delle novità, di fatto corrispondono fedelmente alle intuizioni che si ritrovano negli scritti di Nagarjuna, risalenti a molti secoli fa.

Sua Santità il Dalai Lama insieme ai Vice Rettori presenti al 92°Incontro annuale dell'Associazione delle Università Indiane per una foto di gruppo al termine della sessione inaugurale al CIHTS di Sarnath, India, 19 marzo 2018. Foto di Jeremy Russell

"Allo stesso modo, quando confrontiamo l'antica psicologia indiana con quella moderna, la tradizione moderna sembra essere ancora in una fase di sviluppo ancora embrionale. La pace della mente non è soltanto la base appropriata per la pace nel mondo, ma è ciò che ci consente di sfruttare appieno la nostra intelligenza. Confido che anche qui si svolgeranno discussioni serie e fruttuose. Vi ringrazio".

Il Segretario della CIHTS, RK Upadhyay, ha ringraziato e poi tutti si sono alzati in piedi per l'inno nazionale. Poi, i vice rettori si sono riuniti ai piedi del palco dove è stata scattata una fotografia di gruppo con Sua Santità, che parteciperà a un'altra sessione dell'incontro domani mattina.

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Discorso ai neo laureati della Central University dello Jammu http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-ai-neo-laureati-della-central-university-di-jammu Sun, 18 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/discorso-ai-neo-laureati-della-central-university-di-jammu Jammu, India - Ieri Sua Santità il Dalai Lama ha raggiunto in auto la città di Jammu dove innanzi tutto ha incontrato, presso l'hotel di cui è ospite, numerosi fedeli del Ladakh e dello Zanskar. Li ha salutati come vecchi amici, ricordando loro che molti studiosi e traduttori tibetani del passato hanno attraversato proprio le loro terre per raggiungere l’India e che, ai tempi di Rinchen Zangpo, Dipankara Atisha vi passò per andare in Tibet su richiesta del re di Thöling.

Sua Santità il Dalai Lama ha incontrato i pellegrini provenienti dal Ladakh e dallo Zanskar nel suo hotel a Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Jeremy Russell

"Avete mantenuto in vita le nostre millenarie tradizioni buddhiste, ma oggi dovete essere buddhisti del XXI secolo. Questo significa che dovete capire quello che il Buddha ha insegnato e per capire dovete studiare. La recita dei mantra e le preghiere non sono sufficienti. Il Buddha stesso disse ai suoi seguaci di non accettare nulla, neppure le sue parole, senza indagare ed esaminare”.

"Tutte le varie tradizioni religiose sono fonte di ispirazione, se gli insegnamenti vengono seguiti con sincerità. Per questo le rispetto e le ammiro. L'India è la prova vivente che l'armonia tra le religioni è possibile, ed è una tradizione che vi esorto di mantenere viva anche qui nello Jammu e nel Kashmir".

Concluso questo primo incontro, il Dalai lama ha raggiunto la Central University di Jammu, dove è stato l’ospite d’onore della Prima cerimonia di laurea. Al suo arrivo al Singh Gen Zorawar Auditorium è stato ricevuto dal Vice Rettore, il professor Ashok Aima, e poi è stato accompagnato nell’aula dove docenti e ospiti indossano gli abiti accademici, prima della cerimonia ufficiale nella Sala delle Cerimonie. La cerimonia è iniziata con l'inno nazionale, una preghiera cantata dagli studenti e la dichiarazione del cancelliere che la cerimonia era ufficialmente aperta. Il Vice Rettore ha letto una relazione sui risultati raggiunti dall'Università da quando è stata inaugurata, nell'agosto 2011, fino ad oggi.

Sua Santità il Dalai Lama indossa gli abiti accademici prima di prendere parte alla Prima cerimonia di laurea dell'Università Centrale di Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

I candidati che hanno conseguito il dottorato di ricerca, il master in filosofia e il diploma post-laurea sono saliti sul palco, seguiti dai diplomati delle varie scuole.

La prima Laurea Honoris Causa è stata conferita al dottor Jitendra Singh, politico con stretti legami con lo stato dello Jammu, dove è nato, e attualmente Ministro per lo Sviluppo della Regione Nord Orientale. Nel suo discorso di accettazione dell’onorificenza ha detto che quando, in passato, gli erano state offerte altre lauree honoris causa aveva sempre declinato l’invito, ma in questa occasione era felice di accettare per il suo affetto verso lo Jammu e per i suoi forti legami con l'Università. Ha aggiunto che per rafforzare ulteriormente questa istituzione è opportuno introdurre percorsi di studio specialistici e per questo raccomanda che l'Università Centrale dello Jammu istituisca un Dipartimento dedicato allo Spazio.

La seconda Laurea Honoris Causa è stata conferita al generale Nirmal Chander Vij, ex Capo dell'Esercito, che ha ringraziato con umiltà, ha ricordato agli studenti presenti che il futuro è nelle loro mani e ha dichiarato di essere fiero di appartenere allo stato dello Jammu.

Sua Santità il Dalai Lama presenta i diplomi durante la Prima Cerimonia di Laurea dell'Università Centrale dello Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo aver partecipato alla consegna delle Medaglie d'Oro e dei Certificati di Merito, il Dalai Lama è stato invitato a pronunciare il suo discorso. Ha iniziato chiedendo il permesso di parlare dal suo posto, piuttosto che dal podio, perché anche se mentalmente lucido e vigile si sentiva fisicamente stanco.

"Fratelli e sorelle, giovani studenti che avete appena conseguito la laurea: voi siete il futuro del mondo e il futuro dell'India. Spesso faccio una distinzione tra la generazione del XX secolo, a cui appartengo, e la vostra generazione del XXI secolo. Il XX secolo è stato devastato dalla violenza e dalla guerra. La domanda che ci si deve porre è se questa violenza, e persino l'uso di armi nucleari, abbiano portato a un mondo migliore. Penso che la risposta sia "no". Duecento milioni di persone, secondo alcune stime, sono morte di morte violenta. E la conclusione è che, per quanto buone possano essere le vostre motivazioni o i vostri obiettivi, se si sceglie di fare ricorso alla violenza e all'uso della forza, le conseguenze sono imprevedibili”.

"In questo XXI secolo, l'India deve contribuire a creare un'era di pace, non solo attraverso la preghiera, ma anche attraverso l'azione. Questo secolo dovrebbe essere un'era di dialogo. Esisteranno sempre delle differenze tra noi, ma cercare di risolvere i problemi con l'uso della forza non fa che innescare una reazione a catena di violenze. Lo abbiamo già visto nella crisi irachena. Considero l’ex Presidente George Bush un essere umano cordiale, per il quale nutro grande affetto. Dopo la tragedia dell'11 settembre gli scrissi, esprimendo le mie condoglianze e la speranza che qualsiasi decisione avesse adottato sarebbe stata non violenta. Ma alla fine, seppur con il desiderio di portare la democrazia in Iraq, ha dichiarato guerra a quel paese con conseguenze negative di vasta portata per l'intera regione araba".

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso alla Prima cerimonia di laurea dell'Università Centrale dello Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"L'unico modo per creare un mondo pacifico è quello di risolvere i problemi attraverso il dialogo basato sul rispetto dei diritti e delle opinioni altrui. Se non limitiamo l'uso della forza e la propagazione delle armi nucleari, il XXI secolo diventerà un secolo di disastri”.

"I 7 miliardi di esseri umani che oggi sono vivi vogliono tutti essere felici. Nessuno vuole soffrire o mettere a repentaglio la propria vita. Se ci chiediamo “com’è fondamentalmente la natura umana?” oggi ci sono scienziati che sostengono che è compassionevole; hanno dimostrato che ancor prima di sapersi esprimere a parole, i bambini manifestano una netta preferenza per chi si dimostra disponibile rispetto a chi appare ostile. E l’esperienza conferma un'altra scoperta scientifica: provare costantemente rabbia o paura distrugge il nostro sistema immunitario, mentre una mente calma e il buon cuore sono gli alleati della nostra salute. Tutti gli esseri umani iniziano la loro vita nutriti dalla gentilezza amorevole della propria madre, anche quelli che, da adulti, creano dei problemi. Che la nostra natura umana di base sia compassionevole è un segno di speranza”.

"Il sistema educativo moderno ha obiettivi in gran parte materiali e riserva poco tempo all’insegnamento dei valori umani. In passato, la trasmissione dei valori era appannaggio delle istituzioni religiose, ma oggi è giunto il momento che le istituzioni educative si occupino non solo di sviluppare il cervello, ma anche di incoraggiare il buon cuore. L'India ha una lunga tradizione di laicità e secolarismo, di rispetto per tutte le religioni; l'India ha addirittura una costituzione secolare. Lo vediamo anche qui, nello Jammu e nel Kashmir: qui indù, musulmani, cristiani e buddhisti convivono fianco a fianco. La millenaria tradizione indiana di ahimsa, motivata dalla karuna, sostiene questo approccio secolare, che è qualcosa di unicamente indiano. In un mondo in cui un miliardo dei 7 miliardi di esseri umani non hanno alcuna fede religiosa, l’approccio secolare dell'India è estremamente importante".

Il pubblico ascolta le parole di Sua Santità il Dalai Lama durante la Prima cerimonia di laurea dell'Università Centrale dello Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Mi considero uno studente del pensiero indiano antico perché, nell'VIII secolo, l'imperatore tibetano invitò in Tibet il principale maestro dell'Università del Nalanda, Shantarakshita, affinché vi stabilisse correttamente il buddhismo. L'analisi scrupolosa e l'uso della logica che Shantarakshita ci ha insegnato dimostrano che attraverso uno studio rigoroso possiamo sviluppare una mente chiara e acuta. Anche il Buddha ha sempre incoraggiato un saggio scetticismo. Non ho ricevuto un’istruzione moderna e il mio inglese è zoppicante; sono in gran parte autodidatta, ma nelle mie conversazioni e discussioni con gli scienziati contemporanei riesco sempre a esprimere il mio punto di vista e a trovare le contraddizioni in quello degli altri”.

"L'educazione moderna è molto sviluppata, ma non basta da sola a ridurre la violenza e a portare la pace. I suoi obiettivi, meramente materiali, non sono sufficienti. La competizione e la rabbia non portano la pace e noi invece abbiamo bisogno della pace, a partire dai nostri cuori. Quello che credo possa essere utile è l’integrazione nell'educazione moderna dell'antica saggezza indiana riguardante il funzionamento della mente e delle emozioni. Così come impariamo che l'igiene fisica preserva la nostra salute, dobbiamo anche adottare un senso di igiene emotiva. Gli antichi praticanti di shamatha e vipashyana, la concentrazione e l'intuizione, hanno imparato ad affrontare con successo le emozioni”.

"Se voi che appartenete al XXI secolo fate uno sforzo e riuscite a combinare elementi dell'antica conoscenza indiana con la moderna educazione, saprete dare un reale contributo alla creazione di un mondo migliore”.

Sua Santità il Dalai Lama interviene durante la Prima cerimonia di laurea dell'Università Centrale dello Jammu, India, 18 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Mi congratulo vivamente con quelli di voi che si sono laureati e hanno completato gli studi. Ora inizierà la vostra vita reale. Non sarà facile, la vita è complicata. Ma se potete essere onesti e sinceri, sarete trasparenti e in grado di usare appieno la vostra intelligenza e dare un contributo positivo al mondo".

Sua Santità ha infine lasciato l’auditorium circondato da una folla che desiderava salutarlo. Dall'Università ha raggiunto direttamente l'aeroporto per fare tappa a Delhi. Domani mattina presto arriverà a Varanasi.

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33ª Mind & Life Conference "Reimagining Human Flourishing" - Giornata conclusiva http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-giornata-conclusiva Fri, 16 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-giornata-conclusiva Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Aaron Stern è stato il moderatore della sessione conclusiva della 33 ͣ Mind & Life Conference. Non appena Sua Santità il Dalai Lama è arrivato e ha preso posto, Stern ha presentato i due relatori della giornata, Sonia Lupien e Patricia Jennings, che avrebbero parlato dei problemi che si possono incontrare in classe e delle possibili soluzioni.

Sua Santità il Dalai Lama saluta una bambina prima di entrare nel Tempio Tibetano Principale per partecipare all'ultimo giorno della Mind & Life Conference a Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sonia Lupien, dal Canada, si è presentata raccontando di essere stata un'insegnante, prima di diventare la direttrice del Center for Studies on Human Stress, e di aver cercato per molto tempo di insegnare SEL e l'etica secolare alle sue classi. Nel corso degli anni, ha notato che mentre molti, forse la maggior parte degli studenti, erano ben disposti verso questo tipo di apprendimento, altri incontravano delle difficoltà e si era sempre chiesta perché. Poi si è resa conto che, ad esempio, i genitori di una studentessa stavano divorziando, che un altro studente era stato vittima di bullismo o che la sorella di un altro era gravemente malata. Ci sono voluti 25 anni per rendersi conto che ognuno di questi ragazzini soffriva di stress.

Cercando una risposta e possibili soluzioni nella scienza, Sonia Lupien ha scoperto che quando il cervello rileva un certo livello di stress vengono rilasciati degli ormoni che, a loro volta influenzano, il cervello soprattutto per quel che riguarda in particolare l'attenzione selettiva, la facoltà con cui si distingue ciò che è rilevante, e la capacità di apprendimento più in generale. Sua Santità ha chiesto se questo problema non potesse essere trattato farmacologicamente e la Lupien ha risposto che i farmaci possono sì limitare l’attivazione di alcuni ormoni, ma al contempo influiscono su altri, compromettendo così l'equilibrio generale della salute. Ha aggiunto poi che lo stress può essere assoluto e relativo; il primo è causato da una minaccia concreta alla sopravvivenza, il secondo è qualcosa di nuovo, imprevedibile, che minaccia il senso di sé e a cui si accompagna una sensazione di perdita totale di controllo (lo stress relativo viene anche indicato con l’acronimo NUTS, ovvero Novelty, Unpredictability, Threat to the ego, Sense of control).

Sonia Lupien parla della ricerca sullo stress e dei suoi effetti sull'apprendimento, durante l'ultima giornata della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano di Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Una volta compreso che i bambini sono soggetti a stress e subiscono gli effetti dello stress dei loro genitori, sono stati messi a punto alcuni strumenti per contrastarlo. È stato sviluppato un programma chiamato DeStress for Success che permette a bambini e adolescenti di imparare cos'è lo stress, come riconoscerlo e come affrontarlo nella loro vita quotidiana. Il programma si basa su ciò che gli studenti già conoscono e fornisce loro le conoscenze per riconoscere i modi in cui lo stress colpisce il cervello e il corpo. Nelle scuole dove è stato introdotto, questo programma è riuscito a ridurre la rabbia, lo stress e la depressione. La dottoressa Lupien ha spiegato che finora 65.000 bambini hanno preso parte a DeStress e ha preso davvero a cuore l’osservazione di Sua Santità sul fatto che una piccola azione può diventare un seme che cresce.

Sua Santità ha posto diverse domande, confermando che lo stress è spesso un effetto negativo della rabbia. Ha poi chiesto se DeStress for Success fosse stato testato anche sugli adulti e si è rallegrato nel sentire che aveva dato ottimi risultati, permettendo la riduzione dello stress in generale e dello stress correlato agli ormoni. La dottoressa Lupien ha convenuto che rabbia e stress possono avere una funzione giustificabile in relazione alla sopravvivenza, ma nessuno di noi oggi giorno ne ha davvero bisogno. Richard Davidson ha osservato che alcune persone potrebbero non riconoscere di essere stressate, il che limita la loro capacità di adottare contromisure.

La dottoressa Lupien ha infine chiesto a Sua Santità se gli scienziati che lavorano con l'intelligenza artificiale un giorno potrebbero essere in grado di produrre una coscienza artificiale. Il Dalai Lama ha espresso un certo scetticismo e Davidson ha osservato che anche molti scienziati sono d'accordo.

Giornalisti e fotografi presenti durante l’ultima giornata della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Patricia Jennings ha parlato dello stress che colpisce gli insegnanti. Ha esaminato il motivo per cui le classi diventano fonte di stress per i docenti e ha scoperto che alcuni di loro sono emotivamente esausti e vivono un senso di isolamento. Il rimedio in questo caso è CARE - Coltivare la Consapevolezza e la Resilienza nell'Educazione - un programma progettato per aiutare gli insegnanti a ridurre lo stress e ridare vigore al loro insegnamento, promuovendo la consapevolezza, la presenza mentale, la compassione, la riflessione e l'ispirazione.

Ha fatto anche notare che la maggior parte degli insegnanti inizia la propria carriera con un forte senso di compassione. Attraverso CARE viene insegnato loro a monitorare il loro grado di attenzione, ad accorgersi di quando lo stress comincia ad aumentare e a prendere contromisure, come concentrarsi sul respiro per calmarsi e rispondere in modo più efficace. I risultati osservati includono una migliore regolazione emotiva degli insegnanti, una migliore atmosfera in classe e persino migliori risultati per gli studenti. La dottoressa Jennings ha sottolineato un aspetto cruciale: in questo approccio gli insegnanti non si limitano ad imparare queste capacità, ma le incarnano. Sono incoraggiati a dire alla loro classe: "Mi sento stressato e quindi farò qualcosa per calmarmi" e così facendo rappresentano per gli studenti un modello da seguire.

Patricia Jennings ha parlato dell'osservazione dello stress tra gli insegnanti nell'ultima giornata della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

La dottoressa Jennings ha anche detto che CARE è stata incorporata con successo insieme a SEL nel sistema educativo che è in fase di implementazione a Louisville, la “città della compassione” guidata dall'amico Sua Santità il sindaco Fisher. Sona Dimidjian ha parlato dell'importanza di collaborare con i giovani per aiutarli a far sentire la loro voce in modo che possano diventare una potente forza di cambiamento.

Amishi Jha ha fatto cenno a persone dell'esercito che hanno preso parte, con successo, all'addestramento all'attenzione, ma che non riescono a metterlo in pratica dopo la fine del corso e ha chiesto a Sua Santità in che modo incoraggiare le persone a portare concretamente ciò che hanno imparato nella loro vita quotidiana.

"Diffidenza, stress e paura sono tutti legati alla rabbia" ha risposto il Dalai Lama. "E la rabbia è sua volta legata a un atteggiamento egocentrico. E questo atteggiamento non cambia in qualche settimana o qualche anno. Ho 82 anni e ci lavoro da 70!. Ridurre lo stress è utile, ma superficiale; dobbiamo indagare le cause che ne stanno alla base. Nella pratica contemplativa buddhista ci sono antidoti specifici, raccomandati per specifiche emozioni negative, ma il loro effetto tende ad essere solo temporaneo. Per avere un effetto complessivo duraturo è necessario sviluppare una più profonda comprensione della realtà".

Sua Santità il Dalai Lama durante le presentazioni nell'ultimo giorno della Mind & Life Conference, presso il Tempio Tibetano Principale a Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Al tempo del Buddha le pratiche di shamatha e vipashyana esistevano già. Ciò egli che introdusse fu un nuovo approccio all'intuizione (vipashyana), una nuova comprensione della realtà che, in una certa misura, corrisponde a ciò che i fisici quantistici dicono oggi. Il Buddha ha raggiunto un'intuizione più sofisticata e profonda della condizione umana, tuttavia, come egli stesso ha osservato "Questo Dharma simile a un nettare che ho trovato è profondo e pacifico, libero dalla complessità, pura luminosità. Eppure, se dovessi insegnarlo, nessuno lo capirebbe, così rimarrò in silenzio qui nella foresta".

"Allora le persone praticavano lo shamatha, sviluppavano la concentrazione e credevano nell'esistenza di un sé indipendente, cosa che il Buddha negò. La sua nuova comprensione della realtà, ovvero che non esiste un sé così indipendente, lo portò a capire che la sofferenza è radicata nell'ignoranza e che, poiché l'ignoranza può essere eliminata comprendendo la realtà, è possibile raggiungere la cessazione della sofferenza.

"Successivamente, Nagarjuna ha spiegato che:

Attraverso l'eliminazione del karma e delle afflizioni mentali c'è la liberazione;
Il karma e le afflizioni mentali provengono dai pensieri concettuali;
Questi derivano dall'esagerazione mentale;
L'esagerazione cessa con la [realizzazione] della vacuità.

e

Desiderio, odio e confusione
Nascono completamente dalla concettualizzazione, così è detto.
Essi nascono in dipendenza da
ciò che è piacevole, ciò che è spiacevole, e dagli errori.

"Anche il suo discepolo Aryadeva ha indicato quanto è importante una chiara comprensione della realtà:

Come il senso tattile [pervade] il corpo
La confusione è presente in tutte [le emozioni disturbanti].
Superando la confusione si supereranno 
anche tutte le emozioni disturbanti.

"Comprendere la realtà, e cioé che nulla esiste indipendentemente, insieme a un senso di altruismo è qualcosa di molto potente".

Dopo una pausa per il tè, Richard Davidson ha chiesto a Sua Santità, alla luce di ciò di cui aveva già parlato, come fosse possibile sviluppare un approccio secolare alla comprensione della vacuità. Sua Santità ha risposto che, per rispondere a una simile domanda, è necessario prima fornire un quadro generale.

Richard Davidson durante l'ultimo giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Sono uno dei 7 miliardi di esseri umani che oggi sono vivi. Ognuno di noi ha la responsabilità di pensare all'umanità e al bene del mondo perché riguarda il futuro di ciascuno di noi. Non siamo nati su questo pianeta, in questo momento, per creare problemi, ma per portare qualche beneficio. Questo è un obiettivo che mi impegno a perseguire, così come cerco di promuovere l'armonia religiosa e mantenere viva la cultura tibetana perché è solo in Tibet che le tradizioni dell’Università indiana del Nalanda, con la sua profonda comprensione della realtà e del funzionamento della mente e delle emozioni, sono state preservate intatte. Siamo riusciti in questa impresa grazie allo studio rigoroso e all'impiego della logica e della ragione. Non sono interessato a fare proseliti per il buddhismo in sè, ma a mettere a disposizione di tutti le conoscenze rilevanti che può trasmettere. E sono grato per l'interesse che Mind & Life ha dimostrato negli anni".

Davidson ha concluso facendo una sintesi dei lavori presentati durante la settimana, ammettendo che gli scienziati sanno qualcosa sul cervello, ma molto meno sulla mente e che stanno imparando grazie all’interazione con le tradizioni contemplative. Ha espresso l’auspicio che Sua Santità viva a lungo e continui ad essere fonte di ispirazione.

La Presidente del Mind & Life Institute Susan Bauer-Wu nelle sue parole di ringraziamento ha riconosciuto che quella appena trascorsa è stata una settimana straordinaria, non solo per le persone presenti, ma anche per le oltre 500.000 che hanno seguito gli incontri in streaming. Ha ringraziato il Monastero di Namgyal per l’ospitalità durante gli incontri. Ha anche ringraziato gli ospiti, la facoltà, il consiglio di amministrazione e il personale del Mind & Life e i generosi donatori e sostenitori che hanno reso possibile l'incontro. Ha riservato un ringraziamento speciale al Dalai Lama Trust, in India, e al suo 'team straordinario'. Infine, ha espresso gratitudine a Sua Santità per il dono generoso del suo tempo.

La Presidente del Mind & Life Institute Susan Bauer-Wu ringrazia tutti gli organizzatori, gli ospiti e i partecipanti alla conclusione della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 16 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha risposto che lo considera un suo dovere e che è motivato da un altro dei versi di Shantideva:

Dopo aver montato il cavallo della mente del risveglio
In questo modo si evitano scoraggiamento e stanchezza,
Chi, quando conosce di questa mente che procede di gioia in gioia,
Mai cadrebbe nello sconforto?

"Sono contento di aver dato un piccolo contributo. Il tempo scorre. Se lo usiamo stupidamente, lo sprechiamo, ma se possiamo essere di servizio allora ha senso. I nostri fratelli e sorelle umani, che sono fisicamente, mentalmente ed emotivamente uguali a noi, sono quelli che possiamo effettivamente aiutare. Ecco perché una offerta sincera per garantire la lunga vita di un insegnante è quella di offrirgli l'opportunità di essere utile”.

"Fisicamente ora ci stiamo separando, ma mentalmente continueremo ad essere insieme. Ci vediamo la prossima volta".

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33ª Mind & Life Conference "Reimagining Human Flourishing" - Quarta giornata http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-quarta-giornata Thu, 15 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-quarta-giornata Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Anche questa mattina, dopo che Sua Santità il Dalai Lama è arrivato al Tsuglagkhang e ha preso posto, il moderatore della sessione, Dan Goleman, gli ha domandato come avesse dormito. Sua Santità ha risposto che si sentiva un po' stanco, ma che aveva dormito bene. "Naturalmente", ha aggiunto, "anche mentre sono addormentato, analizzo durante i sogni. Per quanto mi riguarda, infatti, un periodo di totale relax privo di pensieri è uno spreco di potenziale del nostro cervello".

Sua Santità il Dalai Lama saluta il mentre al suo arrivo per il quarto giorno della Mind & Life Conference al Tempio Tibetano di Dharamsala,, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Goleman ha informato il Dalai Lama che oggi che Robert Roeser, Matthieu Ricard e Sona Dimidjian avrebbero parlato di alcune delle ricerche in corso riguardanti l'etica e la compassione nell'istruzione. Tuttavia, prima di tutto, Goleman - riconoscendo il grande impegno di Sua Santità rispetto all’etica secolare - ha voluto chiedergli che cosa significhi e perché sia così importante per il XXI secolo.

"Il mondo sta affrontando una serie di problemi", ha risposto Sua Santità, "molti dei quali sono stati creati proprio da noi. Le persone che hanno creato problemi non erano necessariamente in grado di farlo da bambini. In realtà, gli scienziati dicono di aver dimostrato che la natura umana di base è compassionevole. Ma se è così, perché finiamo per creare tanti problemi per noi stessi?”

"Uno dei motivi è che non abbiamo una visione olistica. Vediamo le cose solo da una prospettiva ristretta. Se riuscissimo ad avere una visione più ampia, i problemi che affrontiamo non sembrerebbero poi così importanti e a quel punto saremmo meno irritati e arrabbiati, con tutto quel che ne consegue. Le persone dalla mentalità ristretta non sembrano pensare alle conseguenze del proprio comportamento. Inoltre, dobbiamo renderci conto che siamo tutti interdipendenti”.

Sua Santità il Dalai Lama all'inizio del quarto giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale a Dharamsala, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

"Il buddhismo ci insegna che le emozioni distruttive sono radicate nell'ignoranza. Non sono sostenute dalla ragione. Le emozioni positive, invece, si basano sulla ragione. Inoltre, le emozioni negative non possono coesistere con la saggezza che comprende la realtà per quella che è. Sono buddhista, ma non dico mai che il buddhismo sia l’approccio migliore; posso anche essere critico nei suoi confronti. Grandi maestri del passato come il Buddha, Maometto e Gesù Cristo, quando insegnavano sulla base della loro esperienza, non lo facevano con l'intenzione di provocare, in futuro, controversie e dispute. Non importa quanto possa sembrare attraente il buddhismo, non potrà mai rivolgersi a tutti i 7 miliardi di esseri umani che vivono oggi su questo pianeta”.

"Shantideva scrisse che qualsiasi sofferenza ci sia nel mondo è dovuta all’egocentrismo e all’egoismo. Siamo creature sociali e la nostra stessa sopravvivenza dipende dagli altri. Quando osserviamo gli effetti del cambiamento climatico ci rendiamo conto di quanto sia urgente lavorare insieme, se davvero vogliamo vivere felici. L'umanità è in pericolo. Il passato è passato, ora sarebbe meglio vivere in armonia”.

Il pubblico ascolta Sua Santità il Dalai Lama grazie agli schermi posti nel cortile del Tempio Tibetano Principale, il quarto giorno della Mind & Life Conference a Dharamsala, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Quando ci rendiamo conto che esistono delle differenze tra di noi, dovremmo trattarci reciprocamente con rispetto invece di pretendere di avere ragione. Dico spesso che questo dovrebbe essere il secolo del dialogo. Dobbiamo vivere insieme. Siamo tutti esseri umani. Dobbiamo concentrarci meno sulle differenze e impegnarci in un dialogo reciproco”.

"Quello che stiamo cercando di fare qui è educare le persone, mostrare loro che il solo modo per diventare individui felici, per vivere in famiglie e comunità felici è quello di essere più cordiali verso il prossimo. Abbiamo bisogno di più buon cuore gli uni verso gli altri. Questo modo di agire funziona persino tra gli animali: un cane mansueto ha molti compagni, quello perennemente aggressivo è solo”.

"Pensare di essere in una qualche misura speciali ci isola. Non dò troppo peso al fatto di essere il Dalai Lama, ma penso a me stesso come a un essere umano come gli altri. E quando incontro qualcuno lo saluto come un fratello o una sorella, e questo mi dà grande gioia. Shantideva ha ragione a sottolineare che l’egocentrismo, l’essere ossessionati da noi stessi, ci porta solo problemi”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo intervento, il quarto giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Se prendiamo sul serio questo atteggiamento di altruismo universale, come può esserci posto per dei nemici? I nostri veri nemici e i nemici dell'umanità sono le emozioni negative come la rabbia e l'odio. Per questo, le persone dominate da potenti emozioni negative dovrebbero essere oggetto della nostra compassione”.

"Dobbiamo apprezzare l'importanza dell'altruismo incondizionato e comprendere la realtà per quella che è. L'ignoranza è fonte di così tanti problemi che la comprensione della realtà è cruciale. Dobbiamo resistere alla nostra abituale tendenza a vedere le cose come solo tutte bianche o solo tutte nere".

Sua Santità si è poi rivolto a Dan Goleman per chiedergli se avesse parlato troppo a lungo e ridendo ha aggiunto che, pur essendo stanco, una volta aperta la bocca fa sempre fatica a smettere di parlare.

Ripercorrendo gli stadi della sua ricerca come psicologo dello sviluppo e dell'educazione, Robert Roeser ha chiesto se qualità come la gentilezza emergono spontaneamente o devono essere coltivate e se, nel corso della nostra vita, esse si modificano. Si è chiesto anche quali siano i fattori biologici che possono modificare la nostra esperienza. Ha poi illustrato diverse categorie di etica: l’etica della giustizia, l’etica della cura e l’etica della sobrietà.

Robert Roeser presenta la sua ricerca come psicologo dello sviluppo e dell'educazione il quarto giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Roeser ha concluso dicendo che fin dalla tenera età abbiamo una sensibilità morale, citando come prova il fatto che i neonati si sentono coinvolti dal pianto di un altro bambino, ma essa può richiedere del tempo per essere attivata. Purtroppo, alcune persone non sviluppano un codice morale coerente o un modo di essere nel mondo, ed è per questa ragione che rendere disponibile un’etica secolare è così importante. Gli esseri umani nascono con un seme di compassione, ma dobbiamo imparare ad estendere questo senso di compassione agli altri. Vedere gli altri in termini di "noi" e "loro" è un atteggiamento che può essere cambiato, imparando a considerarli "proprio come me".

Avere relazioni amorevoli, modelli di riferimento positivi, collaborare, impegnarsi con persone diverse da noi e comprendere la nostra comune umanità sono tra i più potenti strumenti educativi per il cambiamento.

Un breve video che mostrava alcuni bambini parlare positivamente della gentilezza e di altre qualità ha spinto Sua Santità a osservare che sappiamo tutti che i bambini desiderano avere degli amici e che il fattore principale nell’instaurare delle amicizie è saper dimostrare affetto. La rabbia allontana tutti.

I partecipanti e gli ospiti ascoltano la presentazione di Robert Roeser, il quarto giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale a Dharamsala, HP, India, il 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Come le altre creature, gli esseri umani si prendono cura dei loro figli finché non sono in grado di farlo da soli. È a quel punto, quando non hanno più bisogno di cure, che dobbiamo educarli, perché sono ancora membri della comunità, parte dell'umanità”.

"Abbiamo anche la responsabilità condivisa di impegnarci per una completa demilitarizzazione del mondo entro questo secolo. E dobbiamo ridurre l'enfasi che viene data ai confini nazionali. Noi tibetani, per esempio, non stiamo cercando l'indipendenza perché abbiamo bisogno di una connessione con i cinesi che però si può stabilire soltanto sulla base della nostra capacità di vivere nel rispetto reciproco. Quasi tutti amano la cucina cinese e i cinesi possono fornirci cibo, ma noi potremmo dare loro cibo per la mente".

Nella sua presentazione, illustrata da splendide fotografie scattate nel corso degli anni sull’Himalaya, Matthieu Ricard ha discusso il ruolo della compassione nell'etica secolare. Ha parlato dell'importanza dell'equità e di come l’essere trattati ingiustamente può condurre alla rabbia. Ha aggiunto che l'etica ci richiede di pensare agli effetti a breve e lungo termine di ciò che facciamo e che la compassione è desiderare in primo luogo per il benessere altrui, l'aspirazione ad evitare la sofferenza e a raggiungere la felicità. Ma deve essere contemporaneamente coltivata anche la saggezza che permette di comprendere le cause della sofferenza.

Matthieu Ricard ha discusso il ruolo della compassione nell'etica secolare durante la sua presentazione il quarto giorno della Mind & Life Conference al Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Matthieu Ricard ha proposto di riassumere l'etica come un’idea che sorge dal pensiero che proprio come io non voglio soffrire, così è anche per gli altri. Non si tratta solo di un insieme di regole, ma di una visione più ampia del mondo. Ha definito l'altruismo come il desiderio che gli altri possano trovare la felicità e le cause della felicità, mentre la compassione riguarda il desiderio che gli altri siano liberi dalla sofferenza e dalle cause della sofferenza. Gli effetti pratici di altruismo e compassione si traducono nella capacità di diventare consapevoli della sofferenza degli altri e nel coraggio di fare qualcosa al riguardo. Ci sono poi anche aspetti cognitivi, che implicano un'analisi delle cause della sofferenza, in particolare dell'ignoranza che è una distorsione della realtà. A queste qualità ha aggiunto l'empatia, che ha definito come risonanza affettiva con gli altri.

Dopo una pausa per il tè, Sona Dimidjian ha presentato i risultati di una breve sperimentazione fatta attraverso un’applicazione per smartphone per lo sviluppo della compassione. I partecipanti hanno utilizzato la app per diversi minuti ogni giorno, scoprendo i vantaggi della compassione e gli svantaggi della sua assenza. I partecipanti e un gruppo di controllo sono stati poi invitati ad ascoltare storie di persone in difficoltà e le loro risposte sono state monitorate, in particolare in termini di disponibilità a fornire un contributo finanziario a progetti di beneficenza. Chi aveva seguito l’addestramento alla compassione si è dimostrato più determinato nella volontà di dare un contributo, mentre i membri del gruppo di controllo sembrava incapaci di mantenere lo stesso grado di interesse.

Sona Dimidjian ha parlato dei risultati  di un breve addestramento alla compassione progettato come app per telefoni cellulari. Quarto giorno della Mind & Life Conference, Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 15 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo aver citato l'osservazione di Sua Santità  "amore e la compassione sono necessità, non lussi, senza di loro, l'umanità non può sopravvivere", la dottoressa Dimidjian ha concluso dicendo che così come il raggiungimento del benessere è una priorità della salute pubblica, altrettanto deve essere l'eliminazione dell'egoismo.

Il maltempo della mattina, cielo scuro, vento e pioggia, sono continuati anche quando Sua Santità ha lasciato il tempio per raggiungere l’auto che lo avrebbe portato alla sua residenza. Domani mattina sarà di nuovo presente per l'ultima sessione della conferenza.

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Sua Santità il Dalai Lama si congratula con Angela Merkel http://it.dalailama.com/news/2018/sua-santità-il-dalai-lama-si-congratula-con-angela-merkel Thu, 15 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/sua-santità-il-dalai-lama-si-congratula-con-angela-merkel Thekchen Chöling, Dharamsala, India, 15 marzo 2018 - In una lettera indirizzata ad Angela Merkel, Sua Santità il Dalai Lama ha espresso le sue congratulazioni per la quarta rielezione a Cancelliere della Germania.

"Lei è una leader duratura e ispiratrice", ha scritto, "che rappresenta visione e stabilità. Sono un grande ammiratore dello spirito dell'Unione Europea, che antepone il bene comune delle nazioni agli interessi locali, nonostante alcuni Paesi si siano storicamente combattuti gli uni contro gli altri. Da oltre sessant'anni in Europa prevale la pace, segno di maturità umana e motivo di gioia. Il mio sogno è che tra non molto vengano create istituzioni simili in Africa, America Latina e Asia". 

"In questi tempi di grande incertezza e turbolenza, apprezzo molto la vostra leadership che cerca di soddisfare le speranze e le aspirazioni del vostro popolo. Ammiro anche il vostro costante impegno per realizzare un mondo più pacifico e compassionevole".
 
Il Dalai Lama ha concluso la sua missiva con l'invio delle sue preghiere e dei suoi auguri.

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33ª Mind & Life Conference "Reimagining Human Flourishing" - Terza giornata http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-conferenza-mind-life-terza-giornata Wed, 14 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-conferenza-mind-life-terza-giornata Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Non appena Sua Santità il Dalai Lama ha preso posto, all'inizio del terzo giorno della Conferenza Mind & Life, Richard Davidson, moderatore di oggi, gli ha domandato per quanto tempo avesse dormito. “Nove ore" ha risposto il Dalai Lama e ha raccontato di un leader politico, che ebbe modo di conoscere nell’Arunachal Pradesh, che gli aveva rivolto la stessa domanda. Anche a lui aveva risposto di aver dormito nove ore e di essersi alzato alle 3 del mattino per meditare e per affinare la sua mente, in modo da poter meglio truffare le persone. Il politico aveva riso e aveva aggiunto che, dato che dormiva solo sei ore, ovviamente non era preparato per imbrogliare le persone.

Sua Santità il Dalai Lama racconta un episodio della sua vita all'inizio del terzo giorno della Mind & Life Conference, presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Davidson ha detto che dopo aver sentito parlare dei presupposti scientifici su cui si fonda il SEEL il primo giorno e averne visto esempi concreti ieri, la giornata odierna e quella successiva sarebbero state dedicate a conoscere nel dettaglio le componenti chiave di questi programmi. Ha poi introdotto Amishi Jha e Sona Dimidjian che avrebbero parlato di meta-consapevolezza e addestramento all'attenzione, aggiungendo che Thupten Jinpa avrebbe concluso la sessione, presentando questi argomenti da una prospettiva buddhista.

Amishi Jha si occupa di attenzione e di meta-consapevolezza. Un esempio comune è quello di qualcuno che ha intenzione di leggere un libro. Comincia a leggere, ma a un certo punto si rende conto che la mente si è distratta e di fatto non ha prestato attenzione a quello che stava leggendo. Questa realizzazione è un esempio di meta-consapevolezza, una consapevolezza esplicita del contenuto attuale della propria coscienza. L'attenzione permette la selezione di un oggetto scelto e l'elaborazione preferenziale di quell'oggetto. E' come puntare la luce di una torcia in una stanza buia: può essere spostata da una cosa all'altra e può essere indirizzata sia all'interno che all'esterno.

Amishi Jha parla di meta-consapevolezza e addestramento all'attenzione il terzo giorno della Mind & Life Conference, presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

La dottoressa Jha ha illustrato poi alcuni esperimenti che permettono di misurare il grado di attenzione e di meta-consapevolezza: in uno, vengono sovrapposte le immagini di un volto e di una casa e al partecipante all’esperimento viene chiesto di prestare attenzione all'uno o all'altra e di rispondere a delle domande. In un altro esperimento, viene proposta una noiosa serie di volti che si interrompe occasionalmente con un volto capovolto. Se il partecipante all’esperimento è attento, può premere un pulsante, per indicare di aver visto il volto rovesciato, se non lo fa dimostra che la sua mente stava vagando.

Sua Santità ha fatto notare che c'è differenza tra le categorie del pensiero mentale e della percezione. Gli animali possono avere una percezione sensoriale più nitida, ma gli esseri umani sono migliori rispetto al pensiero.

“Quando parliamo di coscienza dobbiamo distinguere tra livelli percettivi concettuali e sensoriali" ha detto il Dalai Lama. “Quando si è concentrati sul pensiero, non si presta attenzione all’esperienza percettiva. E' un aspetto su cui dobbiamo educare le persone. È necessaria una comprensione più profonda dei diversi livelli di coscienza. Se non si distingue tra i livelli sensoriali e mentali della coscienza, si crea confusione. Questo è il motivo per cui a volte sostengo che, rispetto all'antica comprensione indiana del funzionamento della mente, la moderna psicologia occidentale è a un livello molto preliminare”.

Sua Santità il Dalai Lama discute di percezione con Amish Jha durante la sua presentazione, il terzo giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Phuntsok

Amishi Jha ha osservato inoltre che la capacità di prestare attenzione è un elemento importante nell’addestramento mentale. Tuttavia, a livello ordinario, la nostra capacità di riconoscere quando la nostra mente si distrae è molto scarsa.

Sona Dimidjian ha parlato invece del suo lavoro sull’addestramento mentale in contesto clinico. Lavora in particolare per cercare di prevenire e alleviare la depressione durante la gravidanza e post-partum. In queste fasi della vita di una donna, si presta molta attenzione alla salute fisica delle madri, ma anche la loro salute mentale è importante, come dimostrano le partecipanti coinvolte nella Mindfulness Based Cognitive Therapy (MCBT).

Sona Dimidjian parla del suo lavoro sull’addestramento mentale in un contesto clinico, il terzo giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha osservato che quando qualcuno è depresso persino il paesaggio più bello non riesce a suscitare interesse. Al contrario, una persona la cui mente è in pace e che ha acquisito la calma interiore come risultato della propria pratica di compassione e comprensione della vacuità tende a non essere facilmente scoraggiata.

La dottoressa Dimidjian ha sottolineato che le persone che hanno sofferto di depressione sono ansiose di impedirne nuovamente l’insorgenza ed entusiaste all’idea di impegnarsi nell’addestramento alla consapevolezza, che significa prestare attenzione all'attività del corpo, all’attività mentale e infine ai pensieri più difficili. In questa progressione, la meta-consapevolezza implica coltivare la consapevolezza dei pensieri e dei sentimenti senza identificarsi con essi, senza distrazioni, ma con gentilezza. La meta-consapevolezza consente il rispetto di se stessi, un atteggiamento gentile, la comprensione del fatto che non siamo i nostri pensieri e la visione delle cose da una prospettiva più ampia.

Alcuni degli oltre 300 ospiti che hanno assistito alla Mind & Life Conference grazie agli schermi installati nel Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha nuovamente paragonato il benessere fisico e quello mentale. Se la vostra salute fisica è fondamentalmente buona siete resistenti alle infezioni virali. Allo stesso modo, se la vostra salute mentale è sana, pensieri o esperienze negative non abbatteranno il vostro morale. Poiché molte persone si fidano degli scienziati, questi ultimi hanno la responsabilità di aiutare la gente a comprendere l’importanza della salute sia mentale sia fisica.

Dopo una pausa di tè, Thupten Jinpa ha temporaneamente sospeso il suo ruolo di traduttore per parlare del punto di vista buddhista sull’attenzione e sulla meta-consapevolezza. Per farlo, ha scelto di citare il quinto capitolo della "Guida allo stile di vita del Bodhisattva" di Shantideva, dedicato all’attenzione discriminante. Thupten Jinpa ha fatto notare che Shantideva era interessato a fornire un quadro di riferimento per i suoi colleghi monaci in modo che potessero vivere un’esistenza basata sull'altruismo. Mentre stava per citare un'altra fonte, il Satipatthana Sutta, Sua Santità è intervenuto:

“Lo stesso Buddha è il risultato delle tradizioni indiane dell’addestramento mentale: ha trascorso sei anni praticando l’ascetismo, non solo digiunando, ma anche dedicandosi alla meditazione profonda. Si è dedicato a pratiche che all’epoca avevano già più di mille anni. Oggi mi considero un messaggero dell'antica filosofia indiana, che per molti versi è stata una tradizione ancora più grande del Buddha".

Thupten Jinpa e Sua Santità il Dalai Lama durante la presentazione dedicata al punto di vista buddhista su attenzione e meta-consapevolezza, il terzo giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Thupten Jinpa ha chiarito che nella tradizione buddhista la consapevolezza è la facoltà che permette di mantenere l'attenzione su un oggetto scelto, mentre la meta-consapevolezza implica l'osservazione dei processi in corso all'interno del corpo e della mente. Ha citato una preghiera di Shantideva:

23.
Tutti voi che desiderate proteggere la vostra mente,
vi prego a mani giunte:
mantenete consapevolezza e introspezione;
abbiate cura di entrambe, a costo della vita e del vostro corpo.

Lo scopo dichiarato è quello di proteggere i precetti etici proteggendo la mente attraverso l'applicazione della consapevolezza e della meta-consapevolezza.

Shantideva definisce la meta-consapevolezza come segue:

108.
Esaminare ancora e ancora una volta
Lo stato e le azioni del tuo corpo e della tua mente:
Solo questo, in breve, è
Il mantenimento dell'introspezione vigile.

La consapevolezza deve stare in guardia:

33.
Quando la consapevolezza è allerta come una sentinella,
come una guardia sulla soglia della mente,
allora lo sarà anche l’introspezione,
facendo ritorno quando si è distratta o allontanata.

Se proteggi la porta della mente, puoi regolare il tuo comportamento. Per avere successo due elementi sono necessari: il monitoraggio della consapevolezza e dell' auto-consapevolezza. Il primo è una condizione della consapevolezza e il secondo il suo risultato. Jinpa ha suggerito che c'è una grande opportunità per una fruttuosa collaborazione tra le tradizioni contemplative e la scienza nella coltivazione della consapevolezza e della meta-consapevolezza.

Una vista dall’alto di Sua Santità il Dalai Lama, dei partecipanti e degli ospiti del terzo giorno della Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 14 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

In una successiva discussione libera, durante la quale Sua Santità ha osservato che la consapevolezza è necessaria non solo quando si coltiva la concentrazione univoca, ma anche nel sostenere la meditazione analitica, Amishi Jha ha chiesto: "Perché la mente divaga?” Il Dalai Lama ha riflettuto un attimo e ha detto: "Una spiegazione è: perché è così” risposta che ha suscitato risate di apprezzamento. Poi però ha aggiunto che potrebbe essere anche, per esempio, il risultato dell'intelligenza e di una curiosità sempre attiva.

La sessione si è conclusa. Sua Santità è tornato alla sua residenza; domani parteciperà di nuovo alla sessione del mattino.

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33ª Mind & Life Conference "Reimagining Human Flourishing" - Seconda giornata http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-seconda-giornata Tue, 13 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/33ª-mind-life-conference-reimagining-human-flourishing-seconda-giornata Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Come è sua abitudine, anche questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha percorso a piedi la strada che conduce dalla sua residenza al Tsuglagkhang, fermandosi a parlare con le persone lungo il tragitto. Arrivato al tempio, ha innanzi tutto reso i suoi omaggi alla statua del Buddha, poi ha salutato gli ospiti che lo attendevano per partecipare alla seconda sessione della conferenza Mind & Life; ha chiesto loro se avessero dormito bene e ha aggiunto che lui aveva dormito per nove ore. Tra le persone a cui si è rivolto direttamente c’era anche il suo medico della Mayo Clinic.

Sua Santità il Dalai Lama arriva al Tempio Tibetano Principale per la seconda giornata della 33ª Mind & Life Conference - Reimagining Human Flourishing - a Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Il moderatore di oggi, Tony Phillips, ha dato il benvenuto a Sua Santità e lo ha ringraziato per il suo tempo. Ha poi anticipato che le tre presentazioni previste per la mattinata avrebbero illustrato in che modo l'educazione del cuore stia trasformando concretamente l'educazione attuale, sulla base dei consigli di Sua Santità.

Il primo relatore a prendere la parola è stata Kimberly Schonert-Reichl, che ha iniziato la sua carriera come insegnante, ma che è diventata una scienziata che oggi può vantare 30 anni di esperienza sul campo nel Social Emotional Learning (SEL) e nel Collaborative for Academic, Social, and Emotional Learning (CASEL). I bambini che hanno beneficiato dei programmi SEL hanno dimostrato di aver acquisito la capacità di comportarsi con grande gentilezza e allo stesso tempo di raggiungere notevoli risultati accademici, di saper vivere con minor aggressività e livelli di stress inferiori a quelli dei loro coetanei. In più, grazie anche alla crescente popolarità di questi programmi a livello internazionale, nel 2017 il SEL è entrato a far parte del sistema di istruzione in vigore nel 50% degli stati del Nord America, coinvolgendo così un milioni e cinquecentomila insegnanti e 25 milioni di studenti. Il risultato è che gli studenti stanno ora imparando non solo le materie tradizionali, ma anche ad affrontare le proprie emozioni.

Il moderatore Tony Phillips ha presentato Kimberly Schonert-Reichl all'inizio della seconda giornata  della 33ª Mind & Life Conference. Tempio Tibetano Principale, Dharamsala, India,13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Il programma SEL, con l'introduzione delle competenze di base, è diventato parte integrante anche dell'istruzione della provincia canadese della British Columbia. Schonert-Reichl ha parlato anche di MindUP, un programma SEL per studenti dalla scuola materna fino ai 14 anni, in cui vengono insegnate le funzioni del cervello e la pratica della gratitudine. Il monitoraggio dei progressi fatti degli studenti dimostra l’acquisizione da parte dei ragazzi di  una maggiore attenzione e un livello di stress inferiore. Anche la tendenza alla depressione diminuisce, mentre aumenta la gentilezza, la capacità di condivisione, la disponibilità e l’affidabilità. La formazione dei bambini e dei ragazzi prevede anche la spiegazione scientifica di ciò che stanno imparando e dei cambiamenti che avvengono in loro.

Riferendosi a Sua Santità come forza di cambiamento e forza per il bene nella Columbia Britannica, la professoressa Schonert-Reichl ha concluso il suo intervento esprimendo tutta la sua gratitudine.

Sophie Langri e Tara Wilkie hanno invece spiegato in che modo le cinque competenze chiave - consapevolezza di sé, auto-regolamentazione, consapevolezza sociale, capacità relazionali e processo decisionale responsabile - vengano implementate in tre domini: IO, VOI e NOI. All'interno del dominio IO si spiega che le emozioni hanno un'energia diversa: rabbia ed eccitazione, per esempio, hanno un’energia elevata che i bambini di 5 anni possono imparare a riconoscere e così imparano a identificare 15 diversi sentimenti associati con le emozioni. Imparano anche a riconoscere i loro bisogni in termini di corrispondenti valori umani e attraverso i quali possono regolare le loro emozioni. Questo è il modo in cui anche i bambini più piccoli possono essere introdotti all'alfabetizzazione emotiva/emozionale.

Tara Wilkie e Sophie Langri durante la loro presentazione, nel corso della seconda giornata della 33ª Mind & Life Conference. Tempio Tibetano Principale, Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Nel dominio “VOI” i bambini imparano che cosa sono le differenza, ma anche la risoluzione dei conflitti basata sui valori umani e non sulle emozioni. Nell’ambito “NOI” è stata aggiunta una sesta componente: il riconoscimento dell’interdipendenza. In questo contesto, i bambini imparano l'importanza della gentilezza verso se stessi e verso gli altri, facendo pratica lavorando insieme su progetti specifici.

Tara Wilkie ha mostrato poi una storia emblematica: una bambina cerca di portare a termine un compito in fretta, ma perde la pazienza e dice delle parolacce. Portata nell'ufficio del preside, continua ad essere molto arrabbiata tuttavia, quando le mostrano una tabella contenente una vasta gamma di sentimenti, è in grado di identificare i propri: rabbia, tristezza e bisogno di gentilezza. 

Un breve video della ragazzina alle prese con l’ambito del “IO” ha chiaramente dimostrato che non solo aveva appreso quanto le era stato insegnato, ma che era in grado di trarne beneficio.

Il pubblico guarda il video che fa parte della presentazione di Tara Wilke, nel corso del secondo giorno della 33ª Mind & Life Conference. Tempio Tibetano Principale, Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Il moderatore ha commentato dicendo che ciò che è stato dimostrato finora è che SEL si sta integrando pienamente nei sistemi scolastici, con la partecipazione attiva di studenti, insegnanti e genitori e che non c' è solo bisogno di educare il cuore, ma anche di educare il sistema.

“Ammiro davvero il modo in cui state attuando questi cambiamenti" ha aggiunto Sua Santità "e i risultati che si ottengono con i bambini. Penso che noi tutti 7 miliardi di esseri umani dobbiamo sviluppare un maggiore senso di “NOI”. Mi auguro che organismi internazionali come l'UNESCO adottino questi approcci. Oltre che negli Stati Uniti e in Europa, dobbiamo vederli applicati in Medio Oriente, Africa e in altri paesi. Dobbiamo condividere questa esperienza con i paesi che stanno affrontando gravi problemi”.

“Shantideva espresse questa idea in sintesi: "Se non ti preoccupi del benessere degli altri, dimentica l’Illuminazione e anche in questa vita non avrai alcuna gioia". Nella nostra vita quotidiana il buon cuore è il fattore chiave della felicità".

Sua Santità il Dalai Lama commenta le presentazioni durante il secondo giorno della 33ª Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Kimberly Schonert-Reichl ha osservato che l’Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) ha un programma “Education 2030” che mira ad aiutare i paesi a trovare risposte su quali conoscenze, abilità, attitudini e valori siano necessari agli studenti di oggi per crescere in modo positivo e plasmare il loro futuro. Richard Davidson, che collabora con l'UNESCO, ha poi presentato ai colleghi di lavoro di Delhi.

“Il conflitto tra Israele e i palestinesi riguarda tutto il Medio Oriente" ha aggiunto Sua Santità. “La maggior parte degli israeliani sono ben istruiti. Nel corso di una visita in Israele sono stato ospite di un gruppo ebraico e dunque ho potuto ascoltare il loro punto di vista, ma quando ho incontrato i palestinesi, qualche giorno dopo, ho ascoltato anche il loro e mi sono reso conto dell’enorme divario che li separa. Più tardi, ho incontrato anche un gruppo di israeliani e palestinesi che stavano lavorando per la riconciliazione, il che è fondamentale se vogliamo che vi sia la pace in quella regione. Indipendentemente da quanto potente sia Israele, queste persone devono vivere le une accanto alle altre, devono vivere insieme, quindi sarebbe meglio farlo in armonia”.

“Quando sono andato a Gerusalemme, ho notato che i quartieri israeliani erano lussureggianti e verdi, mentre le terre palestinesi erano aride. Sembra che gli israeliani siano molto efficienti nell'uso dell' acqua: sarebbe meglio se le loro competenze venissero condivise”.

Sua Santità il Dalai Lama commenta le presentazioni durante il secondo giorno della 33ª Mind & Life Conference presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

“Forse Mind & Life può fare qualcosa anche lì. Se così fosse, potrebbe essere vantaggioso per tutto il Medio Oriente".

Tara Wilkie ha risposto che SEL è stato adottato in quei territori con buoni risultati. Aaron Stern ha osservato che quello che Sua Santità aveva detto era meraviglioso, ma che voleva sapere cosa fare per l'educazione in America Centrale. Sua Santità ha risposto:

“Spesso faccio notare che l'attuale sistema educativo è troppo materialistico e focalizzato sul piacere derivante dalle coscienze sensoriali, mentre la compassione coinvolge la coscienza mentale. Ecco perché dobbiamo introdurre una migliore comprensione di come funziona la mente".

La sessione è stata poi sospesa per il tè; alla ripresa, Jennifer Knox dell'Università Emory ha parlato del suo lavoro sul Social, Emotional and Ethical Learning (SEEL), che rispetto al SEL propone la componente etica ai bambini più grandi. Ha parlato, come insegnante, artista e madre, della possibilità di coltivare le competenze di base all'interno di una struttura articolata in tre ambiti - consapevolezza, compassione e impegno - e tre dimensioni. Ha aggiunto che, oltre alle consuete competenze, ne è stata aggiunta un'altra: il riconoscimento dell’interdipendenza. Ha poi mostrato un video in cui alcuni studenti discutevano su come affrontare le emozioni, sottolineando l'importanza del fatto che essi arrivino a comprendere di avere una scelta. Ha infine ribadito la necessità di un approccio che si inserisca in una cultura della compassione.

Jennifer Knox della Emory University presenta il Social Emotional and Ethical Learning (SEEL) durante il secondo giorno della 33ª Conferenza Mind & Life presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha voluto sottolineare questo punto, ribadendo che quando parliamo di compassione dobbiamo includere anche la compassione verso noi stessi. Non si tratta di sacrificio personale, ma di comprendere la differenza tra un senso di egoismo stupido e un senso di egoismo saggio. Poiché siamo animali sociali, che dipendono gli uni dagli altri, mostrare amore e compassione verso gli altri è saggio. Sua Santità ha ricordato il suo vecchio amico Richard Moore, che a dieci anni era stato reso cieco da un proiettile nell'Irlanda del Nord. Quando riprese coscienza e scoprì di essere cieco, Moore non era arrabbiato, era solo triste perché non avrebbe più potuto vedere il volto di sua madre. Moore ha poi conosciuto il soldato che gli aveva sparato, sono diventati amici e ora lavorano insieme per il benessere dei bambini nelle zone di conflitto. Sua Santità considera Moore come il suo eroe perché ha affrontato le proprie sofferenze con compassione per gli altri.

Sua Santità il Dalai Lama parla alla fine del secondo giorno della 33ª Conferenza Mind & Life - Reimagining Human Flourishing - presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, 13 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Con la fine delle presentazioni del mattino, Thupten Jinpa ha invitato Sua Santità a suggerire quali sono i prossimi passi da attuare. Sua Santità ha risposto che non aveva molto da aggiungere se non esprimere il suo profondo apprezzamento per i programmi di cui aveva sentito parlare e la sua speranza e desiderio che continuino ad essere sviluppati e implementati.

Al termine della sessione, Sua Santità ha raggiunto il cortile del tempio dove un'auto l’attendeva per accompagnarlo alla sua residenza. Domani parteciperà alla nuova sessione del mattino.

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33ª Mind & Life Conference "Reimagining Human Flourishing" - Giornata inaugurale http://it.dalailama.com/news/2018/conferenza-mind-life-ripensare-lo-sviluppo-umano-giornata-inaugurale Mon, 12 Mar 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/conferenza-mind-life-ripensare-lo-sviluppo-umano-giornata-inaugurale Thekchen Chöling, Dharamsala, India - Questa mattina il Tsuglagkhang, il Tempio Tibetano Principale, adiacente alla residenza di Sua Santità il Dalai Lama, è stata la sede per l'apertura della Conferenza Mind & Life dedicata a "Reimagining Human Flourishing". I partecipanti, i relatori e i moderatori si sono seduti attorno ad un grande tavolo basso, posto lateralmente nell’area principale del tempio. Insieme a loro, ospiti e osservatori - 100 dal lato Mind & Life e altri 200, molti dei quali monaci e monache, invitati dal Dalai Lama Trust. Quando Sua Santità è arrivato, ha salutato diversi vecchi amici prima di prendere posto a capotavola.

Susan Bauer-Wu, Presidente dell’Istituto Mind & Life, ha esordito dando il benvenuto a tutti i presenti a questo Dialogo Mind & Life, il 33°, e il 13°organizzato a Dharamsala. Ha ringraziato Sua Santità, il Dalai Lama Trust e la Hershey Family Foundation per il loro sostegno che ha reso possibile questo evento. Nel 26°anno dalla sua fondazione, l'obiettivo del Mind & Life Institute continua ad essere quello di lavorare per eliminare la sofferenza e promuovere lo sviluppo del potenziale umano. In questa occasione in particolare, il focus è approfondire ancora una volta in che modo offrire ai giovani una buona educazione, che includa etica secolare, l'attenzione e la compassione, l'amore e il perdono: un'educazione del cuore, che tenga conto del fatto, ormai scientificamente provato, che la compassione può essere insegnata. Susan Bauer-Wu ha concluso la sua introduzione presentando a Sua Santità una copia di un nuovo libro, “Il Monastero e il Microscopio”, dedicato ai dialoghi che hanno avuto luogo a Mundgod nel 2013.

Susan Bauer-Wu, Presidente dell'Istituto Mind & Life, presenta a Sua Santità il Dalai Lama una copia de "Il Monastero e il Microscopio", il resoconto dei dialoghi che hanno avuto luogo a Mundgod nel 2013, il giorno di apertura della 33a Conferenza Mind & Life a Dharamsala, India il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Il moderatore di questa mattina, Kimberley Schonert-Reichl, ha presentato il primo relatore, Richard Davidson che ha esordito ringraziando Sua Santità per il suo tempo e per essere sempre fonte di grande ispirazione. Davidson ha poi fatto un breve resoconto del contesto storico dell’incontro, sottolineando l’importanza fondamentale di cinque dialoghi, avvenuti precedentemente, che hanno portato a quello odierno: il primo è stato il quinto dialogo Mind & Life, tenutosi nel 1995 a Dharamsala, durante il quale si discusse soprattutto di altruismo, etica e compassione. Poi c’è stato l'ottavo, sempre a Dharamsala, dedicato alle emozioni distruttive e che ha portato Dan Goleman a scrivere un libro che ha catalizzato su di esse un’attenzione del pubblico senza precedenti. In quell’incontro cruciale, ha ricordato Davidson, Sua Santità aveva consigliato ai membri del Mind & Life Institute di studiare modi pratici per coltivare una mente virtuosa e contrastare le emozioni distruttive.

La terza riunione chiave, "Investigare la mente", ha avuto luogo presso il MIT e fu altrettanto fondamentale perché fu il primo incontro pubblico in cui vennero sollevate delle domande sulla mente e sulle emozioni distruttive in un contesto scientifico. La prestigiosa rivista scientifica “Nature” vi dedicò ampio spazio, attirando l’attenzione del mondo sulla missione del Mind & Life Institute. Il quarto incontro fondamentale, incentrato sulla neuroplasticità, ha rivelato che l’addestramento della mente può cambiare il cervello, mentre il quinto, a Washington DC, ebbe come focus l'educazione di cittadini del mondo.

Richard Davidson, il giorno di apertura della 33a Conferenza Mind & Life - Reimagining Human Flourishing - presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dopo aver elencato gli argomenti che saranno discussi nel corso di questa conferenza, Davidson ha iniziato la sua presentazione, sul tema dello sviluppo della prima infanzia e dell'apprendimento sociale ed emozionale. Ha menzionato la neuroplasticità, il ruolo della genetica, i periodi "sensibili" e l'innata bontà di base nello sviluppo della prima infanzia. Ha parlato di sovrapproduzione sinaptica precoce, della formazione e modificazione della corteccia prefrontale nel contesto di una linea temporale di sviluppo cerebrale. Alcuni sviluppi possono portare alla vulnerabilità, mentre altri alla resilienza. Ha anche fatto riferimento a periodi "sensibili" nello sviluppo dell'infanzia, come la nascita, l'inizio della scuola e l'adolescenza.

Riguardo ai pensieri associati ai cambiamenti nel cervello, Sua Santità ha voluto sapere se, in un soggetto è fisicamente sano, viene prima il pensiero o il cambiamento nel cervello. Davidson ha risposto che molti scienziati sostengono che il pensiero e l'attività cerebrale co-occorrono, osservando che ciò si riferisce quella relazione tra mente e cervello su cui però sono stati fatti pochi progressi scientifici per oltre 100 anni. Questo ha spinto Sua Santità a riflettere sullo scopo dei suoi incontri con gli scienziati.

Sua Santità il Dalai ribadisce lo scopo del suo incontro con gli scienziati, il giorno di apertura della 33a Conferenza Mind & Life - Reimagining Human Flourishing - presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

“Uno scopo è quello di ampliare le nostre conoscenze. Diversi decenni di esperienza hanno dimostrato che l'antica comprensione indiana del funzionamento della mente si basa su pratiche che hanno come obiettivo quello di sviluppare concentrazione e analisi, shamatha e vipashyana, e ciò implica la conoscenza del modo - ancora oggi attuale - con cui trasformare le emozioni. D'altra parte, la scienza ha confutato la cosmologia tradizionale indiana, portandomi a respingere pubblicamente la mia fede nel Monte Meru quale centro dell'universo”.

“Tuttavia, poiché la scienza sta solo iniziando a indagare sulla mente, credo che l'antica conoscenza indiana possa dare un contributo importante e far convergere questi due approcci. Nel 1979, nel corso di alcuni colloqui a Mosca, gli scienziati riconobbero senza esitazione l’esistenza delle cinque coscienza sensoriale, ma respinsero l’idea di una coscienza mentale, considerandola di mero interesse religioso”.

“Il secondo scopo di questi incontri è collegato alla crisi delle emozioni di cui siamo testimoni nel mondo contemporaneo e che si manifesta, ad esempio, nella contrapposizione tra la pace di cui godiamo insieme, qui e ora, e l'angoscia che si vive in altre parti del mondo, dove le persone vengono uccise o muoiono di fame. Dobbiamo mostrare maggiore attenzione per il benessere degli altri. Abbiamo bisogno di un maggiore senso di appartenenza come esseri umani e della consapevolezza che tutti facciamo parte della stessa comunità. Dobbiamo promuovere il buon cuore. La religione può dare il suo contributo, ma a volte può portare a ulteriori divisioni. In un tale contesto, la ricerca da parte degli scienziati di prove che dimostrino che la natura umana fondamentale è compassionevole è una fonte di speranza”.

Alcuni degli oltre 300 ospiti che ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante il giorno di apertura della 33a Conferenza Mind & Life - Reimagining Human Flourishing - presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

“Questa natura umana di base può generare fiducia in se stessi, fiducia nel prossimo e trasparenza. Ci permette di sorridere. Guardare gli altri con sospetto non è un modo per essere felici. Dei sette miliardi di persone che oggi vivono su questo pianeta, circa un miliardo non ha alcun interesse per la religione, eppure sono esseri umani. Sia noi sia loro abbiamo bisogno di un approccio secolare, che ci permetta di creare un mondo più pacifico e gioioso. La scienza ci mostra, per esempio, che avere buon cuore fa bene persino alla nostra salute fisica”.

“E' giunto il momento di pensare all'umanità nella sua interezza, non solo alla nostra nazione all'interno dei suoi confini. Anche l'ambiente ci sta dicendo che noi esseri umani dobbiamo lavorare insieme come un'unica comunità, perché questo è l'unico modo in cui potremo affrontare problemi gravi come la crescente carenza di acqua. Sarà necessario un nuovo approccio all'istruzione che tenga conto delle scoperte scientifiche e che permetta di sviluppare le qualità umane sulla base di un approccio scientifico secolare”.

“Questo mondo, con la sua popolazione umana, può durare ancora qualche migliaio di anni, ma dobbiamo incoraggiare la prossima generazione a fare le cose in modo diverso. Ho quasi 83 anni, quindi non ho più così tanto tempo a disposizione e quando non ci sarò più forse andrò in paradiso, se ce n'è uno. Ma potrei anche rinascere su questo pianeta, dato che prego costantemente di tornare per porre fine alle miserie del mondo, finché durerà lo spazio e finché ci saranno esseri viventi”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il suo intervento nel corso della giornata di apertura della 33a Conferenza Mind & Life - Reimagining Human Flourishing - presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

“È responsabilità della nostra generazione agire. Abbiamo visto troppe guerre. Abbiamo visto troppi soldi spesi per le armi. Cercare di risolvere i problemi facendo ricorso all'uso della forza è un approccio ormai obsoleto e sbagliato, eppure vediamo che si ripete ancora oggi, all'inizio del XXI secolo. Dobbiamo cambiare, ma il nostro sistema educativo è troppo materialistico. Tuttavia, possiamo migliorarlo e il lavoro che facciamo oggi può influenzare i secoli a venire".

Richard Davidson ha concluso la sua presentazione facendo notare un aumento della depressione e dei casi di suicidio tra i bambini e i giovani e che eminenti scienziati stanno cominciando a riconoscere il potenziale contributo che l’antica comprensione indiana del funzionamento della mente può dare.

Dopo una pausa di quindici minuti per il tè, Michel Boivin ha esposto la sua relazione riguardante gli studi sullo sviluppo del bambino, in particolare l'indagine sul modo in cui i gemelli si sviluppano. Per rispondere alla questione se sia la natura o la nutrizione ad avere maggiore influenza nello sviluppo del bambino, ha citato un altro esperto in campo chiedendo se sia più importante per un rettangolo, la larghezza o la lunghezza.

Michel Boivin durante il suo intervento sul tema "Early Childhood Development and Social and Emotional Learning", durante la giornata di apertura della 33a Conferenza Mind & Life presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala,  India, il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Dan Goleman ha detto di considerare l'apprendimento sociale ed emotivo parte integrante della rielaborazione dell’idea stessa di benessere e sviluppo umano. Ha invitato a insegnare ai bambini piccoli a riflettere su che cosa potrebbe migliorare una data situazione e su che cosa, invece, la renderebbe peggiore. Ha ricordato a Sua Santità che il suo amico Paul Ekman aveva definito “maturità” la capacità di ampliare lo spazio che c’è tra stimolo e azione. Tra i vantaggi dell'apprendimento sociale ed emotivo vi è il fatto che conduce ad una maggiore consapevolezza e capacità di auto-regolamentazione, oltre che a processi decisionali etici e  responsabili.

Sua Santità ha osservato che la mente può cambiare e che ai bambini si può insegnare ad analizzare, ma - come ricordano gli antichi testi indiani - leggere o ascoltare una spiegazione non è sufficiente. Bisogna riflettere per comprendere davvero. Solo dopo aver compreso profondamente qualcosa, dopo aver acquisito familiarità con un concetto, si può realmente mettere in pratica questa comprensione.

Sua Santità il Dalai Lama commenta la presentazione di Dan Goleman durante la sessione mattutina della giornata di apertura della 33a Conferenza Mind & Life, presso il Tempio Tibetano Principale di Dharamsala, India, il 12 marzo 2018. Foto di Tenzin Choejor

Alla fine della sessione di apertura, Sua Santità ha lasciato il tempio e ha fatto ritorno alla sua residenza. I partecipanti alla conferenza hanno continuato le loro discussioni durante il pomeriggio. Sua Santità si unirà di nuovo a loro domani mattina.

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