Dalai Lama http://it.dalailama.com/ en-us Thu, 17 Jan 2019 23:19:29 +0000 Thu, 17 Jan 2019 23:19:29 +0000 Sua Santità il Dalai Lama si congratula con Nancy Pelosi http://it.dalailama.com/news/2019/sua-santità-il-dalai-lama-si-congratula-con-nancy-pelosi Thu, 03 Jan 2019 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2019/sua-santità-il-dalai-lama-si-congratula-con-nancy-pelosi Nuova Delhi, India - Sua Santità il Dalai Lama si è congratulato con l'On. Nancy Pelosi per la sua rielezione a Presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Ha ribadito la sua convinzione che gli Stati Uniti siano la nazione guida del mondo libero e la sua fiducia nel fatto che, nel suo ruolo contribuirà a guidare il Paese in questi tempi difficili.

Sua Santità il Dalai Lama saluta Nancy Pelosi in occasione della visita in visita alla comunità tibetana di Dharamsala, India, il 9 maggio 2017. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità l'ha anche ringraziata per la sua amicizia personale e per il suo leale e costante sostegno negli ultimi decenni alla giusta causa del popolo tibetano. 

"La vostra amicizia, il vostro sostegno e la vostra solidarietà in questo difficile periodo della lunga storia del Tibet sono stati fonte di speranza, ispirazione e forza nella nostra continua ricerca della giustizia e della libertà".

"Nonostante l'incertezza e gli sconvolgimenti a cui stiamo assistendo in diverse parti del mondo, compresa la continua oppressione dei miei compatrioti in Tibet, rimango fiducioso e ottimista sul fatto che alla fine prevarranno la verità, la giustizia, la ragione umana e la decenza".

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Cerimonia di offerta di lunga vita http://it.dalailama.com/news/2018/cerimonia-di-offerta-di-lunga-vita Mon, 31 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/cerimonia-di-offerta-di-lunga-vita Bodhgaya, Bihar, India - L'evento conclusivo della visita di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya è stata la Cerimonia di lunga vita che gli è stata offerta questa mattina. Ci sono stati tre grandi sponsor: l'Amministrazione centrale tibetana (CTA), il Monastero di Namgyal e lo Shelkar Ngashap. A scortare Sua Santità dal monastero al Kalachakra Ground sono stati il Sikyong, il dottor Lobsang Sangye, presidente del CTA, il Venerabile Tenzin Thapkay, Vajra Master del Gaden Phelgyeling, a nome del monastero di Namgyal, e il Venerabile Chusang Rinpoche, in rappresentanza dello Shelkar Ngashap. I monaci di Namgyal li hanno preceduti suonando i 'gyaling' - i corni indiane - e portando incensieri , mentre un altro altro monaco seguiva Sua Santità reggendo il parasole giallo brillante.

I monaci del monastero Namgyal suonano gli strumenti tradizionali per annunciare l'arrivo di Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Ground a Bodhgaya, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

A guidare la cerimonia, seduti direttamente davanti e di fronte al trono di Sua Santità, sono stati il Ganden Tri Rinpoche, Jetsun Lobsang Tenzin, il Venerabile Thamthog Rinpoche, l'Abate del Monastero di Namgyal e il Sikyong. Ai lati del trono e dietro i sei abati dei monasteri di Ganden, Drepung e Sera, il Lama Umzé e i musicisti del monastero di Namgyal che hanno condotto il canto. Tri Rinpoche ha iniziato la cerimonia offrendo a Sua Santità un mandala e le rappresentazioni del corpo, della parola e della mente dell'illuminazione. Sua Santita' si è poi rivolto alla folla:

"In questa occasione gli oracoli dei protettori tibetani come Nechung e Nyenchen Thangla parteciperanno in trance. Noi, popolo e divinità, abbiamo tutti la responsabilità di lavorare per la causa del Tibet".

"A volte scherzando con i miei amici indiani ricordo loro che la residenza permanente del loro dio Shiva è sul Monte Kailash che si trova in Tibet, quindi lui è uno di noi, e il fiume Gange, così sacro per gli indiani, sorge in Tibet. Allo stesso tempo, i tibetani seguono Buddha Shakyamuni, il Grande Saggio, che era un indiano. Ciò indica il legame speciale e di lunga data che c'è tra noi".

Sua Santità il Dalai Lama durante la Cerimonia di Lunga Vita a Bodhgaya, Bihar, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Il rapporto speciale dei Dalai Lama con Nechung Dorje Drakden è iniziato con il Secondo, Gendun Gyatso. Le Dodici Dee protettrici di Tenma hanno legami permanenti con il Tibet. Così questa Cerimonia di Lunga Vita sarà offerta da esseri umani e dèi a nome non solo dei tibetani in esilio, ma anche dei milioni di persone in Tibet che mi chiamano Gyalwa Rinpoche. In cuor mio so di aver reso qualche servizio alla causa del Tibet. Pregherò perché io viva a lungo e pregate anche voi, compresi i tanti provenienti dalla regione himalayana".

Poco dopo, l'oracolo di Tsering Ché-nga è apparso in trance. Ha danzato fino al trono e fatto inchini a Sua Santità. Tornanto dagli eminenti Lama seduti attorno al trono ha invitato Ganden Tri Rinpoché, Trisur Rinpoché, Jangling Rinpoché, Sharpa Chojé, Samdhong Rinpoché, Tsawa Özer Rinpoché e i Sikyong ad unirsi a lei davanti al trono in preghiere per la lunga vita di Sua Santità.

I monaci assistono alla Cerimonia di lunga vita per Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Ground a Bodhgaya, Bihar, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

L'oracolo successivo a comparire è stato quello di Kharak Khyung Tsün, uno dei Dodici Tenma. Ha ballato con le braccia alzate, ha reso omaggio a Sua Santità e ha lasciato il palcoscenico.

E' stata poi la volta di Nechung Dorje Drakden che si è avvicinato al trono di corsa, facendo il suo caratteristico sibilo e facendo il gesto di scoccare una freccia con un arco. Si è rivolto a Sua Santità prima di invitare anche gli altri Lama ad unirsi a lui nelle preghiere davanti al trono. Tra questi, Sakya Trizin, Ganden Tri Rinpoche, Jangling Rinpoche, Tatsak Rinpoche, Wöser Dorje Rinpoche e il Sikyong. I Lama sono poi tornati ai loro posti e, mentre Nechung era ancora in trance, l'oracolo di Nyenchen Thangla si è presentato e ha reso ampi omaggi a Sua Santità. Nel frattempo, è arrivato anche l'oracolo di Dorje Yamakyong che ha danzato e offerto sciarpe di seta ai Lama, tra i quali Ling Rinpoche.

Sua Santità il Dalai Lama e Nechung Dorje Drakden con l'oracolo di Nyenchen Thangla alle spalle durante la Cerimonia di lunga vita al Kalachakra Ground a Bodhgaya, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La cerimonia di Lunga Vita, incentrata su Tara Bianca è proseguita mentre si sono svolte grandi processioni di offerte ai piedi del palco. Quando il Ganden Tri Rinpoche ha offerto a Sua Santità le pillole di lunga vita il Dalai Lama ne ha presa una e poi ne ha offerta un'altra al Tri Rinpoche. Mentre offriva a Sua Santità i simboli della longevità, Tri Rinpoche lo ha lungamente pregato di vivere ancora per moltissimo tempo.

Ganden Tri Rinpoche, abate del monastero di Namgyal, e il Sikyong hanno offerto ciascuno un mandala e le tre rappresentazioni dell'illuminazione seguiti da Sakya Trizin, Pema Jungney, Presidente del Parlamento tibetano in esilio, Ngawang Rabgyel e altri membri del CTA, diversi monaci anziani del monastero di Namgyal, e Lama Zopa Rinpoche ha offerto un Dharmachakra d'argento.

I monaci del Monastero di Namgyal durante la processione di offerte a Sua Santità il Dalai Lama durante la Cerimonia di Lunga Vita al Kalachakra Ground a Bodhgaya, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Infine, il team di traduttori che nei giorni scorsi ha lavorato duramente per tradurre gli insegnamenti di Sua Santità in hindi, cinese, coreano, vietnamita, spagnolo, giapponese, francese, russo, italiano, portoghese, dzongkar, mongolo e inglese, hanno offerto a Sua Santità una sciarpa di seta.

Per concludere la cerimonia, Jamphel Lhundrup, segretario del Dalai Lama Trust, uno dei principali membri del Comitato Organizzatore degli Insegnamenti, ha letto un accurato rendiconto finanziario in tibetano e inglese. Ha annunciato che i fondi in eccedenza di quest'anno, circa 3 milioni di rupie, saranno riportati agli insegnamenti dell'anno prossimo. A nome di tutti i presenti ha ringraziato Sua Santità.

Sua Santità il Dalai Lama saluta la folla mentre lascia il palco, alla conclusione della Cerimonia di Lunga Vita al Kalachakra Ground a Bodhgaya, Bihar, India, il 31 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Lasciando il palcoscenico, Sua Santità ha salutato e sorriso a quante più persone possibile, scambiando qualche parola, stringendo mani o facendo carezze. Poi è tornato al monastero di Gaden Phelgyeling. Dopodomani, il 2 gennaio, lascerà Bodhgaya per Delhi e da lì rientrerà a Dharamsala.

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Iniziazioni per il ciclo di insegnamenti di Manjushri http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazioni-per-il-ciclo-di-insegnamenti-di-manjushri Fri, 28 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazioni-per-il-ciclo-di-insegnamenti-di-manjushri Bodhgaya, India - Sua Santità il Dalai Lama ha lasciato questa mattina il monastero di Gaden Phelgyeling sotto un cielo senza nuvole per la breve passeggiata fino al Kalachakra Ground. Come al solito ha sorriso alla folla, reso omaggio alle immagini dell'illuminazione e salutato i lama riuniti attorno al trono prima di prendere posto.

Gli studenti della scuola Maitreya cantano il Sutra del cuore in sanscrito all'inizio del primo giorno del ciclo di insegnamenti di Manjushri a Bodhgaya, Bihar, India, il 28 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Dopo che un gruppo di monaci laotiani ha cantato il Mangala Sutta in Pali, sono seguiti un gruppo di studenti della scuola Maitreya, che ha recitato il Sutra del cuore in sanscrito e un altro gruppo in cinese. Sua Santità, per commemorare il 30° anniversario della morte del X Panchen Lama, ha suggerito di recitare anche la preghiera di Samantabhadra mentre lui avrebbe svolto le pratiche preparatorie per la prima iniziazione di Manjushri.

"Questo 'Ciclo di insegnamenti di Manjushri' deriva dal lignaggio di Lama Umapa, Pawo Dorje", ha spiegato Sua Santità. "Fin da ragazzo, quando ancora faceva il pastore, ebbe delle visioni di Manjushri, in particolare nel suo aspetto di colore nero. Successivamente, ebbe visioni di Manjushri ogni giorno. Il 'Ciclo di insegnamenti di Manjushri' è unico nel lignaggio Geluk e comprende il guru yoga, la sadhana di Manjushri Eroe Solitario, le benedizioni e così via. Lama Umapa lo ha trasmesso a Je Tsongkhapa, che lo ha tramandato a Jampel Gyatso, Kedrub Geleg Palzang, Baso Chökyi Gyaltsen, Chökyi Dorjé, Lobsang Dondrub, Kedrub Sanggyé Yeshé, Lobsang Chökyi Gyaltsen, Konchog Gyaltsen, Panchen Lobzang Yeshe, Lobzang Zopa, Lobzang Palden Yeshe, Lobzang Jampal e così via.

"Ho ricevuto la trasmissione da Tagdrak Rinpoche quando ero ancora un bambino. Ci sono diversi modi per prepararsi a conferire cicli di insegnamenti come questo. Si possono fare riti preparatori per tutte le iniziazioni in una sola volta e poi dare le iniziazioni una dopo l'altra, oppure preparare ogni iniziazione separatamente prima di concederla. Seguirò quest'ultima procedura e ho chiesto a Jado Rinpoche di assistermi seguendo e leggendo le istruzioni di meditazione perché non sempre sono presentate consecutivamente nel testo".

Sua Santità il Dalai Lama durante il primo giorno del ciclo di insegnamenti di Manjushri a Bodhgaya, Bihar, India, il 28 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha ricordato ai presenti che quando la mente sottile di chiara luce e l'energia sottile che ne è il veicolo sono completamente purificati si trasformano in Buddha. Il testo inizia con versi potenti per prendere rifugio e generare bodhicitta:

Per liberare gli altri bisogna essere liberi dalla palude.
Pertanto, al fine di raggiungere l'illuminazione
per il beneficio degli altri
prendo rifugio nei Sugata.

Il rimedio, nella forma del sentiero insegnato dal Fondatore,
è integrare gli insegnamenti del Sutra e del Tantra 
all'interno del continuum mentale a beneficio degli altri.
Quindi, prendo rifugio nel sacro Dharma.

Per supplicare il Sangha che sostiene il Dharma,
che segue attivamente il Dharma,
affinché mi assistano lungo il sentiero.
prendo rifugio anche nella Comunità Suprema.

Il Dalai Lama ha poi proseguito guidando i presenti nelle varie visualizzazioni necessarie, come quelle per sviluppare una saggezze chiara, rapida, profonda e creativa, mentre conferiva l’iniziazione di Manjushri Eroe Solitario. Successivamente, dopo aver eseguito le meditazioni preparatorie, ha conferito l’iniziazione di Manjushri Corpo del Mandala, seguita, dopo le procedure preparatorie, da quella di Manjushri Segreto. Nel concludere la sessione odierna ha menzionato gli impegni assunti per aver ricevuto questo ciclo di insegnamenti ma, ha aggiunto, la cosa più importante è meditare sulla mente del risveglio di bodhicitta e sulla vacuità.

Una folla di più di 15.000 persone ha seguito Sua Santità durante le iniziazioni del ciclo di insegnamenti di Manjushri a Bodhgaya, Bihar, India, il 28 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità continuerà a conferire il Ciclo di Insegnamenti di Manjushri sabato.

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Iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-eroe-solitario-1 Wed, 26 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/iniziazione-di-vajrabhairava-eroe-solitario-1 Bodhgaya, India - Appena arrivato al Kalachakra Ground, Sua Santità il Dalai Lama è salito sul palco e si è seduto su una sedia di fronte al padiglione del mandala, dietro il quale era appesa una thangka di Vajrabhairava Eroe Solitario, per eseguire il rituale di auto-generazione in preparazione della successiva iniziazione. Nel corso delle procedure, il palco e il terreno antistante si sono gradualmente riempiti di persone.

Sua Santità il Dalai Lama esegue il rito di auto-generazione, in preparazione dell’iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario a Bodhgaya, Bihar, India, il 26 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Dopo che Sua Santità ha preso posto sul trono, i monaci Theravada hanno intonato ancora una volta il Mangala Sutta in Pali, seguiti da una dozzina di occidentali che, per la prima volta alla presenza di Sua Santità qui a Bodhgaya, hanno cantato il Sutra del Cuore in inglese.

"Oggi darò l'iniziazione di Vajrabhairava" ha esordito Sua Santità "che appartiene alla pratica del tantra, o mantrayana. Il tantra comprende pratiche come la coltivazione del fuoco interiore, la recitazione di mantra e l'uso di energie, canali e gocce. Tali pratiche si ritrovano anche nelle tradizioni non buddhiste. Ho incontrato un sadhu che si impegna in pratiche per proiettare la coscienza fuori dal corpo”.

Gli occidentali cantano il 'Sutra del cuore' in inglese, prima dell’iniziazione di Vajrabhairava Eroe Solitario, data da Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, Bihar, India, il 26 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"In passato, ci sono state persone che sostenevano che il Mahayana non fosse mai stato insegnato dal Buddha. All’Università del Nalanda maestri come Nagarjuna, Bhavaviveka e Shantideva hanno confutato queste affermazioni. Altri hanno insinuato che il tantrayana non sia mai stato insegnato dal Buddha, sostenendo che ciò che il Buddha aveva trasmesso riguardava solo l’origine dipendente e la coltivazione della preoccupazione per gli esseri senzienti, la cui gentilezza è paragonabile a quella di una madre”.

"L'origine dipendente e l'altruismo fanno parte della struttura generale dell'insegnamento del Buddha. Il mantra segreto, che non è stato insegnato apertamente o in pubblico, è un insegnamento destinato a discepoli specifici. Gli scritti dei maestri del Nalanda fanno parte della struttura generale, mentre i tantra insegnati dal Buddha, sorti sotto forma di divinità, erano insegnamenti specializzati. La distinzione è stata fatta da Nyengön Sungrab a Geluk Lama che ha studiato con Tertön Sögyal, Lerab Lingpa. Il tantra, come insegnamento specializzato, deve essere praticato in segreto".

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge alla folla presente per l'iniziazione a Bodhgaya, Bihar, India, il 26 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Il Mantra difende i suoi praticanti dall'aggrapparsi alle apparenze ordinarie, impedendo alla mente di essere distratta da esse. La visualizzazione di se stessi come divinità, anche solo per un breve periodo di tempo, impedisce di vedere se stessi come esseri ordinari. Vajra si riferisce all'indivisibilità di chiarezza e consapevolezza. Per essere efficace richiede la meditazione sulla vacuità. I rituali tantrici cominciano comunemente con il mantra 'Om svabhavava sarvadharma....' tutto si dissolve nella vacuità e dalla vacuità sorge nel corpo di una divinità”.

"Gli oggetti impuri sono il risultato del karma e delle afflizioni mentali; la vacuità della mente è invece un oggetto puro. Sulla base della mente di chiara luce, mente sottile ed energia, è possibile trasformarsi in una divinità e nel mandala. Gli oggetti impuri non possono raggiungere la natura di buddha, gli oggetti puri sì. Si chiama veicolo perché conduce all'illuminazione".

I monaci del Monastero Namgyal aprono le tende del padiglione del mandala durante l’iniziazione di Vajrabhairabhairava data da Sua Santità il Dalai Lama al Kalachakra Ground di Bodhgaya, Bihar, India, il 26 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"La tradizione Nyingma parla di nove veicoli: shravakayana, pratyekabuddhayana e bodhisattvayana, che sono i veicoli esterni del sutrayana; kriya, charya e tantra yoga, che sono i tre tantra esterni; maha, anu e ati yoga, che sono i tantra interni. Il Mahayoga corrisponde alla fase di generazione, l’anuyoga alla fase di completamento, mentre l’atiyoga attualizza la mente di chiara luce portando la consapevolezza incontaminata nel sentiero. Yamantaka, insieme alle otto classi di Heruka, nasce all'interno di Mahayoga”.

"Si dice che l'illuminazione non è data da nessuno. Non proviene da fuori di noi. Non è posseduta da nessuno. Perché? Perché la pratica fondamentale che dà origine ai tre corpi è già dentro di noi. La mente più intima della chiara luce e l'energia sottile del vento che la trasporta si trasformano nei tre corpi di un Buddha”.

Gli oltre 15.000 presenti all’iniziazione indossano le bende rituali secondo le istruzioni di Sua Santità il Dalai Lama, al Kalachakra Ground di Bodhgaya, Bihar, India, il 26 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Lo Dzogchen afferma che quando un maestro qualificato ha un discepolo devoto può spiegargli gli stati mentali grossolani e sottili che nascono dalla consapevolezza originaria. Il VII Dalai Lama ha detto che quando la mente può accertare la vacuità, tutte le altre apparenze svaniscono e vengono assorbite nella vacuità”.

"La mente della chiara luce si manifesta nel momento della morte. Non dipende da cause accidentali. La mente innata della chiara luce non ha né inizio né fine”.

Quando ha iniziato a conferire l’iniziazione, Sua Santità ha spiegato che quella di Vajrabhairava Eroe Solitario fu la prima iniziazione che ricevette da bambino da Tagdrak Rinpoche. Successivamente, l'ha ricevuto molte altre volte da Ling Rinpoche, l'ultima nello stupa principale qui a Bodhgaya. Quella di Vajrabhairava Eroe Solitario è stata anche la pratica principale del XIII Dalai Lama.

Dopodomani Sua Santità comincerà a dare il ciclo di iniziazioni conosciuto come "Ruota degli insegnamenti in relazione a Manjushri" per un periodo di tre giorni.

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Le trentasette pratiche del Bodhisattva - Secondo giorno http://it.dalailama.com/news/2018/le-trentasette-pratiche-del-bodhisattva-secondo-giorno Tue, 25 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/le-trentasette-pratiche-del-bodhisattva-secondo-giorno Bodhgaya, India - Anche questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha camminato dal monastero di Gaden Phelgyeling al Kalachakra Ground. Ha salutato le persone che si erano radunate per vederlo lungo strada. Arrivato sul palco ha reso omaggio alle immagini dell'illuminazione e ha preso posto sul trono.

La gente assiepata lungo la strada, in attesa di vedere Sua Santità il Dalai Lama mentre dal monastero di Gaden Phelgyeling raggiunge il Kalachakra Ground, il secondo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Tra gli eminenti Lama seduti alla sinistra del trono, Ganden Tri Rinpoche, Ganden Trisur Rinpoche, Jangling Tulku del Bhutan, gli Sharpa e Jangtse Chöjés e, a destra, il XLII Sakya Trizin, Ratna Vajra Rinpoche, e suo fratello Gyana Vajra Rinpoche. Accanto al trono avevano preso posto anche numerosi studiosi, abati e Tulku.

I monaci Theravada dei paesi del Sud-Est asiatico hanno recitato il Mangala Sutta in Pali. Poi un altro gruppo ha cantato il Sutra del Cuore in coreano al ritmo costante di un gong di legno, un 'moktak', che simboleggia l'attenzione, seguito un gruppo di vietnamiti  che ha nuovamente cantato il Sutra del Cuore nella propria lingua, al ritmo di un piccolo gong di legno.

Un gruppo di monache vietnamita canta il "Sutra del cuore" in vietnamita all'inizio del secondo giorno degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha iniziato gli insegnamenti con una citazione di Tsongkhapa: "Alla fine della 'Grande Esposizione degli Stadi del Sentiero' scrive: “Possa io accendere la lampada della compassione per illuminare il Dharma in terre dove non è apparso, e in altre dove si è diffuso ma è degenerato”. Nei paesi in cui esiste la tradizione comune di recitare il 'Sutra del cuore', ma che non hanno adottato la tradizione di studio rigoroso del Nalanda, speriamo di far rivivere il Dharma. Nei paesi Occidentali il Buddhismo non si è diffuso, ma ora c'è molto interesse per ciò che il Buddha ha insegnato. Sono sempre cauto nell'insegnare il Buddhismo nei Paesi che hanno una cultura giudaico-cristiana, mi sento invece più a mio agio con persone provenienti dall'Asia, dove il Buddhismo è una tradizione consolidata”.

"D'altra parte, penso che noi buddhisti potremmo imparare dall'esempio dei nostri fratelli e sorelle cristiani, che hanno aiutato così tante persone bisognose di assistenza sanitaria ed educativa. Ho condiviso questo pensiero con il Sangharaja della Thailandia, ma lui mi ha risposto che per quanto lo riguarda, come monaci dovremmo rimanere nella solitudine dei nostri monasteri".

Sua Santità ha poi ripreso la lettura delle 'Trentasette Pratiche del Bodhisattva' dalla settima strofa, quella dedicata al rifugio nei Tre Gioielli. Ha spiegato che il vero rifugio è la vera cessazione e il vero sentiero. Tuttavia ci serve qualcuno che ce lo indichi, quindi il Buddha è per noi un insegnante. Quello che dobbiamo fare è mettere in pratica ciò che ha insegnato. Quando incontriamo delle difficoltà, i membri del Sangha ci danno l'esempio e ci sostengono.

Sua Santità il Dalai Lama durante il secondo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La strofa successiva è dedicata alla sofferenza. Sua Santità ha descritto i tre tipi di sofferenza: sofferenza della sofferenza, la sofferenza del cambiamento e la sofferenza del condizionamento pervasivo. La sofferenza, ha detto, è il risultato diretto del karma e delle afflizioni mentali, ma alla fine la sua radice è l'ignoranza. La nona strofa spiega che tutti i piaceri dell'esistenza ciclica sono transitori e impermanenti, come rugiada su un filo d'erba. La liberazione, tuttavia, è immutabile e si ottiene superando l'ignoranza.

Le strofe dieci e undici, sullo sviluppo della motivazione altruistica e sulla pratica di scambiare la propria felicità con la sofferenza degli altri, esprimono il cuore di tutto il testo. Sua Santità ha osservato che i Bodhisattva non solo hanno il coraggio di aiutare gli altri a liberarsi dalla sofferenza, ma che anche il solo vederli soffrire è per loro insopportabile. Sono spinti a intervenire perché tutti gli esseri siano liberati dalla sofferenza. I Bodhisattva cercano di portare tutti gli esseri alla liberazione. Come dice la "Guida allo stile di vita del Bodhisattva":

Qualunque gioia ci sia in questo mondo
proviene dal desiderio che gli altri siano felici,
e qualsiasi sofferenza ci sia in questo mondo.
deriva dal desiderare la felicità solo per sé.

Sua Santità prosegue velocemente la lettura fino alla strofa 18, dove si parla della pratica di assumersi la sofferenza degli altri. Nella ventunesima strofa viene spiegata la bodhicitta convenzionale, mentre nella ventiduesima inizia la spiegazione della bodhicitta assoluta e di come la mente sia libera fin dall'inizio dagli estremi concettuali. Ha citato la "Canzone delle quattro consapevolezze" del Settimo Dalai Lama:

All’incrocio delle varietà delle apparizioni e delle sei coscienze
Si vede la confusione dei fenomeni infondati della dualità,
lo spettacolo illusorio di un mago ingannatore.
Non pensando che siano vere, guarda alla loro essenza di vacuità.
Non lasciare che la mente si smarrisca, rendila stabile tra apparenza e vacuità.

Sua Santità ha aggiunto che anche quando come risultato dell'analisi sappiamo che le cose non esistono così come appaiono, sembrano comunque avere un'esistenza solida ed esistente dalla loro parte. Anche la fisica quantistica afferma che nulla ha esistenza oggettiva.

Alcuni degli oltre ottomila monaci e monache presenti seguono il testo durante il secondo giorno degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La mente, che è libera da estremi concettuali, esiste come un continuum di momenti di coscienza. E' da questo che dipende la memoria.

Il testo consiglia di rinunciare all'attaccamento e di considerare ogni forma di sofferenza come la morte di un bambino in sogno.

Le successive sei strofe, 24-30, trattano delle sei perfezioni. Sua Santità, alla strofa 31, ha ricordato che se non verifichiamo la nostra motivazione, potremmo apparire come praticanti, ma in realtà siamo solo degli ipocriti; ha aggiunto che anche se nel testo manca un capitolo dedicato interamente all’etica, per praticarla sono necessarie coscienziosità e introspezione.

Giunto alla fine del testo, Sua Santità ha letto i versi conclusivi aggiunti alla sua edizione tibetana da Lhatsun Dorjechang.

In seguito, Sua Santità ha spiegato che avrebbe guidato la cerimonia per generare la mente del risveglio e per prendere i voti bodhisattva da rispettare fino all’iniziazione del giorno successivo. 

"Anche se le persone non hanno ancora sviluppato bodichitta, né una parvenza della mente del risveglio, ma hanno almeno fede e fiducia in essa, avranno le qualifiche di base per entrare nel sentiero del tantra. Ho intenzione condurre questa cerimonia sulla base del testo di  Je Tsongkhapa 'Il sentiero di base dell’etica del bodhisattva” basato sui “Terreni del Bodhisattva' di Asanga.

Una veduta del Kalachakara Ground durante il secondo giorno di insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Dal momento che quel testo è stato scritto dal pioniere della scuola Solo Mente e del lignaggio del sentiero delle azioni di vasta portata, abbiamo anche bisogno di visualizzare il lignaggio della visione profonda. Se avete questi due lignaggi, il lignaggio delle benedizioni attraverso la pratica sorgerà spontaneamente".

Dopo aver completato la cerimonia per generare la mente del risveglio e dato i voti del bodhisattva, Sua Santità ha ricordato che non c'è modo migliore per creare meriti, purificare il karma negativo ed essere di beneficio agli altri. Ha recitato i versi del terzo capitolo della "Guida".

Oggi la mia vita ha dato i suoi frutti.
(Avendo) ottenuto questa rinascita umana,
sono nato nella famiglia di Buddha.
E ora sono uno dei figli di Buddha.

Quindi, qualunque azione compirò d'ora in poi.
deve essere in accordo con la mia famiglia.

Possa io non disonorare o deludere mai 
questa stirpe pura e nobile.

Proprio come un cieco
che trova un gioiello in un mucchio di spazzatura,
allo stesso modo, per una qualche coincidenza
dentro di me è sorta la mente del risveglio.

E' il grande sole che alla fine rimuove
la nebbiosa ignoranza del mondo.
È la quintessenza del burro
estratta del latte di Dharma.

"Il punto principale che dovreste tenere a mente dopo aver preso i voti del bodhisattva", ha detto Sua Santità, "è che d'ora in poi dovreste evitare qualunque motivazione egoistica. Dovreste anche evitare di rivelare agli altri, che forse non comprendono, di aver preso questi voti”.

Sua Santità il Dalai Lama durante il secondo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 25 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ho preso questi voti del bodhisattva numerose volte qui a Bodhgaya, Dharamsala e nel Sud dell’India. Così facendo, sento di aver servito la tradizione del Nalanda e i maestri delle nostre tradizioni tibetane. Ho dato un senso alla mia vita."

Al termine della sessione di ieri, Sua Santità aveva letto un testo che delineava l'evoluzione dello studio della logica in India, comprese le biografie di Dignaga e Dharmakirti e descriveva lo splendore apparso alla morte di Dharmakirti, che ha continuato ad essere celebrato per molto tempo. Oggi, verso la fine della sessione, ha citato il "Compimento del destino" di Tsongkhapa:

In questa terra del nord, molti - che abbiano o meno studiato i testi logici-
sono concordi nell’affermare: 
"Non c'e' nessuna fase della pratica del sentiero verso l'illuminazione
nei trattati di Pramanasamuccaya e dei sette rami."
Ma si dovrebbe prendere come autorevole la rivelazione diretta
concessa da Manjushri a Dignaga, che dice esplicitamente
"Questo libro in futuro diventerà l'occhio di tutti gli esseri!"

Il punto è che Dignaga è stato direttamente ispirato da Manjushri. Dopo la sua celebre vittoria nel dibattito sul bramino Sudurjaya, all’Università del Nalanda, il suo avversario, grazie un potere miracoloso, emise dalla bocca una fiammata che diede fuoco alle vesti di Dignaga. Dignaga, avvilito, lanciò in aria una lavagna dicendo: "Quando ricadrà a terra, rinuncerò alla mia aspirazione all'illuminazione". Ma l’oggetto non ricadde mai e quando Dignaga guardò in alto vide che Manjushri l'aveva preso e lo incoraggiava a non abbandonare la sua ricerca.
Sua Santità ha poi  letto e discusso la sinossi del libro, la strofa di saluto e la motivazione per cui è stato composto. Ha ripetuto l'interpretazione di Khunu Lama Rinpoche: "Anche se non ho il pensiero di beneficiare gli altri, desidero conoscere la mia mente..." Sua Santità ha detto di aver ricevuto la trasmissione di diversi testi di logica ed epistemologia e spera che ci sarà tempo e opportunità di insegnarli a Dharamsala.

Domani, Sua Santità conferirà l’iniziazione di Vajrabhairava Solitario.

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"Le trentasette pratiche del Bodhisattva" - Primo giorno http://it.dalailama.com/news/2018/le-trentasette-pratiche-del-bodhisattva-primo-giorno Mon, 24 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/le-trentasette-pratiche-del-bodhisattva-primo-giorno Bodhgaya, India - Questa mattina, lasciati i suoi alloggi nel monastero di Gaden Phelgyeling, Sua Santità il Dalai Lama ha visitato il tempio, reso omaggio alle immagini dell'illuminazione e consacrato più di 200 nuove statue del Buddha. Poi ha raggiunto a piedi il padiglione del Kalachakra, salutando la folla lungo la strada. All'interno del Kalachakra Ground quasi quindici mila persone lo stavano aspettando, tra cui più di settemila monaci, oltre milleduecento monache, più di mille cinquecento Geshe e abati, quindici Geshema e oltre mille seicento visitatori provenienti da una settantina di paesi diversi.

Sua Santità il Dalai Lama consacra le nuove statue del Buddha presso il monastero di Gaden Phelgyeling a Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Una volta che Sua Santità ha preso posto sul trono, un gruppo di monaci Theravada ha recitato il 'Mangala Sutta' in lingua Pali, seguito da un gruppo di studentesse della locale scuola Maitreya, che ha cantato il "Sutra del cuore" in sanscrito, e poi da un altro gruppo che l'ha cantato in cinese.

"Siamo riuniti in questo luogo straordinario di Bodhgaya, proprio dove il Buddha ha raggiunto l'illuminazione" ha detto Sua Santità "ma essere qui non significa pregare o impegnarsi in attività rituali. I Buddha non lavano via con l'acqua le azioni negative, non rimuovono le sofferenze degli esseri con le loro mani, né possono trasferire le proprie realizzazioni negli altri. È attraverso l'insegnamento della verità che aiutano gli esseri a trovare la libertà. Questa è una caratteristica unica della dottrina del Buddha, quindi dobbiamo prestare attenzione a ciò che ha insegnato”.

"Altre tradizioni religiose credono in un creatore, il che crea delle complicazioni filosofiche, ma il loro messaggio di amore e compassione è comunque giusto. Insegnando per esperienza personale, il Buddha ci ha consigliato di coltivare mezzi abili e saggezza”.

Sua Santità il Dalai Lama saluta il pubblico al suo arrivo al Kalachakra Ground di Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Quanto trasmesso dalla Tradizione Pali rappresenta la base fondamentale degli insegnamenti del Buddha. Nel primo giro della ruota del Dharma il Buddha ha spiegato le Quattro Nobili Verità. Nel secondo giro della ruota, la sua esposizione degli insegnamenti sulla Perfezione della Saggezza non è stata data a esseri ordinari, ma da bodhisattva come Manjushri, Vajrapani e Samantabhadra".

"La prima coppia causale delle Quattro Nobili Verità affronta il tema della sofferenza, l’origine dell'esistenza ciclica e la sua causa. Per superare questo stato, il Buddha ha insegnato la verità della cessazione e il sentiero per la cessazione. Nell'elaborare le Quattro Nobili Verità, il Buddha ha spiegato le loro sedici caratteristiche. La verità della sofferenza, ad esempio, può essere intesa come impermanenza, della natura della sofferenza, vuota e priva di sé. Le caratteristiche della verità della causa della sofferenza sono le cause, l'origine, la produzione e le condizioni".

"La causa ultima della sofferenza è l'ignoranza. Quando si applica il suo antidoto, la saggezza, le afflizioni mentali vengono superate e si raggiunge la cessazione, la liberazione definitiva. Questo è ciò che comporta il sentiero. È anche importante riconoscere la natura della mente e le transitorietà delle emozioni distruttive. La sofferenza ha le sue radici nell'ignoranza della realtà e poiché non ha basi solide può essere superata. Quando si comprende la vera natura della mente, che è chiarezza e consapevolezza, si comprende anche che le afflizioni mentali sono temporanee".

Oltre quindicimila persone assistono all'insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama presso il Kalachakra Ground di Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Avendo menzionato la vacuità nel primo giro della ruota, il Buddha ha sviluppato questo concetto nel secondo giro, quando ha spiegato la perfezione della saggezza. Poi, per coloro che non riuscivano a comprenderlo, ha compiuto un terzo giro della ruota, come riportato nel "Sutra che disvela il pensiero". Allo stesso tempo, ha rivelato la chiarezza e la consapevolezza della mente, la chiara luce soggettiva, mentre la perfezione della saggezza si occupa della chiara luce oggettiva. La mente della chiara luce soggettiva è la base per la pratica del tantra”.

"Il Buddha Shakyamuni ha insegnato secondo la sua esperienza: da quando era un essere ordinario fino a diventare, grazie al suo addestramento sul sentiero, un bodhisattva. Anche noi possiamo trasformare la nostra mente indisciplinate e raggiungere lo stato di Buddha".

Sua Santità ha chiesto se lo sviluppo materiale e tecnologico è sinonimo di un mondo felice. Ha fatto notare che anche nei paesi altamente sviluppati le persone sono infelici perché non sanno come controllare o disciplinare la propria mente. In noi ci sono rabbia e odio e le religioni insegnano a contrastarli - attraverso la compassione e l'amorevole gentilezza - ma i credenti non vi prestano sufficiente attenzione. Le tradizioni indiane consigliano anche l'ahimsa, o non violenza.

Sua Santità il Dalai Lama il primo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Le tradizioni teiste, che parlano di un Dio creatore la cui natura è amore infinito, insegnano ai propri seguaci di vedere se stessi e i propri simili come suoi figli. I seguaci delle tradizioni non teistiche, che si basano sulla legge di causalità, come alcuni dei Samkhya, i Jainisti e i Buddhisti, postulano che quando si fa del bene agli altri si produce felicità e quando si fa del male si provoca sofferenza. Che seguiamo una religione o meno, come esseri umani abbiamo tutti bisogno di compassione. Una madre ci ha dato alla luce e la nostra prima esperienza è il suo amore e il suo affetto.

L'amore è il desiderio che gli altri siano felici; la compassione è il desiderio che siano liberi dalla sofferenza. Se si coltivano amore e compassione, ha aggiunto Sua Santità, ci si assicurano felicità, buona salute e tranquillità.

"L'insegnamento di oggi è sulle “Trentasette Pratiche del Bodhisattva” e rappresenterà una pratica preliminare per l’iniziazione di Vajrabhairava e per il ciclo di insegnamenti riguardanti Manjushri. L'impegno dell’iniziazione di Vajrabhairava è coltivare quotidianamente la mente risveglio di bodhicitta e la visione della vacuità. Per il ciclo di Manjushri è recitare un giro di "mala" di "Mig-tse-mas".

Oltre quindicimila persone hanno partecipato all'insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama presso il Kalachakra Ground di Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Il fondamento del buddhismo è la disciplina monastica. I tibetani seguono la tradizione Mulasarvastivadin, come descritto nel 'Pratimoksha Sutra', il 'Sutra della liberazione individuale' trasmesso in sanscrito. I monaci in Thailandia, e altrove nel sud-est asiatico, seguono la tradizione Theravada, in cui il "Patimokkkha Sutta" è conservato in lingua Pali. Le differenze nelle due regole sono minime”.

"Anche se a volte il Buddha si è riferito al un sé come a qualcuno che trasporta un carico, in relazione agli aggregati psico-fisici, la combinazione mente-corpo, nel secondo giro della ruota ha chiarito che nulla ha un’esistenza indipendente. La Tradizione del Nalanda incoraggia l'analisi della parola del Buddha attraverso la ragione”.

"In Tibet, nel VII secolo, il re Songtsen Gampo aveva stretti rapporti con la Cina. Sposò una principessa cinese che portò in Tibet un'importante statua del Buddha. Tuttavia, quando decise perfezionare l'alfabeto e la scrittura tibetani, scelse di basarsi sulla scrittura indiana Devanagari. Allo stesso modo, nel secolo successivo, quando Trisong Detsen volle saperne di più sul buddhismo, invitò in Tibet dall'India il maestro del Nalanda Shantarakshita, che instaurò il buddhismo pur incontrando alcuni ostacoli. Per questa ragione venne invitato il Guru Padmasambhava. E’ così che i tibetani divennero i custodi della tradizione del Nalanda".

Sua Santità il Dalai Lama durante la lettura delle "Trentasette pratiche del Bodhisattva” il primo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha raccontato di aver ricevuto la trasmissione delle "Le trentasette pratiche del Bodhisattva" da Khunu Lama Rinpoche, Tenzin Gyaltsen. Ha paragonato la strofa nel verso dell'omaggio - che dice di considerare tutti i fenomeni privi di andare e venire -  a versi all'inizio della 'Saggezza Fondamentale della Via di Mezzo' di Nagarjuna.

Il riferimento nel primo verso alla rarità della preziosa rinascita umana ha indotto Sua Santità a ricordare che ci sono due obiettivi: la rinascita superiore e la liberazione. Ha citato sedici cause di rinascita superiore elencate nella "Preziosa Ghirlanda" di Nagarjuna. Si tratta di tredici attività da evitare: le dieci azioni non virtuose di uccidere, rubare e commettere adulterio; parlare in modo menzognero, divisivo e futile; la brama, la malevolenza e le visioni errate. Le altre tre attività da tenere sotto controllo: il consumo di alcolici, i mezzi di sussistenza inappropriati e fare del male. Infine ci sono tre attività da adottare: essere rispettosi, onorare chi è degno di essere onorato e amare.

Anche Aryadeva consiglia:

Per prima cosa non commettete ciò che non è virtuoso,
poi rinunciate a [qualsiasi concezioni di un] sé.
Infine evitate che sorga qualsiasi punto di vista.
E’ saggio chi si comporta in questo modo.

La realizzazione della vacuità permette di superare non solo le afflizioni mentali, ma anche le oscurazioni cognitive. La conseguenza è la liberazione.

L'interprete spagnola, una delle tredici lingue in cui vengono trasmessi gli insegnamenti, nella sua cabina di traduzione il primo giorno dell'insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama a Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha poi attirato l’attenzione sulla prima e successiva diffusione degli insegnamenti del Buddha in Tibet. Durante la prima, nell'VIII secolo, Shantarakshita insegnò e incoraggiò la traduzione della letteratura buddhista. Il suo allievo Kamalashila giunse in Tibet e compose i tre volumi degli "Stadi della Meditazione". Dopo Lang Darma, l'insegnamento si indebolì. Per sessant’anni nel Tibet centrale vi furono ben pochi monaci, anche se il loro lignaggio di ordinazione successivamente fu ripristinato. Nell'XI secolo, nell'ambito della successiva diffusione del buddhismo, Atisha giunse in Tibet e compose la 'Lampada sul il Sentiero' che presenta gli stadi del sentiero in base a tre diversi tipi di praticante.

La prima strofa delle "Trentasette pratiche" mette in evidenza le speciali qualità della rinascita umana, come l’intelligenza che permette di pensare in modo critico. Il motivo per abbandonare la propria casa, accennato nella seconda strofa, è spiegato nella terza: è necessaria la solitudine per poter riflettere e meditare. Dopo aver compreso le Due Verità - convenzionale e ultima - le Quattro Nobili Verità permettono di capire ciò che il Buddha ha insegnato, il suo ruolo e quello del Sangha.

La quarta strofa menziona l'impermanenza in termini di coscienza, l'ospite, che lascia il corpo. La coscienza è ciò che migra di vita in vita. Sua Santità ha sottolineato che gli scienziati stanno cominciando a riconoscere che la coscienza non dipende semplicemente dal cervello, ma che ha un impatto su di esso. Poiché le nostre particelle fisiche possono essere ricondotte a quelle del tempo del Big Bang, la coscienza, preceduta da un continuum di coscienza simile, continua dalle vite passate a quelle future.

Sua Santità il Dalai Lama spiega 'Le Trentasette pratiche del Bodhisattva' il primo giorno dei suoi insegnamenti a Bodhgaya, India, il 24 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La quinta strofa raccomanda di evitare i cattivi amici, mentre la sesta  consiglia di devozione per il guru, dopo averne esaminato le qualità e riflettuto sui vantaggi di affidarsi a lui, così come sugli svantaggi del non farlo. Una volta ricevute le istruzioni del guru, vanno messe in pratica. Sua Santità ha terminato dicendo che la sesta strofa completava l'insegnamento relativo ad una persona di capacità limitata. Con questo ha concluso la spiegazione odierna che riprenderà domani.

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Pellegrinaggio al tempio di Mahabodhi http://it.dalailama.com/news/2018/pellegrinaggio-al-tempio-di-mahabodhi Mon, 17 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/pellegrinaggio-al-tempio-di-mahabodhi Bodhgaya, India - All'arrivo a Bodhgaya ieri, Sua Santità il Dalai Lama ha ricevuto un breve benvenuto formale al Monastero principale tibetano, il Gaden Phelgyeling. Questa mattina ha deciso, prima di tutto, di fare un pellegrinaggio al tempio di Mahabodhi, che ha raggiunto a piedi, camminando a ritmo sostenuto, salutando amici e pellegrini lungo la strada ad attenderlo.

Sua Santità il Dalai Lama saluta amici e pellegrini mentre cammina verso il Tempio Mahabodhi a Bodhgaya, India, il 17 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità è stata accolto all’ingresso del tempio dal Segretario del Comitato di gestione del tempio di Bodhgaya (BTMC) Nangzey Dorje, dal Commissario di divisione, Magadh, Tenzin Nima Bindhyeshwari, dal Sovrintendente senior della polizia, Rajiv Mishra e dal Magistrato distrettuale, Abhishek Singh che lo hanno accompagnato per tutto il tempo. Una volta all’interno, Sua Santità si è fermato per rendere omaggio al Vajra-asana, il luogo  dell'Illuminazione, sotto l'Albero della Bodhi, alle spalle del Tempio di Mahabodhi. Monaci, monache e laici che frequentano il Kagyu Monlam si sono voltati per salutarlo mentre scendeva le scale.

Sua Santità ha percorso il sentiero circolare interno, sorridendo e salutando le persone assiepate oltre i muretti in pietra che si ritiene siano stati originariamente eretti da Nagarjuna per proteggere l'Albero della Bodhi dagli elefanti. Raggiunto l'ingresso del tempio, il Dalai Lama si è nuovamente fermato per rendere omaggio. All'interno del santuario, ha acceso una lampada davanti alla celebre statua del Buddha Shakyamuni prima di sedersi.

I monaci indiani del BTMC hanno recitato il Mangala Sutta a Pali. Sua Santità si è poi unito all'Abate del monastero di Namgyal, Thamtog Rinpoche e a Ngawang Topgyal, nel recitare la Lode al Buddha conosciuta come i "Tre Continuum", il "Sutra del Cuore", la Lode di Tsongkhapa per l’insegnamento dell’origine dipendente, la "Lode ai 17 Maestri del Nalanda", la "Preghiera per la diffusione degli insegnamenti del Buddha" e altre preghiere di devozione.

Sua Santità il Dalai Lama partecipa alla recitazione delle lodi e delle preghiere davanti alla statua di Shakyamuni Buddha all'interno del Tempio di Mahabodhi a Bodhgaya, India, il 17 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

I membri del BTMC hanno mostrato a Sua Santità un calendario illustrato con le immagini del Buddha. Esprimendo la sua gratitudine il Dalai Lama ha detto loro che, oltre a riconoscere il Buddha come il fondatore del buddhismo, lo considera anche uno scienziato e un grande pensatore. In particolare, tra i consigli del Buddha, lo ha colpito quello in cui dice ai suoi seguaci: "Come l'orafo saggia l’oro bruciandolo, tagliandolo e strofinandolo, anche voi bhikshu dovreste accettare le mie parole, dopo averle messe alla prova, e non solo per rispetto verso di me".

Una volta lasciato il tempio, Sua Santità ha incontrato brevemente i giornalisti a cui ha ricordato ciò che anche il Buddha aveva insegnato: praticare la 'ahimsa', o non violenza, nella propria condotta, la 'karuna', o compassione, come motivazione e l’origine dipendente come visione della realtà.

Sua Santità il Dalai Lama parla ai rappresentanti della stampa presso il Tempio Mahabodhi a Bodhgaya, India, il 17 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Sua Santità ha poi completato la circumbulazione del Tempio, ha risalito i gradini fino al cancello, dove ha raggiunto l’auto per tornare al Gaden Phelgyeling. Questo monastero originariamente era un tempio, costruito da un Lama ladakhi di nome Ngawang Samten nel 1938. Tornato in Tibet, il Lama lo offrì al governo tibetano. Nel 1951, Dhardo Rinpoche fu nominato abate e sotto la sua supervisione nel 1952 furono costruiti i quartieri monastici. Fu allora che Sua Santità diede al monastero il nome di Gaden Phelgyeling. Nel 1965, quando fu nominato Gaden Tripa Ling Rinpoche ne divenne abate; nel 2002, il monastero è stato affidato alle cure del monastero di Namgyal e da allora una decina di monaci se ne occupano durante tutto l'anno.

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'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo http://it.dalailama.com/news/2018/maitri-o-metta-nel-buddhismo Wed, 12 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/maitri-o-metta-nel-buddhismo Mumbai, India - Oggi Sua Santità il Dalai Lama è stato invitato dall'Università di Mumbai in occasione di una conferenza internazionale sul concetto di "maitri" o "metta", comunemente tradotti come “gentilezza amorevole”. Arrivato al Campus di Vidyanagari, Kalina, è stato accolto dal Vice Rettore, il professor Subhas Pednekar, dal Ministro del Governo del Maharashtra Rajkumarji Badole e dal Capo del Dipartimento di Filosofia, la dottoressa Geeta Ramana che lo hanno accompagnato al Green Technology Auditorium, dove era atteso da un pubblico di quasi 300 studenti e docenti.

Gli studenti presentano una performance di yoga, prima dell’inizio della conferenza su 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo presso l'Università di Mumbai, India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La dottoressa Archana Malik-Goure ha dato il benvenuto agli ospiti e a tutti i presenti. Per i primi minuti, cinque studenti, uno dei quali non vedente, hanno offerto una rigorosa esecuzione di asana yoga, mantenendo una candela accesa. Contemporaneamente, una serie di domande e riflessioni sul concetto di "maitri" veniva proiettata su un maxi schermo alle loro spalle. 

Nell’introdurre l’evento, la dottoressa Geeta Ramana ha detto che l'Università, e in particolare il Dipartimento di Filosofia, erano onorati dalla presenza di Sua Santità e ha spiegato che questa conferenza di tre giorni avrebbe affrontato il concetto di gentilezza amorevole da un punto di vista filosofico. 

La dottoressa Geeta Ramana introduce la sessione inaugurale della Conferenza sul concetto di 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo presso l'Università di Mumbai, India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il primo ospite d'onore, Shri Rajkumarji Badole, buddhista, ha iniziato il suo intervento recitando la preghiera del rifugio in lingua Pali. Ha parlato prima in Marathi e poi in inglese definendo 'maitri' come lo stato d'animo che favorisce la felicità, all’interno delle famiglie e delle comunità.

Il Vice Rettore, il professor Subhas Pednekar, ha espresso il suo apprezzamento al Dipartimento di Filosofia per aver organizzato questa conferenza e per il tema che è stato scelto. Si è detto onorato della presenza di Sua Santità, il cui impegno per la pace e l'armonia nel mondo è noto a tutti.

Fondata nel 1857, l'Università di Mumbai è una delle prime università statali dell’India. Con più di cinquecentomila studenti e oltre 700 atenei affiliati è anche una delle istituzioni accademiche più grandi. Inoltre, è l’unica ad aver laureato cinque vincitori del “Bharat Ratna”, la più alta onorificenza civile indiana. 

Subhas Pednekar durante la conferenza sul concetto di "Maitri" o "Metta" nel buddhismo. Mumbai, India, 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Stimate sorelle e fratelli", ha esordito Sua Santità, "il mondo contemporaneo ha bisogno che facciamo uno sforzo speciale per promuovere l'amorevolezza e in questo senso  le donne hanno un ruolo importante poiché sono generalmente più sensibili al dolore del prossimo. Nel mio caso, è stata mia madre a insegnarmi la gentilezza, ne ha piantato il seme nella mia mente. E' la madre a dare alla maggior parte di noi un esempio vivente di gentilezza, fin dall'inizio della nostra esistenza”.

"Se ci pensate, i guerrieri del passato erano quasi sempre uomini. Sono celebrati come eroi eppure erano degli assassini. Non è forse vero anche che la maggior parte dei macellai sono uomini? Quindi, è ragionevole salutare prima le nostre sorelle”.

"Apprezzo molto il tema di questa conferenza; abbiamo bisogno di questo tipo di discussione. Per certi versi, la gentilezza amorevole  è qualcosa che diamo per scontato, mentre in realtà dovremmo sempre cercare di svilupparla. Il nostro livello di istruzione è molto avanzato, ma guardate il mondo che ci circonda. Qui siamo in pace, ma altrove, in questo momento, in questo preciso istante, ci sono persone che vengono uccise e bambini innocenti che muoiono di fame. Pensate a quello che sta succedendo in Siria e nello Yemen. Diamo troppo peso alle differenze di nazionalità, fede o razza e trascuriamo la sofferenza degli altri perché non sono "come noi".

Sua Santità il Dalai Lama durante il discorso inaugurale della conferenza dedicata al concetto di 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo. Università di Mumbai, India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Nel XX secolo, la violenza e la guerra hanno provocato immani sofferenze, eppure ancor oggi tendiamo a pensare di poter risolvere i problemi ricorrendo all'uso della forza. Questo non è un buon segno, anche se la maggior parte delle persone su questo pianeta sono davvero stanche della violenza. Pensate alle manifestazioni contro la guerra in Iraq o alla creazione dell'Unione europea da parte di nazioni che si sono combattute per secoli. Dopo gli orrori della prima e della seconda guerra mondiale, gli europei hanno capito che era più importante proteggere l'interesse comune piuttosto che affermare la sovranità nazionale”.

"La convivenza richiede impegno e fatica, ma dobbiamo lavorare perché questo secolo sia un'era di pace e non violenza. Abbiamo bisogno di un approccio umano per risolvere i problemi. Dobbiamo parlare anziché scontrarci, impegnandoci in un dialogo sincero, basato sul rispetto reciproco. La rabbia è radicata in questo distorto senso di 'noi' e 'loro'. Dobbiamo invece rispettare gli altri come membri della stessa famiglia umana a cui tutti apparteniamo. Dobbiamo puntare a creare un mondo smilitarizzato, ma per ottenere il disarmo materiale, è necessario per prima cosa operare un disarmo interiore. Ed è qui che entra in gioco “maitri”, l'amorevolezza".

“L'economia globale e la minaccia del cambiamento climatico non riconoscono i confini nazionali, sono questioni che riguardano tutti noi ed è per questo che è indispensabile lavorare insieme”. Sua Santità ha spiegato che l'educazione moderna è orientata verso obiettivi materialistici, ma dovrebbe invece concentrarsi anche sui valori interiori. Accanto all'igiene fisica, abbiamo bisogno di igiene emotiva e imparare ad affrontare le nostre emozioni distruttive.

Alcuni degli oltre 300 studenti e docenti che ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante la Conferenza su  'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo. Università di Mumbai, India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

“Le madri hanno dato alla luce tutti i 7 miliardi di esseri umani vivi oggi. Sono sopravvissuti grazie alle loro cure e all'affetto. Da piccoli non non ci reoccupiamo della nazionalità, della fede o della casta, ma poi impariamo a discriminare sulla base di queste differenze, dando vita ad un senso di "noi" e "loro". E' così che diventiamo gli artefici dei nostri problemi, nonostante, a un livello più profondo, in quanto esseri umani siamo tutti uguali. Maitri e karuna, gentilezza amorevole e compassione, sono essenziali nella vita di tutti i giorni. Li troviamo descritti in testi religiosi, ma possiamo studiarli e metterli in pratica anche con un approccio laico e secolare”.

"È facile essere gentili con i nostri parenti e gli amici" ha proseguito Sua Santità "ma con i nostri nemici? Per quanto ostile ci possa apparire un nemico, resta pur sempre un essere umano come noi. L'amorevole gentilezza nei suoi confronti è la vera gentilezza amorevole, così come una compassione imparziale è la vera compassione”.

"I nostri veri nemici  sono la rabbia e l'ostilità perché distruggono la nostra pace mentale. La rabbia rovina la nostra salute, mentre un atteggiamento compassionevole la preserva. Se la natura umana fosse essenzialmente cattiva, non ci sarebbe speranza, ma poiché è compassionevole, non ci dobbiamo scoraggiare. Ecco perché coltivare i valori interiori dovrebbe essere parte integrante dell'educazione e questa è la ragione per cui sto cercando di far rivivere l'antica conoscenza indiana del funzionamento della mente e delle emozioni. Il Buddha è stato il risultato di tradizioni indiane millenarie come 'ahimsa' e 'karuna'. Dobbiamo far rivivere queste qualità, combinarle con l'istruzione moderna e condividerle con gli altri paesi asiatici.

Sua Santità il Dalai Lama interviene alla sessione inaugurale della Conferenza sul concetto di 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo presso l'Università di Mumbai. India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Dall'VIII secolo, noi tibetani abbiamo adottato la tradizione di Nalanda introdotta da Shantarakshita. Si tratta di studiare testi difficili, dedicando una particolare attenzione al ragionamento e alla logica. Il mio addestramento, proprio come quello di altri monaci e monache tibetani, ha comportato una tale immersione nella tradizione del Nalanda che, pur essendo fisicamente tibetano, ormai sono mentalmente indiano. Molti di voi sono indiani, ma ho il sospetto che mentalmente siano un po’ Occidentali. Le antiche conoscenze indiani possono aiutarci a coltivare la pace della mente e 'maitri' è un valore umano fondamentale che possiamo comprendere oggettivamente, non è solo un concetto buddhista ".

Nel corso delle risposte alle domande del pubblico, Sua Santità ha affrontato il tema del declino dell'attenzione verso i valori interiori, derivante dal fatto che - dopo la rivoluzione industriale - le istituzioni educative hanno cessato di essere influenzate dalla religione. Ora, c'è l'urgente necessità di sviluppare un'educazione laica più equilibrata, che tenga conto dei valori interiori. In questo modo comprenderemo anche quale inutile ed enorme spreco di risorse sono gli investimenti in armamenti nucleari che nessuno osa utilizzare. Meglio sarebbe spendere tutto quel denaro per la salute e l'istruzione.

Domande e risposte con Sua Santità il Dalai Lama, dopo il suo discorso alla Conferenza sul concetto di 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo presso l'Università di Mumbai. India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha ribadito che non otterremo alcun cambiamento soltanto con la preghiera; dobbiamo agire. Nel contesto dell'azione fisica, verbale e mentale, è l'azione mentale, la motivazione, che è la più efficace: per fare del bene ci vuole una motivazione positiva. Se adottiamo un approccio olistico, libero da pregiudizi emotivi, la nostra azione sarà più realistica.

La dottoressa Archana Malik-Goure ha concluso l'incontro ringraziando Sua Santità per la sua presenza, dicendo che è stato un privilegio ascoltarlo. Ha inoltre ringraziato tutti coloro hanno contribuito alla buona riuscita della conferenza: il Ministro, il Vice rettore e il cancelliere, nonché il comitato organizzatore.

L'Auditorium della Green Technology dell'Università di Mumbai durante la sessione inaugurale della Conferenza sul concetto di 'Maitri' o 'Metta' nel buddhismo presso l'Università di Mumbai a Mumbai, India, il 12 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Quasi dieci anni fa," ha concluso Sua Santità, offrendo una copia di "Scienza e Filosofia nei classici buddisti: il mondo fisico" al Vice Rettore, "abbiamo cominciato a riflettere sulla letteratura buddhista tradotta in tibetano dal sanscrito e, in parte dal Pali. Il contenuto di questi oltre 300 volumi può essere classificato come argomenti religiosi o puramente buddhisti, ma anche come filosofia e scienza buddhista. Abbiamo iniziato a selezionare tutto il materiale che si occupa di filosofia e scienza, pubblicandolo poi per la prima volta in tibetano in questo volume. La raccolta è stata poi tradotta in diverse lingue e desidero regalarle questo primo volume pubblicato in inglese. Vi prego di non lasciarlo a prendere polvere su uno scaffale della biblioteca, ma di incoraggiare la gente a leggerlo ancora e ancora".

Sua Santità si è unito ai suoi ospiti per il pranzo prima di tornare in albergo.

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Incontro con l’India Leadership Council http://it.dalailama.com/news/2018/incontro-con-lindia-leadeship-council Mon, 10 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/incontro-con-lindia-leadeship-council New Delhi, India - Oggi, Giornata dei Diritti Umani e il XXIX anniversario dell'assegnazione del Premio Nobel per la pace a Sua Santità, il Dalai Lama ha rilasciato un'intervista al premiato regista e documentarista Ramesh Sharma. Sharma sta realizzando un documentario sul messaggio di non violenza di Gandhi e sulla sua lotta non violenta per l’indipendenza dell'India. Il regista ha subito chiesto a Sua Santità che cosa rende il messaggio di Gandhi così potente.

Ramesh Sharma intervista Sua Santità il Dalai Lama per il suo documentario su Gandhi e la non violenza. Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Jeremy Russell

"Gandhi ha attinto alle millenarie tradizioni indiane di ahimsa e karuna - non violenza e compassione - ha risposto Sua Santità. "Ha guidato una lotta per la libertà fondata interamente sulla non violenza, che per lui non era un segno di debolezza, ma di forza. Si è basato sulla verità e su una comprensione profonda delle emozioni umane. Nonostante la sua educazione Occidentale e la sua formazione da avvocato, quando si è trattato di combattere per l’indipendenza si è comportato come un normale indiano, riponendo la massima fiducia nelle tradizioni indiane. Ahimsa è un modo di comportarsi che nasce dalla compassione, che ne è la motivazione".

Sharma ha chiesto che efficacia potrebbe avere la non violenza nei confronti della minaccia dell'uso di armi nucleari. Sua Santità ha detto che, mentre in passato le persone vivevano in comunità più piccole e isolate, oggi siamo tutti interdipendenti. Pertanto, danneggiare gli altri significa, in ultima analisi, danneggiare noi stessi. Siamo interconnessi da un'economia globale e che non riconosce confini e dalla sfida rappresentata dai rischi del cambiamento climatico. I giorni di guerra, in cui uno solo vince e l’altro perde, sono finiti. Ecco perché il XXI secolo dovrebbe inaugurare un'era di pace.

Alla domanda se abbiamo dimenticato Gandhi e il suo messaggio, Sua Santità ha risposto di essere un grande ammiratore dello spirito dell'Unione europea, che antepone l'interesse comune alle preoccupazioni nazionali più ristrette. Ha aggiunto che anche il Tibet potrebbe rimanere nell’ambito della Repubblica popolare cinese, traendo beneficio dallo sviluppo che la Cina può fornire. D’altra parte, i tibetani sono spiritualmente ricchi e i buddhisti cinesi potrebbero beneficiare della loro conoscenza della tradizione del Nalanda. Basterebbe adottare un approccio realistico.

Il premiato regista e documentarista Ramesh Sharma e Sua Santità il Dalai Lama dopo l'intervista a Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Jeremy Russell

"Anni fa, quando una statua di Gandhi fu installata davanti al Parlamento, mi sono augurato che quel monumento avrebbe ricordato alla gente il messaggio che rappresentava: il principio della non violenza. Abbiamo bisogno di forza interiore e fiducia per diffondere l'educazione alla non violenza e ritengo che questo sia parte del mio impegno. E' per questo che desidero far rivivere l'antica saggezza indiana, in particolare per quel che riguarda lo sviluppo della pace mentale".

Nella Maurya Sheraton Convention Hall, l'Economic Times ha organizzato un incontro con i principali leader indiani, invitando Sua Santità a intervenire. Accolto calorosamente dagli organizzatori, il Dalai Lama ha ricevuto il benvenuto da Deepak Lamba, Presidente di Times Strategic Solutions, che lo ha presentato ai circa 100 manager presenti. A moderare il dibattito, il regista e attivista Mahesh Bhatt.

Nel suo discorso introduttivo, Mahesh Bhatt ha ricordato di aver incontrato Sua Santità in occasione di una premiazione in onore di Madre Teresa e di essere stato profondamente colpito dalle sue parole: "Solo chi vuole l'illuminazione per tutti è illuminato". Questo è un momento storico - ha aggiunto - in cui sono gli educatori ad aver bisogno di essere educati, ma occorre capire in che modo procedere. Poi ha citato il Buddha quando disse "Sii una luce per te stesso" e ha chiesto al Dalai Lama di riaccendere la speranza di tutti.

Sua Santità il Dalai Lama saluta il pubblico al suo arrivo al Maurya Sheraton Convention Hall per un incontro con un centinaio di top manager indiani. Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Miei cari fratelli e sorelle, inizio sempre i miei discorsi in questo modo perché è davvero importante riconoscerci come fratelli e sorelle. La natura umana è essenzialmente compassionevole, eppure ci troviamo a dover affrontare numerosi problemi che noi stessi abbiamo creato". 

"Abbiamo così tanto in comune: una madre ci ha dato alla luce e ci ha nutrito con amore e affetto; se qualcuno ci sorride, spontaneamente contraccambiamo quel gesto e un atteggiamento sinceramente amichevole ci fa sentire felici”.

"Mi è stata raccontata una storia. Alcune persone vanno a nuotare e una di loro all’improvviso si trova in difficoltà. Un inglese, rimasto a riva, assiste alla scena e non fa nulla, resta immobile. Quando poi gli chiedono perché non avesse prestato soccorso all’uomo che chiedeva aiuto ha risposto: “Perché non lo conoscevo”. Se, quando vediamo un volto umano, lo consideriamo come quello di un fratello o di una sorella, non abbiamo bisogno di conoscerci. Sono un monaco, quindi non possiedo gioielli, ma vedo tante persone con costosi anelli sulle dita. Nessuno di questi ornamenti però può dare il conforto che può offrire un altro essere umano che si comporta in maniera amichevole. Ecco perché inizio sempre i miei discorsi salutando il pubblico come miei fratelli e sorelle".

Mahesh Bhatt ha chiesto a Sua Santità che cosa unisce i 7 miliardi di esseri umani e il Dalai Lama ha risposto:

Alcuni degli oltre 100 dirigenti d'azienda ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante l’India Leadership Council a Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Alla nascita, non abbiamo alcuna idea di nazionalità o di fede religiosa. Siamo semplicemente esseri umani che vogliono essere felici. Siamo creature sociali che hanno bisogno di vivere insieme in armonia. Una risposta affettuosa porta a un sorriso, che porta a sua volta alla fiducia che può trasformarsi in amicizia e quindi tenerci uniti. I veri amici sono quelli che continuano a restarvi accanto quando le cose sono difficili. Ho perso il mio paese, ma ho passato quasi 60 anni tra amici, qui in India. Noi tibetani ci consideriamo degli studenti degli antichi maestri indiani e quindi abbiamo una forte affinità e grande rispetto per l'India”.

"Nell'VIII secolo d.C., lo studioso Shantarakshita instaurò la tradizione buddhista del Nalanda in Tibet chiarendo fin da subito che non si trattava solo di pregare, ma di studiare testi difficili, basati sulla logica e la ragione, per almeno 20 o 30 anni. Questa conoscenza dell'antica India è meravigliosa perché ci permette di capire e gestire le nostre emozioni. Inoltre, mi ha anche preparato ad interagire con gli scienziati”.

"Cerco di far rivivere le antiche conoscenze indiane, qui in India, perché non solo ci insegnano ad affrontare le nostre emozioni, ma ci dimostrano come possiamo sviluppare la vera pace interiore. E’ da qui che nascono ahimsa e karuna. Sono convinto che in India sia possibile combinare questa saggezza millenaria con l’educazione moderna, una combinazione che - se condivisa - ci porterebbe a un mondo migliore”.

Sua Santità il Dalai Lama incontra un centinaio di manager e imprenditori alla Maurya Sheraton Convention Hall di Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Alla domanda su come portare l’empatia nel mondo degli affari e della finanza, Sua Santità ha detto che “gli affari sono necessari per la crescita dell'economia, ma nella democrazia più popolosa del mondo è anche necessario coltivare una sincera preoccupazione per il prossimo. Il desiderio è parte integrante dell'evoluzione umana, ma il desiderio non è certo sinonimo di avidità. Sentirsi soddisfatti è utile, soprattutto quando si tratta di mantenere una mente calma e capace di gestire lo stress perché un problema che può sembrare insormontabile, da una prospettiva più ampia, appare meno complesso”.

Sua Santità ha detto dividere il mondo in 'noi' e 'loro' e trascurare lo spaventoso divario tra ricchi e poveri sono atteggiamenti che inevitabilmente conducono a dei conflitti. A Delhi e Mumbai si potrebbe ad esempio iniziare ad aiutare i bambini di strada ad avere accesso all'istruzione.

Riguardo al prossimo Dalai Lama, Sua Santità ha detto che già nel 1969 aveva chiarito che la decisione spettava al popolo tibetano e a chi è effettivamente coinvolto in questa questione.

La Maurya Sheraton Convention Hall durante il discorso di Sua Santità il Dalai Lama agli imprenditori e ai manager. Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

"La sopravvivenza della tradizione buddhista non dipende certo da questa decisione. Infatti non esiste neppure una reincarnazione riconosciuta del Buddha. La preservazione degli insegnamenti è assicurata dai monaci e dalle monache che si applicano nello studio per tutta la vita”.

"Mi sono ritirato dalle mie responsabilità politiche nel 2001, quando per la prima volta la nostra leadership è stata democraticamente eletta e in fatto di democrazia, siamo molto più avanti della Cina. Come ho detto, il popolo tibetano e il popolo della regione himalayana a tempo debito decideranno se riconoscere o meno un XV Dalai Lama. Se consideriamo la storia, il I, il II e il III Dalai Lama sono stati meravigliosi; dopo il IV, il V ha dato il massimo slancio all'istituzione e diede il via alla tradizione di unificare la responsabilità degli affari temporali e spirituali. Il VI non è stato un grande Dalai Lama; il VII era umile e l’VII buono, il IX, X, XI e XII non sono vissuti molto a lungo. Il XIII è stato molto buono”.

"Il XIV Dalai Lama, nonostante i suoi predecessori abbiano avuto delle visioni, non ha avuta alcuna, ma rispetto a loro è molto più conosciuto. E questo grazie all'invasione cinese del Tibet. Se non fosse successo, sarei rimasto isolato, su un trono nel Potala".

Alcuni degli oltre 100 imprenditori ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso all’India Leadership Council. Nuova Delhi, India, il 10 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

“Se ritenete che le persone stiano approfittando del vostro amore e della vostra compassione - ha detto il Dalai Lama - è giusto prendere delle contromisure appropriate. E’ realistico. Se siete troppo accondiscendenti con i bambini alla fine li viziate e basta. Perciò dovete usare la compassione, ma con saggezza e intelligenza”.

"Le antiche pratiche indiane per lo sviluppo di una mente calma e di una visione profonda (shamatha e vipashyana) riguardano l'addestramento della mente. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per educare la mente e, vita dopo la vita, è la luce della compassione ciò che sopravvive".

Deepak Lamba ha offerto dei doni a Sua Santità e a Mahesh Bhatt, ringraziandoli per la loro partecipazione. Dopo le abituali foto ricordo, Sua Santità ha fatto ritorno al suo albergo. Domani, si recherà a Mumbai.

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Il Dalai Lama interviene alla Yuvraj Krishan Memorial Lecture http://it.dalailama.com/news/2018/yuvraj-krishan-memorial-lecture Sat, 08 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/yuvraj-krishan-memorial-lecture Nuova Delhi, India - Questa mattina Sua Santità il Dalai Lama si è recato al Siri Fort, in occasione della lectio in memoria di Yuvraj Krishan. È stato accolto al suo arrivo dal figlio di Yuvraj Krishan, Giriraj Krishan Varma, che lo ha accompagnato nell'auditorium dove era atteso da più di 350 invitati.

Il figlio di Yuvraj Krishan, Shrikant Krishan, presenta Sua Santità il Dalai Lama all'inizio della prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il figlio di Krishan, Shrikant Krishan, ha dato il benvenuto a Sua Santità a nome della sua famiglia e ha presentato l'evento. Fu quando Sua Santità mostrò per la prima volta interesse per la casa di famiglia, 'The Brig', e per la tenuta in cui si trovava a McLeod Ganj, Dharamsala, che suo padre lo conobbe per la prima volta.

Shrikant Krishan ha ricordato il loro primo incontro nel 2002 e quanto lo colpirono le sue parole. In quell'occasione aveva detto che quando siamo arrabbiati di solito pensiamo che è la persona con cui siamo arrabbiati che è danneggiata, ma che se riflettiamo più attentamente capiamo che è l’esatto contrario, perché la nostra rabbia distrugge la nostra pace della mente. La lettera di condoglianze alla famiglia, alla morte del padre, scritta da Sua Santità aveva dato loro un grande conforto.

Ha poi preso la parola il giudice della Corte Suprema, AK Sikri, che ha citato un episodio descritto dal monaco francese Matthieu Ricard in un suo libro per spiegare quanti di noi non danno sufficiente valore a ciò che è la felicità o a come può essere raggiunta: una fotografa a cui era stato chiesto che cosa sperava per il proprio futuro aveva risposto, spiazzando completamente i suoi amici, che si augurava solo di essere felice. Ha anche ricordato la storia di un tibetano che nonostante le esperienze angoscianti che aveva subito nel Tibet occupato, era vissuto senza rabbia o desiderio di vendetta, ma con grande equanimità.

Il giudice della Corte Suprema, il giudice AK Sikri, durante la prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il giudice Sikri ha citato la definizione di felicità di Ricard: "Per felicità intendo un profondo senso di prosperità che nasce da una mente eccezionalmente sana. Non si tratta di una semplice sensazione piacevole, di un'emozione fugace o di uno stato d'animo, ma dello stato ottimale dell'essere. La felicità è anche un modo di interpretare il mondo, perché se è difficile cambiare il mondo, è sempre possibile cambiare il nostro modo di vederlo".

Il signor Vohra, ex governatore di Jammu e Kashmir, ha detto di essere molto felice e privilegiato a poter partecipare con Sua Santità alla prima lectio in memoria di Yuvraj Krishan. Ha ricordato che Krishan era stato un compagno di suo fratello all'Università di Lahore. Quando l'India ottenne l'indipendenza, fu invitato a far parte della IAS, ma ben presto vi rinunciò per entrare nel mondo più pacifico dell'economia per il quale, all’inizio della sua carriera, si affidò spesso e volentieri ai consigli volentieri di Krishan.

Il signor NN Vohra, ex governatore di Jammu e Kashmir, racconta le sue esperienze passate con Sua Santità il Dalai Lama alla prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Una volta che Sua Santità si stabilì a McLeod Ganj, il signor Vohra fu incaricato di servirlo. All’epoca, Sua Santità stava imparando l'inglese e Vohra ha un ricordo indelebile di lui, seduto al sole, mentre legge avidamente The Statesman (il più diffuso quotidiano indiano in lingua inglese, ndt). Più tardi, mentre lavorava nel settore degli affari interni, lo consultò su come affrontare le difficoltà legate al monastero di Rumtek. Più recentemente, mentre era in servizio nello Jammu e Kashmir, ha incontrato Sua Santità ogni volta che era in visita in Ladakh.

Sua Santità prima di iniziare il suo discorso ha chiesto al pubblico se poteva parlare restando seduto e non dal podio.

"Fratelli e sorelle, sono molto onorato di avere l'opportunità di trovarmi qui con voi. Il mio rapporto con Yuvraj Krishan è iniziato dopo la mia fuga in India, a causa delle difficili circostanze che si erano verificate in Tibet. Dopo il 1956, i comunisti cinesi iniziarono ad attuare delle riforme in Tibet. Non che il Tibet non ne avesse bisogno, ma qualsiasi cambiamento avrebbe dovuto essere più realistico e non imposto dall'alto.

Sua Santità il Dalai Lama durante la prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture presso l'Auditorium Siri Fort di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"I cinesi hanno iniziato ad applicare le riforme come se fossero stati a casa loro, ma la situazione era diversa in Tibet perché si trattava di un paese che seguiva i consigli del Buddha, tanto che presino gli insetti erano protetti. Era una società compassionevole”.

"L'imposizione di riforme ha provocato rivolte, prima in Kham, poi in Amdo, poi in tutto il paese. Ho fatto del mio meglio per mitigare la situazione, ma alla fine non ho avuto altra scelta se non quella di scappare”.

"Il 10 marzo 1959, quasi tutta la popolazione di Lhasa circondò il Palazzo Norbulingka per difendermi e impedire il mio arresto. Ho cercato di persuaderli a disperdersi e ho scritto delle lettere all'ufficiale cinese responsabile. Ho anche ricevuto un messaggio in cui mi veniva chiesto di segnalare in quali stanze stavo alloggiando, in modo che potessero essere protette, anche se non era chiaro se questa fosse la vera intenzione o se invece volessero sapere esattamente dove colpire. Dopo il 10 marzo ci sono stati degli spostamenti delle truppe e il 16 marzo l'artiglieria si è schierata di fronte al Potala.

Oltre 350 ospiti ascoltano il discorso di Sua Santità il Dalai Lama alla prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Quando ho lasciato Lhasa, il 17 marzo, la nostra intenzione era quella di raggiungere il Tibet meridionale e fermarci lì per negoziare, se possibile. Tuttavia, il bombardamento della capitale, iniziato il 19 marzo, ha messo fine a questa speranza. Non siamo stati sicuri che il governo indiano ci avrebbe dato asilo fino a quando non abbiamo ricevuto un messaggio di benvenuto. Quando nell’aprile 1959 ho attraversato il confine, è iniziata una nuova vita. Ho incontrato dei funzionari di cui ho riconosciuto i volti e mi sono sentito al sicuro. È stato uno dei momenti più felici della mia vita”.

"Dopo essermi trasferito a Mussoorie, Pandit Nehru è venuto a trovarmi e gli ho raccontato quello che era successo. Nel 1960, mi sono stabilito nel Swarag Ashram, sopra McLeod Ganj, ma non c'era spazio per espandersi. Di conseguenza, abbiamo esaminato altre proprietà e abbiamo acquistato la casa e la proprietà di Yuvraj Krishan, che è dove vivo ancor oggi".

Sua Santità ha spiegato i rapporti di lunga data che esistono tra India e Tibet e di come la scrittura tibetana sia stata modellata su Devanagari; il Tibet si è affidato all'India per conoscere il buddhismo e Shantarakshita, il principale studioso del suo tempo, instaurò la tradizione del Nalanda in Tibet. All’inizio, gli indiani erano i guru e i tibetani erano gli studenti, ma poiché le conoscenze che i tibetani hanno preservato sono state dimenticate nella loro terra d'origine, oggi i ruoli sono invertiti. Con il generoso sostegno del governo indiano e di diversi governi locali, i tibetani sono diventati una comunità di rifugiati di successo.

Sua Santità il Dalai Lama durante la prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha spiegato che le antiche conoscenze indiane contengono istruzioni accurate su come affrontare le emozioni distruttive, facendo ricorso alla ragione e alla logica. Conoscenze rilevanti ancora oggi, ed è per questo che si impegna a incoraggiarne il revival. Il Dalai Lama è convinto che l'India sia l'unico paese in grado di combinare tali conoscenze con l'istruzione moderna e auspica che gli altri paesi asiatici ne seguano l'esempio.

Per quanto riguarda l'etica e la felicità, Sua Santità ha detto che la felicità non ha bisogno di molte spiegazioni. Tutti gli esseri senzienti cercano la gioia. Nella prima infanzia la nostra sopravvivenza dipende dalle cure e dall'affetto di nostra madre. Crescendo, sopravviviamo dipendendo dalla nostra comunità. L'educazione moderna purtroppo è orientata esclusivamente verso obiettivi materialistici, ma per valorizzare la fondamentale natura compassionevole degli esseri umani, ha bisogno di includere anche i valori interiori. Egli ha definito l'etica come la motivazione ad agire per rendere felici gli altri e far loro del bene.

L'ex conduttore televisivo, Vikram Chandra ha moderato una sessione di domande e risposte. Sua Santità ha chiarito che per cambiare l'orientamento materialistico dell'educazione e dei moderni stili di vita potrebbero volerci 20-30 anni, formando le nuove generazioni sin dall'asilo e fino all'università. Ha detto che occorre una visione, un'idea chiara di come attuare questo cambiamento. Ha aggiunto che la comprensione dei fisici quantistici che le cose non esistono così come appaiono e la comprensione del ruolo delle nostre proiezioni mentali saranno molto utili a tal fine.

L'ex conduttore televisivo Vikram Chandra legge una domanda del pubblico per Sua Santità il Dalai Lama durante la prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Il Dalai Lama ha suggerito che, oltre a pubblicare storie sensazionalistiche, i media dovrebbero anche informare l’opinione pubblica riguardo al fatto che la pace della mente si ottiene attraverso l’addestramento mentale e che anche comprendere che le apparenze non riflettono la realtà si rivela utile. Inoltre, continuare a sottolineare differenze secondarie come nazionalità, fede o razza, conduce solo a ulteriori divisioni nonostante, come esseri umani siamo tutti uguali, mentalmente, fisicamente ed emotivamente.

Rispondendo a una domanda sull'educazione dei figli, Sua Santità ha raccomandato di chiedere loro se preferiscono avere amici o nemici. Il sorriso porta alla fiducia e la fiducia è la base dell'amicizia. A patto però che sia un sorriso sincero, non come i sorrisi di circostanza che ha imparato a mostrare nel Tibet occupato.
A Sua Santità è stato poi chiesto come possono trovare la felicità le persone che affrontano un dolore o una malattia. Il Dalai Lama ha fatto riferimento ai consigli di Shantideva: di fronte a un problema è necessario esaminare se è possibile risolverlo o meno. Se è possibile, bisogna fare ciò che deve essere fatto, senza preoccuparsi. Se non è possibile, preoccuparsi non serve a nulla.

"Invecchiando guardo i più giovani che corrono qua e là e mi viene in mente che io non posso più farlo. Ma provare rimpianto per questo non serve a nulla. E' comprensibile soffrire quando le persone care, come i genitori, muoiono. Nel mio caso, quando morì il mio tutor senior, che si era preso cura di me fin dall'infanzia, mi sono sentito come se avessi perso la roccia su cui ero appoggiato. Poi ho capito che, invece di passare il tempo nel dolore e nella tristezza, avrei fatto meglio a cercare di esaudire i suoi desideri, con entusiasmo e determinazione".

Il pubblico ascolta Sua Santità il Dalai Lama alla prima Yuvraj Krishan Memorial Lecture al Siri Fort Auditorium di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Vikram Chandra ha detto a Sua Santità che è stato un privilegio poterlo ascoltare. Il dottor Sathyamoorthy, CEO della Anti-Corruption Academy, ha fatto alcune osservazioni conclusive, ribadendo che Sua Santità insegna che la nostra felicità dipende dalla felicità degli altri e che non dobbiamo farci ingannati dalle apparenze.

Ha raccontato anche un paio di storie su Yuvraj Krishan, che è stato il suo capo, che dimostravano il tipo di uomo che era. Una volta Krishan si accorse che un particolare pensionato non riceveva più la pensione. Scoprì che, poiché l'uomo era analfabeta, i funzionari volevano la sua impronta digitale sui moduli, cosa però per lui impossibile, dal momento che non aveva più le dita. Così Krishan approvò personalmente il pagamento della pensione.

In un’altra occasione, Sathyamoorthy gli aveva espresso il suo disagio perché come funzionario governativo era stato alloggiato nel lussuoso Taj Hotel di Bombay. Krishan gli rispose che era capitato anche a lui e che vedendo i mendicanti per strada, mentre lui era ospite in quell’hotel, si era sentito un ladro. Sathyamoorthy ha infine ringraziato il figlio e la figlia di Krishan per aver istituito questa conferenza commemorativa.

La figlia di Yuvraj Krishan, Giriraj Krishan Varma, ringrazia Sua Santità il Dalai Lama e gli altri ospiti d’onore alla conclusione della prima conferenza in memoria di Yuvraj Krishan all'Auditorium Siri Fort di Nuova Delhi, India, l'8 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Giriraj Krishan Varma ha ringraziato Sua Santità e tutti i presenti e poi i membri della famiglia per il loro sostegno.

Conclusa la celebrazione, il Dalai Lama ha fatto ritorno al suo albergo.

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Messaggio di Sua Santità il Dalai Lama ai delegati alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP24 http://it.dalailama.com/news/2018/messaggio-di-sua-santità-il-dalai-lama-ai-delegati-alla-conferenza-delle-nazioni-unite-sul-clima-cop24 Wed, 05 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/messaggio-di-sua-santità-il-dalai-lama-ai-delegati-alla-conferenza-delle-nazioni-unite-sul-clima-cop24 Saluto e prego per i miei cari fratelli e sorelle, delegati alla 24a Conferenza delle Parti sul Clima (COP24) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Desidero ringraziare sinceramente tutti coloro che si sono impegnati instancabilmente e in modo disinteressato per creare un ambiente migliore per il mondo e affinché le generazioni future possano vivere una vita sana e felice.

Sono nato in Tibet, sul tetto del mondo, dove sorgono i grandi fiumi dell'Asia e si trovano le vette più alte del mondo. Ho amato la natura fin da bambino e ho fatto della conservazione dell'ambiente uno degli impegni della mia vita. Sostengo la protezione dell'ambiente ovunque io vada.

Nonostante gli enormi sviluppi tecnologici del mondo moderno, abbiamo creato molti problemi. Gli esperti ci dicono che gli esseri umani sono responsabili del riscaldamento globale e del cambiamento delle condizioni meteorologiche. Logicamente questo significa che noi esseri umani abbiamo anche la responsabilità di ridurre i danni che abbiamo causato fino ad eliminarli definitivamente.

Il cambiamento climatico non riguarda solo una o due nazioni. E' una questione che ha un impatto sull'intera umanità e su ogni essere vivente su questa terra. Questo bel pianeta è la nostra unica casa. Se, a causa del riscaldamento globale o di altri problemi ambientali, la terra non può sostenersi da sola, non c'è nessun altro pianeta dove possiamo trasferirci. Ora dobbiamo agire seriamente per proteggere il nostro ambiente e trovare soluzioni costruttive al riscaldamento globale.

Quando guardiamo le fotografie della terra scattate dallo spazio, non vediamo i confini tra stati, ma solo questo pianeta blu. Non è più tempo di pensare esclusivamente alla "mia nazione" o al "mio continente". C'è la reale necessità di una maggiore responsabilità globale, basata sul senso di appartenenza a un'unica famiglia umana.

Desidero ringraziare l'UNFCCC per aver lavorato costantemente per ridurre l'impatto negativo del cambiamento climatico e prego che questa conferenza abbia successo.

Dalai Lama
20 novembre 2018

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Guida allo stile di vita del Bodhisattva - Secondo giorno http://it.dalailama.com/news/2018/guida-allo-stile-di-vita-del-bodhisattva-secondo-giorno Tue, 04 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/guida-allo-stile-di-vita-del-bodhisattva-secondo-giorno Sankisa, India - Prima degli insegnamenti di questa mattina, Sua Santità il Dalai Lama ha incontrato i rappresentanti dei media locali nel giardino del suo hotel e ha esordito dicendo:

"Prima di tutto, voglio salutare ciascuno di voi. Come dico spesso, scherzando con i miei amici indiani, anche se sono fisicamente tibetano, la mia mente probabilmente è più indiana della vostra. Potreste non conoscere l'antica saggezza indiana a cui mi sono dedicato. Nell'antica India le pratiche per coltivare una mente calma e una visione profonda (shamatha e vipashyana) esistevano già prima della comparsa del Buddha. Queste pratiche continuano ad essere rilevanti ancora oggi.

Sua Santità il Dalai Lama incontra i rappresentanti dei media locali nel giardino del suo hotel a Sankisa, India, il 4 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Oggi ci troviamo di fronte a problemi di cui, per la maggior parte, siamo gli autori. Diamo troppa enfasi a differenze trascurabili come la nazionalità, la fede religiosa e la razza, quando fondamentalmente, come esseri umani, siamo tutti uguali. Siamo nati allo stesso modo. Le nostre madri ci hanno accudito allo stesso modo. Ma a causa degli obiettivi materialistici che ci sono stati trasmessi con l'educazione non diamo peso ai valori interiori. Ciò che dobbiamo ricordare invece è che a un livello più profondo siamo tutti uguali. Tutti vogliamo essere felici, nessuno vuole essere infelice. E dal momento che possiamo aiutare gli altri esseri umani e comunicare con loro, è a questo che ho dedicato la mia vita”.

"Come buddhista ammiro il modo in cui le diverse tradizioni religiose convivono in questo paese e cerco di promuovere l'armonia interreligiosa ovunque io vada, ispirato dall'esempio dell'India”.

"Per quanto riguarda il Tibet, mi sono ritirato dalle responsabilità politiche nel 2001, quando la leadership è stata eletta per la prima volta democraticamente. Ora, la mia principale preoccupazione è la preservazione della cultura e della religione tibetana e la protezione dell'ambiente naturale del Tibet, dove si trova la maggior parte delle sorgenti che garantiscono l’approvvigionamento idrico dell’Asia".

Sua Santità rispondendo a una domanda sulla politica estera indiana nei confronti della Cina ha ripetuto ciò che aveva detto ai giornalisti durante la crisi di Doklam. Dal punto di vista economico e in termini di dimensioni demografica, sia l'India sia la Cina sono importanti. Nessuna delle due può distruggere l'altra. Devono vivere insieme. Interrogato sulle differenze tra laa questioni del Kashmir e quella del Tibet, Sua Santità ha citato il Ministro degli Esteri Chagla che gli ha detto che sono totalmente diverse. L'India contemporanea è un'unione di stati differenti con lingue, tradizioni e culture diverse che scelgono di vivere insieme. Ha ricordato l'idea di Vinoba Bhave di un'unione dell'Asia meridionale, aggiungendo che se un piano così lungimirante fosse stato realizzato avrebbe portato a una maggiore pace nell’intera regione. Il Dalai Lama ha ribadito la sua ammirazione per l'Unione europea, che da settant’anni anni garantisce la pace nel vecchio continente.

Sua Santità il Dalai Lama durante la conferenza stampa presso il suo hotel a Sankisa, India, il 4 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Con riferimento al Tibet, Sua Santità ha riferito che Narasimha Rao gli disse che l'India considerava il Tibet come una regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese, piuttosto che come una "parte della Cina". Gli stessi documenti cinesi testimoniano il fatto che nel VII, VIII e IX secolo la Mongolia, la Cina e il Tibet erano imperi indipendenti. Ha aggiunto che storicamente la Grande Muraglia segnava il confine cinese e che la Manciuria, la Mongolia e il Tibet erano al di là di quel confine. Nel XX secolo la Cina faceva distinzione tra Tibet interno ed esterno, considerando il Tibet interno, compreso il luogo di nascita di Sua Santità ad Amdo, parte della Cina.

Per quanto riguarda la ragione per cui la questione del Tibet non è viene sollevata nei forum internazionali, Sua Santità ha ricordato che per ben tre volte la questione è stata sottoposta all'ONU, ma che il rappresentante dell'India si è astenuto dal voto. Nehru, che Sua Santità considera un uomo saggio, era del parere che la questione tibetana non potesse essere risolta in questo modo e che i tibetani avrebbero dovuto negoziare direttamente con i cinesi.

Sua Santità ha accennato all'ex ministro degli Esteri Jagat S. Mehta che gli riferì che durante una riunione di gabinetto per discutere dell'imminente arrivo del Dalai Lama in India, Krishna Menon si era opposto alla concessione dell'asilo, mentre Nehru era fortemente a favore.

Presso la sede degli insegnamenti la folla in attesa era ulteriormente aumentata rispetto alla giornata precedente: più di quaranta mila persone, la maggior parte delle quali provenienti da un raggio di un centinaio di chilometri da Sankisa, oltre a pellegrini provenienti da Rajasthan, Maharashtra, Delhi, Haryana, Punjab, Madhya Pradesh, Bihar e Uttarakhand. La maggior parte di queste persone si considera appartenente al clan dei Shakya, di cui faceva il Buddha. Alla questa folla si sono aggiunte oltre quattrocento persone giunte da trentacinque paesi diversi.

I bambini recitano il Mangala Sutta in Pali, il secondo giorno degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Sankisa, India, il 4 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

La sessione odierna è iniziata nuovamente con i bambini delle scuole che hanno recitato il Mangala Sutta in Pali, seguiti da Sua Santità che ha recitato diversi versi di omaggio, com’è sua consuetudine.

"Ieri abbiamo fatto un’introduzione generale degli insegnamenti del Buddha. Oggi, riprenderemo il libro di Shantideva, anche se non c'è abbastanza tempo per spiegarlo versetto per versetto. Il Buddha ha detto che ognuno è padrone di se stesso; che il dolore o il piacere che si prova sta nelle nostre mani. La strofa seguente riassume il suo consiglio:

Non commettere azioni non virtuose,
pratica solo la perfetta virtù,
doma completamente la tua mente.
Questo è l'insegnamento del Buddha.

"Il punto fondamentale è domare completamente la mente. Se siete tranquilli, non farete del male ad alcuno. Qualunque siano i vostri problemi, è meglio affrontarli con una mente calma. La "Guida allo stile di vita del Bodhisattva" contiene importanti consigli su come raggiungere questo obiettivo.

Sua Santità il Dalai Lama legge la 'Guida allo stile di vita del Bodhisattva', il secondo giorno di insegnamenti a Sankisa, India, il 4 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Ho ricevuto una trasmissione orale e la spiegazione di questo testo nel 1967 dal maestro di Kinnauri, Khunu Lama Rinpoche, che mi chiese di insegnarlo a mia volta molto spesso. Di conseguenza, lo leggo, lo insegno e lo porto con me ovunque io vada. Ho una relazione simile anche con la "Saggezza fondamentale della via di mezzo" di Nagarjuna. Sono due dei più importanti trattati indiani tradotti in tibetano”.

"Che si pratichi o meno il buddhismo, bisognerebbe sviluppare amore e compassione. La religione non consiste nella costruzione di luoghi di culto, ma nella disciplina che trasforma la mente, integrando le istruzioni che sentite dentro di voi. E’ qualcosa che chiunque può fare".

Sua Santità ha ripreso il testo, a partire dal titolo in sanscrito e tibetano, dall’omaggio e dalla dedica dell'autore: "Scrivo questo testo per familiarizzare la mia mente. Se, tuttavia, queste (parole) sono considerate importanti anche da altri, può essere che saranno utili (anche per loro)".

"Ciò che questo libro spiega è come usare al massimo l'intelligenza e della ragione per superare le afflizioni mentali come la rabbia. Inizia con capitoli che chiariscono i benefici della mente del risveglio di bodhicitta, la confessione delle proprie mancanze e la completa accettazione della mente dell’Illuminazione. Tutti i Buddha, che hanno meditato per molti eoni, hanno compreso che solo la mente del risveglio è di beneficio".

Oltre quarantamila persone ascoltano Sua Santità il Dalai Lama durante il secondo giorno di insegnamenti a Sankisa, India, il 4 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Arrivato alla strofa che dice “In breve, la mente del risveglio è di due tipi: la mente che aspira all’illuminazione e la mente che agisce per ottenerla", Sua Santità ha detto che il giorno successivo avrebbe tenuto la cerimonia per la generazione della bodhicitta dell’aspirazione e dato i voti del bodhisattva. Poi ha citato una strofa che lui stesso recita quotidianamente:

Nel Buddha, nel Dharma e nella Comunità Suprema
fino all'illuminazione prendo rifugio.
Per il merito accumulato attraverso la generosità e così via,
Possa io ottenere l'illuminazione per il beneficio di tutti gli esseri.

Poi il Dalai Lama ha invitato il pubblico a recitare insieme a lui il capitolo 2 e il capitolo 3, fino alla strofa 22, come rito preparatorio. Sua Santità ha concluso gli insegnamenti con la strofa finale del terzo capitolo:

Oggi, alla presenza di tutti i Protettori,
Invito come ospiti gli esseri migratori
a godere di ogni beatitudine, fino a quella ultima dei Sugata.
Possano gli dei, i semidei e tutti gli altri gioire di tutto ciò.

Sua Santità ha poi pranzato con gli organizzatori dell'evento, i membri della Youth Buddhist Society. Gli insegnamenti proseguiranno domani.

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Guida allo stile di vita del Bodhisattva - Prima giornata http://it.dalailama.com/news/2018/guida-allo-stile-di-vita-del-bodhisattva-prima-giornata Mon, 03 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/guida-allo-stile-di-vita-del-bodhisattva-prima-giornata Sankisa, India - Sua Santità il Dalai Lama si è recato questa mattina in visita al sito archeologico di Sankisa dove ha recitato alcune brevi preghiere presso quelli che si ritengono i resti dell’antico stupa.

Sua Santità il Dalai Lama in visita al sito archeologico e ai resti dell’antico stupa di Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Raggiunta la sede della Youth Buddhist Society of India (YBSI) ha inaugurato una mostra di dipinti su temi buddhisti, poi ha scoperto la prima pietra di una clinica e di una scuola che saranno costruite ed ha espresso il suo apprezzamento per il loro lavoro svolto da diversi volontari medici che gli sono stati presentati. Infine, ha reso omaggio all'immagine del Buddha.

Arrivato alla sede degli insegnamenti, Sua Santità ha ricevuto il tradizionale benvenuto tibetano da un gruppo dell'Istituto Tibetano per le Arti dello Spettacolo. Erano presenti anche alcuno artisti provenienti dal Tibet e dall'Arunachal Pradesh, con cui ha poi posato per delle fotografie ricordo.

Accolto sul palco all'interno di un enorme tendone dal presidente del YBSI, Suresh Chandra Baudhhh, Sua Santità ha acceso la lampada votiva e ha reso omaggio a una statua del Buddha prima di prendere posto. Un gruppo di bambini del posto, in uniforme scolastica, ha sfilato sul palco e si è inginocchiato per recitare il Mangala Sutta in lingua Pali.

Un gruppo di bambini in uniforme scolastica recita il Mangala Sutta in Pali prima degli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama a Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Innanzi tutto, devo ringraziare questi studenti per la loro recitazione precisa", ha detto rivolgendosi ad una folla di circa 15.000 persone. "Voi appartenete alla generazione del XXI secolo, mentre molti di noi appartengono al XX. Nel passato recente c’è stata troppa violenza, tante vite sono state sacrificate. Se la loro perdita avesse contribuito alla creazione di un mondo migliore, avrebbe potuto essere giustificata. Ma non è andata così”.

"All'inizio del  XXI secolo la violenza ancora persiste perché troppe persone continuano a credere che la soluzione ai problemi stia nell'uso della forza. Questo modo di pensare è ormai obsoleto. È chiaro che la lunga tradizione indiana di ahimsa, o non violenza, è oggi più che mai attuale e che questi giovani studenti rappresentano la nostra speranza per un futuro migliore”.

"Oggi, in questo luogo sacro, mi è stato chiesto di spiegare il Dharma. Gli organizzatori hanno lavorato alacremente per rendere possibile questo evento e vorrei ringraziarli”.

"Recentemente, ogni volta che incontro dei monaci, delle monache o persone religiose faccio sempre una domanda. Oggi giorno, in un'epoca in cui c'è un grande sviluppo tecnologico e materiale, abbiamo ancora bisogno della religione? Nei paesi più avanzati, dove c'è stato il progesso materiale più veloce, le persone continuano ad essere mentalmente molto confuse e ad affrontare crisi emotive che facilmente sfociano nella violenza. L'industria delle armi prospera e la loro vendita aumenta il rischio di conseguenze devastanti”.

Sua Santità il Dalai Lama parla alla Youth Buddhist Society of India il primo giorno dei sui insegnamenti a Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Gli scienziati sostengono, sulla base della risposta dei neonati a diversi stimoli, che la natura umana è fondamentalmente compassionevole. Ha perfettamente senso, dato che  ciascuno di noi è nato da una madre che ci ha accudito con amore e affetto. Senza le sue cure saremmo morti. E' facile capire che più siamo gentili e affettuosi verso gli altri, più siamo in pace con noi stessi e più pacifica è l'atmosfera in cui viviamo e lavoriamo”.

"Rabbia, ansia e gelosia rovinano il nostro benessere. Abbiamo bisogno di calma e affetto, ma se li cercassimo al mercato o in un centro commerciale la gente ci prenderebbe per matti. Le religioni si occupano degli esseri umani e dell'attività umana. Tutte insegnano il valore dell'amore e della compassione, supportate da diversi punti di vista filosofici”.

"Le tradizioni teistiche credono in un dio creatore, pieno di amore e saggezza, di cui tutti siamo figli e questo rende facile considerare i nostri simili come fratelli e sorelle. Il nostro scopo è quello di vivere in armonia, con compassione e affetto gli uni verso gli altri. Le tradizioni non teistiche non fanno riferimento a un creatore e ritengono che ciò che accade è completamente nelle nostre mani. Finché proviamo amore e compassione, la nostra mente è in pace, pace che perdiamo quando siamo sopraffatti dalla rabbia".

Sua Santità ha parlato dell'inutilità di cercare soddisfazione solo nelle esperienze sensoriali, trascurando il ruolo che la coscienza mentale ricopre nella pace della mente. Per centinaia di anni, ha aggiunto, non solo l'India ha coltivato ahimsa, ma ha adottato una posizione laica e rispettosa per tutte le tradizioni religiose, senza pregiudizi e tenendo in considerazione anche le opinioni di coloro che non hanno alcun interesse per la religione. Questo approccio è particolarmente rilevante se consideriamo che ci sono popoli che si combattono e si uccidono a vicenda in nome della fede. Il Dalai Lama ha poi ricordato il suo impegno sia nell'aiutare le persone a trovare la pace della mente, sia per favorire l'armonia interreligiosa.

Alcune delle oltre 15.000 persone presenti agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama presso la Youth Buddhist Society of India, a Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Riprendendo la "Guida allo stile di vita del Bodhisattva", Sua Santità ha detto:

"Naturalmente, sono buddhista e ho studiato a lungo la filosofia e la psicologia buddhista, ma credo sia possibile apprezzarne i concetti e le istruzioni anche da un punto di vista puramente accademico. Questo testo può essere molto utile a chiunque. Come esseri senzienti cadiamo facilmente preda del desiderio, dell'odio e dell'ignoranza. E quando questi veleni hanno la meglio sulla nostra intelligenza può essere davvero un problema. Come ho detto prima, la nostra intelligenza produce armi che hanno il solo scopo di annientare altri esseri umani. A seconda della nostra motivazione, siamo capaci di creare felicità o desolazione".

"Il capitolo 6 di questo testo è dedicato alla pazienza, mentre l’ottavo descrive il metodo per  sviluppare l'altruismo. Purtroppo non abbiamo abbastanza tempo per esaminare l'intero libro, ma posso darvi un resoconto succinto di ciò che dice”.

"Il capitolo 9 riguarda la saggezza e inizia con la seguente frase: "Il Saggio ha esposto tutti questi rami [degli insegnamenti] per amore della saggezza. Pertanto, coloro che desiderano pacificare la sofferenza dovrebbero generare la saggezza". I Buddha non lavano via le azioni negative con l'acqua, non eliminano le sofferenze degli esseri con le loro mani, né trasferiscono la propria realizzazione negli altri. È attraverso l'insegnamento della verità che aiutano gli esseri a trovare la libertà”.

"Fin dall'inizio i Buddha hanno l’intenzione di superare la sofferenza e insegnano, sulla base della propria esperienza, che la sofferenza della sofferenza, la sofferenza del cambiamento e la sofferenza pervasiva dell’esistenza condizionata sorgono tutte dalle emozioni distruttive che, a loro volta, sono radicate nell'ignoranza - ovvero su una visione errata della  realtà - il cui antidoto è la saggezza che comprende la vacuità".

Sua Santità il Dalai Lama durante il primo giorno di insegnamenti a Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha spiegato che i tre addestramenti alla moralità, alla concentrazione univoca e alla visione profonda convergono nella saggezza. Nell'antica India, ha aggiunto, tutti concordavano sul fatto che i piaceri del regno del desiderio alla fine si traducono sempre in insoddisfazione, ma che per alcuni la soluzione era quella di cercare la pace nei regni superiori dell’assorbimento meditativo. Il Buddha si è invece concentrato sul confutare l'idea di un sé unico, permanente, indipendente. L'assenza del sé che ha insegnato è un antidoto non solo alle afflizioni mentali, ma anche alle loro impronte residue, le oscurazioni alla conoscenza. Perché sia efficace deve però essere combinato con il risveglio della mente di bodhicitta.

Sua Santità ha citato Nagarjuna, ricordando che ciò che il Buddha ha insegnato si basa sulle due verità, quella convenzionale e quella ultima e che il Buddha fu riluttante ad insegnare ciò che aveva realizzato dopo la sua illuminazione, perché nessuno lo avrebbe capito.

"Profondo e pacifico, libero da elaborazioni, chiara luce non composta.
Ho trovato un Dharma simile a un nettare.
Eppure, se lo insegnassi, nessuno lo capirebbe,
Quindi rimarrò in silenzio qui nella foresta”.

"Profondo e pacifico si riferiscono alla vera cessazione che è al centro del primo giro della ruota del Dharma. Libero da elaborazioni allude a ciò che ha insegnato nel secondo giro della ruota e "chiara luce non composta" riguarda il terzo giro della ruota. Nel primo giro ha esposto le Quattro Nobili Verità, nel secondo ha rivelato la perfezione della saggezza ovvero che le cose e i fenomeni non hanno un'esistenza intrinseca e indipendente”.

Alcuni membri della comunità monastica buddhista indiana ascoltano Sua Santità il Dalai Lama il primo giorno dei suoi insegnamenti a Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

"Durante il terzo giro della ruota, il Buddha ha spiegato che le cose non hanno un’esistenza indipendente a causa delle loro tre nature: la loro natura designata implica che non hanno esistenza intrinseca; la loro natura dipendente dimostra che non si creano da sé e la loro natura perfetta indica che non hanno un'esistenza ultima e indipendente. Nel 'Tathagata-garbha Sutra' il Tathagata ha descritto la natura di Buddha, riferendosi alla chiara luce oggettiva come natura della mente e alla chiara luce soggettiva come natura di Buddha".

"Nel corso del primo giro della ruota, il Buddha ha spiegato la natura, la funzione e il risultato di ciascuna delle Quattro Nobili Verità. Ha chiarito che la sofferenza è indesiderata, ma che ha cause e condizioni precise. La cessazione è insegnata sulla base di una visione della vacuità che si oppone all'ignoranza di aggrapparsi all'esistenza intrinseca".

Sua Santità ha osservato che così come il "Sublime Continuum" di Maitreya afferma che l'apparenza non è realtà, oggi i fisici quantistici sostengono che nulla ha un'esistenza oggettiva perché le cose dipendono dall'osservatore. Tuttavia non hanno ancora messo in discussione l'esistenza oggettiva di quest'ultimo.

Oltre 15.000 persone hanno assistito all'insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama presso la Youth Buddhist Society of India di Sankisa, India, il 3 dicembre 2018. Foto di Lobsang Tsering

Sua Santità ha chiarito che la vacuità è stabilita su una base. Il "Sutra del cuore" afferma: "La forma è vacuità; la vacuità è forma". E prosegue: "Anche le sensazioni, la discriminazione, i fattori compositivi e la coscienza sono vacuità". Sua Santità ha sottolineato che è necessario capire a che cosa si afferra l'ignoranza e che si tratta di una visione errata. Questo nel contesto delle azioni di un Bodhisattva, le sei perfezioni.

Infine, Sua Santità ha sottolineato che, grazie all’uso della ragione e della logica, la tradizione del Nalanda introdotta in Tibet da Shantarakshita ha un approccio autenticamente scientifico e ha invitato i seguaci del Buddha ad essere buddhisti del XXI secolo, attraverso la comprensione di ciò che il Buddha ha insegnato e quindi che cosa significhi prendere rifugio nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha.

Il Dalai Lama riprenderà gli insegnamenti sulla 'Guida allo stile di vita del Bodhisattva' domani mattina.

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Arrivo a Sankisa http://it.dalailama.com/news/2018/arrivo-a-sankisa Sun, 02 Dec 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/arrivo-a-sankisa Sankisa, India - Questa mattina Sua Santità il Dalai Lama ha preso un primo volo da Dharamsala a Delhi e poi per Farrukhabad nell’Uttar Pradesh occidentale. Erano presenti all'aeroporto per dargli il benvenuto alcuni membri della Youth Buddhist Society of India (YBSI) e funzionari dell'amministrazione locale. Da Farrukhabad è stato accompagnato fino a Sankisa, uno degli otto principali luoghi di pellegrinaggio buddhista in India.

Sua Santità il Dalai Lama arriva all'aeroporto di Farruukhabad vicino a Sankisa, India il 2 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Si dice che il Buddha riapparve a Sankisa, nota anche come Sankasya, dopo aver trascorso la stagione delle piogge insegnando nel Regno dei Trentatré, dove sua madre era rinata. Il sito fu identificato dall'imperatore Ashoka, che vi fece erigere un pilastro sormontato da un capitello a forma di elefante. Una parte di quel pilastro e del capitello sono giunti fino a noi. Sankisa fu visitata dai monaci cinesi Faxian e Xuanzang nei secoli V e VII d.C. e riscoperta nel 1842 dal generale Sir Alexander Cunningham.

Circa 120 volontari dell'YBSI sono riuniti presso 'hotel dove Sua Santità soggiornerà per dargli il benvenuto e il Dalai Lama ha passato qualche minuto a parlare con loro.

Sua Santità il Dalai Lama insieme ai volontari della Youth Buddhist Society presso il suo hotel a Sankisa,India, il 2 dicembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Sono di nuovo qui in questo luogo sacro, ancora una volta su vostro invito e di questo vi ringrazio. Ci incontreremo di nuovo nei prossimi giorni, quindi non ho molto da dire ora. E’ importante cercare di rendere la nostra vita significativa. In un momento in cui nel mondo ci sono ancora guerre e scontri, è fondamentale che noi, in questa terra di ahimsa, ci sforziamo di promuovere la non violenza. Ahimsa è il comportamento che dovremmo adottare e nasce da un senso di karuna, o compassione, che dovrebbe essere la nostra motivazione".

Sua Santità ha chiesto ai volontari da quanto tempo lo stavano aspettando e ha aggiunto che nonostante sia quasi inverno è bello sedersi e riscaldarsi al sole. Ha poi posato per le fotografie ricordo con i vari gruppi di volontari.

Domani inizierà a insegnare la "Guida allo stile di vita del Bodhisattva" di Shantideva.

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Visita al tempio di Tochoji http://it.dalailama.com/news/2018/visita-al-tempio-di-tochoji Thu, 22 Nov 2018 00:00:00 +0000 hhdloffice http://it.dalailama.com/news/2018/visita-al-tempio-di-tochoji Fukuoka, Giappone - Sua Santità il Dalai Lama è volato ieri da Tokyo a Fukuoka, la città più popolosa dell'isola di Kyushu, nel Giappone occidentale, per visitare il Tempio di Tochoji. Fu fondato nel IX secolo da Kobo Daishi, conosciuto come Kukai, e a lui si deve l’introduzione degli insegnamenti esoterici e vajrayana di Shingon in Giappone.

Sua Santità il Dalai Lama si è unito alle preghiere dei monaci giapponesi nel tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Una volta seduto insieme all’abate all'interno del tempio, Sua Santità ha recitato in tibetano il "Sutra del cuore" e la "Preghiera di Je Tsongkhapa per rinascere nella terra di Sukhavati - la Terra della Beatitudine". Poi il "Sutra del cuore" è stato recitato nuovamente in giapponese.

Completate le preghiere, Sua Santità si è rivolto a un pubblico di circa mille e cinquecento persone.

"Mi sento fortunato di avere la possibilità di recitare il 'Sutra del cuore' e la 'Preghiera di rinascita nella terra di Sukhavati' proprio in questo famoso tempio", ha detto "e dedicarli a coloro che sono morti prematuramente o hanno perso tutto a causa dei terremoti di Kumamoto e delle recenti disastrose inondazioni”. 

"Ho recitato la "Preghiera per rinascere nella terra di Sukhavati" quando ho ricevuto l'ordinazione di novizio, all'età di sette anni. Ero molto nervoso, ma sono riuscito a farlo e ogni volta che la recito mi torna in mente quella cerimonia”.

"Per rinascere in un regno superiore è necessario aver creato un karma positivo. Per questo è importante studiare, riflettere e meditare sugli insegnamenti sotto la guida di un insegnante qualificato. Questa preghiera è stata composta da Je Tsongkhapa, uno studioso e praticante d'eccezione. Il suo libro, "L’Essenza dell’Eloquenza", che analizza quali degli insegnamenti del Buddha possono essere considerati definitivi e quali sono provvisori, è stato tradotto in hindi dal pandita indiano Tripati e da Geshe Yeshi Thapkay. Ho chiesto a Tripati se Tsongkhapa potesse essere annoverato tra gli eruditi del Nalanda; mi ha risposto che non solo sarebbe stato alla pari con gli altri, ma probabilmente superiore a tutti”.

Sua Santità il Dalai Lama si rivolge al pubblico del Tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Jigme

"Il 'Sutra del cuore' è un testo molto profondo. Il Buddha all’inizio insegnò le Quattro Nobili Verità. La prima è la verità della sofferenza, che non ha origine senza cause o condizioni. Ciò che ci porta a soffrire è danneggiare gli altri, provocare la loro infelicità. Le eccellenti qualità della rinascita superiore, invece, sono il risultato di azioni benefiche. Ci impegniamo in azioni non virtuose a causa dell'ignoranza e perché le nostre menti sono indisciplinate. La nostra visione distorta della realtà è la radice delle nostre afflizioni mentali, delle nostre emozioni distruttive che danno origine al karma, che a sua volta produce sofferenza”.

"Per superare la nostra visione ignorante e distorta della realtà, il Buddha ha insegnato la vacuità così come è presentata nel 'Sutra del cuore': "La forma è vacuità; la vacuità è forma. La vacuità non è altro che forma e anche la forma non è altro che vacuità". Recitare preghiere e il "Sutra del cuore" per il beneficio degli altri, con il desiderio di alleviare la loro sofferenza, può essere di beneficio".

Sua Santità ha poi invitato il pubblico a rivolgergli delle domande. La prima riguardava Yamaguchi, lo studioso giapponese che trascorse molto tempo in Tibet. Il Dalai Lama ha risposto di ricordare di aver visto una sua fotografia a Lhasa e che il XIII Dalai Lama aveva cercato di stabilire delle relazioni con il Giappone.

Una donna del pubblico mentre rivolge una domanda a Sua Santità il Dalai Lama durante il suo discorso al tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Un’altra persona del pubblico voleva sapere che cosa accadde quando i cinesi occuparono il Tibet. Nel 1950 i tibetani si ribellarono, ha risposto Sua Santità, ma nel 1951 fu firmato l'Accordo in Diciassette punti sulla "liberazione pacifica del Tibet". Storicamente, ha aggiunto, Cina e Tibet sono stati a volte in rapporti amichevoli e altre in conflitto tra loro, ma lo spirito tibetano è rimasto immutato.

Quando a Sua Santità è stato chiesto come porre fine alla sofferenza, ha risposto:

"Dopo la sua illuminazione il Buddha ha detto:

Profondo e pacifico, libero da elaborazioni, chiara luce e non composta.
Ho trovato un Dharma simile a un nettare.
Eppure, se lo insegnassi, nessuno lo capirebbe,
Quindi rimarrò in silenzio, qui nella foresta
.

"Profondo e pacifico" possono essere interpretate come un riferimento alla vera cessazione che è al centro del primo giro della ruota del Dharma. L'espressione "libero da elaborazioni" può essere letto come riferimento a ciò che è stato insegnato nel secondo giro della ruota e "chiara luce non composta" può riferirsi al terzo giro della ruota del Dharma. Il primo giro getta le fondamenta, il secondo indica che le cose sono libere da elaborazione e il terzo rivela la natura del Buddha”.

Sua Santità il Dalai Lama risponde alle domande del pubblico durante il suo discorso al tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

"Durante il primo giro della ruota, il Buddha ha ripetuto le Quattro Nobili Verità tre volte ciascuna per chiarire la loro natura, la loro funzione e il loro risultato. Ha insegnato che la radice della sofferenza è l'ignoranza, che può essere superata da una visione non distorta della realtà. Per raggiungere l'obiettivo della vera cessazione ha illustrato il vero sentiero, basato sulla comprensione della vacuità che contrasta l'ignoranza che si aggrappa all’idea di esistenza intrinseca”.

"La spiegazione delle Quattro Nobili Verità -  la loro natura, funzione e risultato - fornisce il quadro generale dell'insegnamento del Buddha. Durante il secondo giro della ruota, il Buddha ha dato una spiegazione più profonda della cessazione. Ha insegnato esplicitamente la vacuità, evidenziata da Nagarjuna, e ha implicitamente rivelato come progredire sul sentiero, così come descritto nell'"Ornamento per una chiara realizzazione".

"La chiara luce nel "Sutra che svela il Pensiero" e parte del terzo giro della ruota, è stata spiegata a persone per le quali "nulla ha un'esistenza intrinseca", cioè per le quali nulla esiste. Poiché erano inclini a cadere nel nichilismo, a loro sono state insegnate le tre nature: la natura designata, che non implica alcuna esistenza intrinseca; la natura dipendente che non è autoprodotta e la natura perfetta, che non ha un'esistenza ultima e indipendente. Il 'Tathagata-garbha Sutra' descrive la natura di Buddha e si riferisce alla chiara luce oggettiva come natura della mente e alla chiara luce soggettiva come natura di Buddha".

Alcuni degli oltre 1500 partecipanti agli insegnamenti di Sua Santità il Dalai Lama, seduti nel cortile esterno del Tempio Tochoji a Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Jigme

Sua Santità ha detto che tutte le tradizioni religiose insegnano l'amore e la compassione e sono essenzialmente utili agli esseri umani. Ha citato un versetto ben noto che riflette il pensiero buddhista. "I Buddha non lavano con l'acqua le azioni negative, non rimuovono con le loro mani le sofferenze degli esseri e non trasferiscono le proprie realizzazioni negli altri. E' insegnando la verità sul sé che liberano gli esseri".

Per quanto riguarda il potere della preghiera, Sua Santità ha affermato che le preghiere per gli altri possono servire come condizione per l'attivazione del karma positivo, anche se si sono commesse delle azioni molto negative, compensando così il potenziale di una rinascita inferiore.

Qualcuno ha poi chiesto al Dalai Lama se gli piacerebbe rinascere di nuovo in questo mondo in futuro. Sua Santità ha risposto recitando i versi con cui prega ogni giorno, tratti dalla "Preziosa Ghirlanda" di Nagarjuna:

Possa io essere sempre oggetto di gioia
Per tutti gli esseri senzienti secondo il loro desiderio
E senza interferenze, come lo sono la terra,
l’acqua, il fuoco, il vento, i campi e le foreste.

Possano gli esseri senzienti essermi cari come la mia stessa vita,
più cari di quanto io sono a me stesso.
Che le loro azioni negative portino i loro risultati su di me,
E tutte le mie virtù portino i loro frutti su di essi.

Finché ogni essere senziente
Ovunque nello spazio non è stato liberato,
Posso anch’io rimanere [nel mondo] per il suo beneficio
Anche se ho raggiunto la suprema illuminazione.

Sua Santità ha consigliato ai giapponesi di non concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo materiale, ma di tenere conto anche del funzionamento della mente e delle emozioni. Rimaniamo fisicamente sani osservando l'igiene fisica, ha detto, e per essere mentalmente in forma è utile adottare l'igiene emotiva, imparando ad affrontare le nostre emozioni distruttive.

Sua Santità il Dalai Lama risponde alle domande del pubblico durante il suo discorso al tempio Tochoji di Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Jigme

Sua Santità ha suggerito a chi è buddhista di essere buddhisti del XXI secolo, di studiare e rafforzare la fede basata sulla ragione e la comprensione. Ha raccontato con approvazione di come la gente della regione trans-himalayana si stia impegnando a trasformare i propri templi e monasteri, maschili e femminili, in centri di apprendimento, dove tutti coloro che lo desiderano possono studiare e discutere il significato degli insegnamenti. Ha concluso dicendo che recitare il 'Sutra del cuore' avendone compreso appieno il significato è molto efficace.

Dopo aver presentato dei doni al Dalai Lama, l'organizzatore dell'evento ha ringraziato Sua Santità per la sua partecipazione, ha pregato per la sua lunga vita e ha espresso l’augurio che in Tibet la situazione possa migliorare. Quando Sua Santità ha lasciato il tempio è stato circondato dalla folla che sperava di vederlo più da vicino o stringergli la mano. Il Dalai Lama ha sorriso e stretto mani a quante più persone possibili. 

L'auto di Sua Santità il Dalai Lama lascia il Tempio di Tochoji dopo il suo discorso a Fuukuoka, Giappone, il 22 novembre 2018. Foto di Tenzin Choejor

Domani Sua Santità lascerà il Giappone per Singapore e riprenderà il viaggio verso l'India.

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